Nell’ultima analisi di Fidelity sulla quinta salita di Bitcoin emergono segnali di maturità del ciclo attuale, con prospettive contrastanti ma rilevanti per l’orizzonte 2026.
Summary
Il modello a onde di Jurrien Timmer
Nel suo più recente rapporto, Jurrien Timmer, Director of Global Macro di Fidelity, riprende il modello di sviluppo a onde della principale criptovaluta, basato sui dati storici dal 2010. Secondo l’analisi, ogni nuovo ciclo di crescita tende a esprimere una forza minore ma una durata più lunga.
Timmer ritiene che Bitcoin si trovi attualmente nella quinta salita del proprio ciclo di maturazione. Questo movimento avrebbe avuto inizio sul minimo del 2022, pari a 16.603 dollari, con un potenziale massimo stimato nell’area dei 151.360 dollari.
“È difficile capire in tempo reale se sia iniziato un nuovo inverno. Tuttavia, la struttura a onde in evoluzione della rete mostra che l’ultimo bull market, partito da circa 16.000 dollari nel 2022, appare piuttosto maturo”, ha spiegato Timmer.
Struttura delle onde e possibile salita futura per Bitcoin
Nel lungo periodo, Timmer ipotizza anche una possibile sesta fase di espansione. Il modello impiega proiezioni lineari ricavate dai dati delle cinque onde precedenti, delineando così uno scenario di crescita progressivamente più contenuta ma più estesa nel tempo.
Secondo il cosiddetto grafico “Descending Slope”, la storia recente del ciclo mostra tre fasi chiave. Rispetto ai primi anni di vita dell’asset, i moltiplicatori di prezzo risultano molto più moderati, ma distribuiti su archi temporali più lunghi.
| Onda 4 | Crescita di 20x in 153 settimane dal minimo al massimo |
| Onda 5 (in corso) | Possibile crescita di 9x in 160 settimane |
| Onda 6 (ipotetica) | Potenziale crescita di circa 5x in 168 settimane |
Detto ciò, il modello non definisce con precisione il livello di prezzo da cui potrebbe iniziare il prossimo ciclo rialzista. Timmer indica come area di supporto rilevante il “pavimento” dell’attuale fase, individuato attorno a 80.554 dollari.
Queste proiezioni suggeriscono che la quinta salita Bitcoin non sia ancora conclusa, lasciando spazio a un finale di ciclo potenzialmente positivo e a un avvio 2026 ancora sostenuto dalla parte alta dell’attuale struttura.
Sentiment a breve termine e ruolo della politica monetaria
Nel breve termine, Timmer mantiene una visione costruttiva sull’andamento di Bitcoin verso fine anno. Il sentiment degli investitori è migliorato grazie all’orientamento più accomodante della Federal Reserve, che ha avviato una fase di allentamento monetario.
Questo contesto, caratterizzato da tagli dei tassi e condizioni finanziarie meno restrittive, tende storicamente a favorire gli asset più rischiosi. Inoltre, l’effetto sul mercato delle criptovalute può emergere con un certo ritardo rispetto alle decisioni di politica monetaria.
Prospettive 2026 tra ottimismo e rischi macro
Le ipotesi di Timmer trovano riscontro anche in altre analisi. Jimmy Xue, COO e cofondatore di Axis, condivide uno scenario costruttivo per l’inizio del 2026, pur con alcune cautele sul percorso di breve periodo.
“Propendiamo per una fase di stabilizzazione e lateralità, più che per un rimbalzo a V immediato. Il mercato necessita di tempo per assorbire la recente volatilità”, ha dichiarato Xue, sottolineando la necessità di una normalizzazione graduale.
Secondo Xue, il quadro di medio termine resta comunque positivo per il primo trimestre 2026. I tagli ai tassi dovrebbero progressivamente tradursi in maggiore liquidità globale, mentre a gennaio gli investitori istituzionali ridefiniranno le proprie allocazioni di portafoglio.
In questo contesto, il potenziale completamento della fase attuale e l’avvio di una possibile nuova onda di crescita potrebbero intersecarsi con l’impatto dell’allentamento monetario sul comparto degli asset digitali.
L’effetto delle elezioni di metà mandato sulla volatilità
Tuttavia, alcuni elementi spingono a una lettura più prudente dello scenario 2026. L’anno in questione coincide infatti con le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, storicamente un passaggio complesso per i mercati.
I dati storici indicano che, in analoghe fasi di ciclo politico, la principale criptovaluta ha spesso registrato performance deboli. In questi anni di midterm, si sono osservati ribassi con ampiezza compresa tra il 60% e il 75%, livelli che riflettono una volatilità strutturalmente elevata.
In contrasto con l’ottimismo legato alla politica monetaria, questo fattore politico-elettorale introduce quindi un potenziale elemento di fragilità. Gli investitori potrebbero trovarsi a gestire un contesto in cui forza ciclica e rischio macro si sovrappongono.
Accumulo istituzionale e ruolo degli ETF
Nel complesso, le valutazioni di Timmer e Xue delineano un quadro sfidante ma ricco di opportunità per gli operatori professionali. Gli investitori istituzionali, in particolare, hanno continuato ad accumulare BTC negli ultimi due anni.
Questa fase di acquisti è stata sostenuta anche dall’approvazione e dal crescente utilizzo dei Bitcoin ETF, che hanno reso più semplice l’accesso all’asset da parte di fondi e gestori tradizionali. Inoltre, ciò ha contribuito a integrare ulteriormente il mercato delle criptovalute nel sistema finanziario regolamentato.
Detto ciò, la maggiore partecipazione istituzionale non elimina la natura speculativa e la volatilità tipica del settore. Piuttosto, ne modifica in parte le dinamiche, ampliando l’universo degli attori coinvolti e l’importanza dei flussi legati alle decisioni di asset allocation.
Bitcoin: una fase matura ma ancora aperta
Il modello a onde proposto da Fidelity descrive un ciclo ormai avanzato ma non esaurito, con una fase attuale giudicata matura e l’ipotesi di una futura sesta gamba di crescita. Le previsioni per il 2026 restano divise tra scenari rialzisti e rischi legati al contesto politico e macroeconomico.
Per gli investitori, l’orizzonte che si apre appare quindi avventuroso: da un lato la prospettiva di ulteriori potenziali rialzi, dall’altro la possibilità di correzioni profonde. La lettura combinata di analisi cicliche, politica monetaria e fattori elettorali sarà cruciale per orientare le strategie sui mercati digitali.

