Nell’ambito di una strategia sempre più aggressiva sulla tesoreria in criptovalute, Strive acquista Bitcoin finanziandosi con una nuova emissione di capitale privilegiato.
Summary
Strive lancia una maxi operazione da 500 milioni di dollari
Strive Asset Management ha annunciato un programma di vendita di azioni privilegiate da 500 milioni di dollari, destinato in larga parte a nuovi acquisti di Bitcoin. Lo ha reso noto la società in un recente comunicato ufficiale.
I proventi netti dell’operazione saranno destinati a finalità generali di gestione, tra cui l’acquisto di Bitcoin e prodotti collegati, oltre che al rafforzamento del capitale circolante. Inoltre, Strive intende impiegare parte delle risorse per comprare attività generatrici di reddito, senza però specificare le classi di asset target.
Profilo di Strive e svolta sulla tesoreria in Bitcoin
Fondata nel 2022 da Vivek Ramaswamy, Strive ha cambiato radicalmente strategia all’inizio di quest’anno attraverso una reverse merger quotata. In questo modo ha riconfigurato il proprio bilancio per concentrarsi sull’accumulo di lungo periodo della principale criptovaluta.
Attualmente la società detiene 7.525 BTC in bilancio, pari a circa 695 milioni di dollari, che la collocano al 14º posto tra le aziende con le maggiori riserve corporate di Bitcoin a livello globale. Secondo le comunicazioni societarie, l’obiettivo è continuare ad ampliare questa posizione.
Un modello ispirato alla strategia di Michael Saylor
La linea adottata dalla società ricorda da vicino il modello sviluppato da Michael Saylor, che ha utilizzato debito ed equity per espandere in modo aggressivo le riserve in criptovaluta della sua azienda. Anche Strive fa leva su strumenti di mercato del capitale per sostenere nuovi acquisti.
Inoltre, le disponibilità in BTC sono aumentate sensibilmente a settembre, quando Strive ha siglato l’accordo per l’acquisizione di Semler Scientific. L’operazione ha contribuito a portare l’entità combinata tra i principali detentori corporate di Bitcoin al mondo.
Andamento del titolo in Borsa e reazione del mercato
Dopo l’annuncio del nuovo programma di vendita di azioni privilegiate, le azioni Strive hanno registrato un rialzo in Borsa. Secondo i dati di mercato, il titolo ha più che raddoppiato il proprio valore dall’inizio dell’anno.
Detto ciò, gli analisti sottolineano che la scelta di finanziare ulteriori acquisti di criptovalute attraverso strumenti di equity aumenta la leva implicita sul bilancio. Ciò può amplificare sia i potenziali guadagni, sia le perdite in fasi di elevata volatilità dei prezzi.
La posizione di Strive nel dibattito sugli indici MSCI
Parallelamente alla strategia patrimoniale, Strive è entrata nel dibattito sul trattamento delle società con tesoreria in asset digitali all’interno dei principali indici azionari globali. All’inizio del mese, l’amministratore delegato ha preso posizione pubblicamente sul processo di consultazione avviato da MSCI con gli investitori istituzionali.
MSCI sta valutando se escludere dagli indici le aziende che mantengono oltre il 50% del proprio attivo in criptovalute. Secondo Strive, una simile scelta potrebbe distorcere l’allocazione del capitale e ridurre le opzioni a disposizione degli investitori, in particolare di quelli che seguono strategie passive.
Possibili impatti su ETF e fondi indicizzati
La revisione di MSCI potrebbe avere importanti ripercussioni sui fondi indicizzati e sugli exchange traded fund che replicano i suoi benchmark. In gioco ci sono potenzialmente miliardi di dollari di flussi di capitale passivo, soprattutto a partire da febbraio 2026, qualora i cambiamenti proposti venissero approvati.
Inoltre, l’eventuale esclusione delle società che detengono grandi quantità di criptovalute in bilancio potrebbe penalizzare realtà che hanno scelto di utilizzare Bitcoin come asset di tesoreria strategico. Ciò creerebbe una differenza significativa rispetto ai tradizionali emittenti di ETF spot, che offrono solo esposizione al prezzo.
Crescita di Strive e differenze rispetto agli ETF spot
Dal lancio del suo primo exchange traded fund nell’agosto 2022, Strive Asset Management è cresciuta fino a superare i 2 miliardi di dollari di asset in gestione, secondo i dati societari. La dimensione la colloca tra i gestori emergenti più attivi sul fronte dei prodotti passivi.
A differenza degli ETF spot su Bitcoin, che forniscono un’esposizione diretta all’andamento del prezzo, le società che adottano un modello di tesoreria in criptovalute usano spesso leva di bilancio, emissioni azionarie e acquisizioni. Tali strumenti possono amplificare la performance nelle fasi rialziste, ma aumentano anche la vulnerabilità nelle correzioni.
Strive: impatto potenziale dell’operazione sui Bitcoin in tesoreria
Gli analisti evidenziano che, se l’intero ammontare della nuova emissione venisse destinato ad acquisti di criptovaluta, la capacità di Strive di accumulare ulteriori BTC crescerebbe in modo significativo. Un utilizzo integrale dei 500 milioni di dollari per l’espansione delle riserve potrebbe modificare rapidamente il posizionamento della società nella classifica dei principali detentori corporate.
In questo contesto, il fatto che Strive acquista Bitcoin tramite strumenti di mercato del capitale conferma la volontà del management di utilizzare il bilancio come leva strategica, in linea con modelli già sperimentati da altri attori del settore.
Nel complesso, la nuova operazione di raccolta di capitale segna un ulteriore passo nella trasformazione di Strive in veicolo focalizzato sulla detenzione di asset digitali in bilancio, con implicazioni rilevanti sia per gli azionisti sia per il dibattito regolamentare sugli indici globali.

