Nelle ultime ore lo staking di ETH ha registrato un cambio di tendenza importante, con una lunga coda in ingresso per i validatori che supera nettamente le richieste di uscita.
Summary
La coda di ingresso supera le richieste di uscita
Per la prima volta negli ultimi sei mesi, la coda di ingresso allo staking su ETH ha superato la linea di uscita, con quasi il doppio di Ethereum pronto a essere vincolato rispetto a quello in fase di ritiro.
Secondo i dati del tracker Ethereum Validator Queue, la coda di ingresso dei validatori conta circa 745.619 Ether, con un tempo di attesa vicino ai 13 giorni, mentre la coda di uscita è intorno a 360.518 ETH con circa otto giorni di attesa.
Il sorpasso è avvenuto sabato, quando entrambe le code erano prossime a 460.000 ETH. Tuttavia, da allora la coda di ingresso è cresciuta rapidamente, mentre diversi osservatori ritengono che la coda di uscita stia progressivamente convergendo verso lo zero.
Il ruolo di BitMine nello staking di ETH e delle società di tesoreria
Le società di tesoreria in asset digitali, come la BitMine di Tom Lee, sembrano avere contribuito in modo significativo a questo aumento dell’attività di staking di ETH. Inoltre, alcuni analisti collegano il movimento anche agli sviluppi tecnici della rete.
Lo strumento di analisi on-chain Lookonchain ha segnalato domenica che, nei due giorni precedenti, BitMine aveva messo in staking 342.560 Ether, per un valore di circa 1 miliardo di dollari, spiegando buona parte dell’impennata nella coda di ingresso.
Abdul, responsabile DeFi presso la blockchain layer 1 Monad, ha ricordato in un post su X che l’ultima volta che coda di entrata e di uscita si erano invertite, a giugno, il prezzo di Ether “era poi raddoppiato poco dopo”.
Prezzo di Ether e precedenti storici
Nel giugno scorso Ether aveva superato i 2.800 dollari; entro il 24 agosto aveva toccato un nuovo massimo storico a 4.946 dollari. In confronto, nella giornata di lunedì viene scambiato intorno a 3.018 dollari.
Abdul ha commentato ironicamente che il 2026 “sarà come un film”, lasciando intendere aspettative rialziste sul medio periodo. Tuttavia, resta da capire quanto l’attuale dinamica delle code influenzerà davvero il prezzo.
In un post del 24 dicembre, lo stesso Abdul ha definito la coda di uscita un indicatore anticipatore dei flussi di offerta prevedibili che entrano sul mercato tramite unstaking, sottolineando che Ethereum è sotto pressione in vendita da luglio.
Flussi di offerta e assorbimento da parte di BitMine
Abdul stima che circa il 5% dell’ammontare complessivo di Ether sia passato di mano da allora, includendo anche l’operazione di unstaking di Kiln avvenuta a settembre. Secondo lui, circa il 70% di questo ETH sbloccato sarebbe stato assorbito da BitMine, che ora deterrebbe il 3,4% della quantità totale in circolazione.
Kiln, un importante fornitore di servizi di staking, ha infatti avviato a settembre una “uscita ordinata” di tutti i suoi validatori su Ether. La decisione è stata presa come misura di sicurezza dopo l’exploit che ha colpito la piattaforma di investimento in asset digitali SwissBorg.
Detto ciò, Abdul prevede che, mantenendo l’attuale ritmo, la coda dei validatori in uscita possa azzerarsi il 3 gennaio. In quel momento, a suo parere, la pressione di vendita su Ether dovrebbe attenuarsi in modo significativo.
Come funziona lo staking di ETH e il segnale delle code
Ethereum è una rete proof-of-stake in cui i validatori devono bloccare asset per contribuire alla sicurezza del protocollo. L’uscita dallo staking è spesso interpretata come intenzione di liquidare Ether sul mercato, mentre l’ingresso indica maggiore fiducia e propensione a detenere il token nel lungo periodo.
In questo contesto, la configurazione attuale delle code suggerisce un aumento dell’interesse nel vincolare capitale sulla rete. Tuttavia, l’equilibrio tra volumi in ingresso e in uscita resta un elemento dinamico, influenzato sia dalle condizioni di mercato sia dall’evoluzione tecnica di Ethereum.
Proprio per questo, molti operatori guardano alla coda validatori ETH come a un termometro dello stato di salute dello staking e dei potenziali flussi di token verso gli exchange.
Impatto dell’upgrade Pectra e dinamiche DeFi
Secondo alcuni analisti su X, la recente inversione delle code non sarebbe dovuta soltanto alle attività delle società di tesoreria. Ignas, cofondatore pseudonimo di DeFi Creator Studio Pink Brains, ha indicato l’aggiornamento Pectra come possibile elemento chiave.
A suo avviso, l’upgrade avrebbe migliorato l’esperienza utente dello staking, oltre ad aumentare i limiti massimi per i validatori. Questo renderebbe più semplice il restaking per chi gestisce grandi saldi, con un effetto diretto sulla coda staking ETH e sul suo rapido allungamento.
Inoltre, Ignas ha ipotizzato che l’evento possa essere legato anche al deleveraging nella DeFi, innescato dall’aumento dei tassi di prestito su Aave, che avrebbe costretto diversi utenti a smontare cicli di leva basati su stETH.
BitMine e la nuova domanda istituzionale
Altri osservatori di settore hanno sottolineato il ruolo delle grandi società di tesoreria in asset digitali. In particolare, le attività di accumulo e vincolo di Ether da parte di BitMine vengono viste come un catalizzatore centrale dei recenti movimenti.
Nel complesso, l’attuale configurazione della coda uscita ETH e dell’ingresso suggerisce una fase in cui la domanda di staking supera nettamente la volontà di liquidare posizioni esistenti. Gli sviluppi dei prossimi mesi chiariranno se questa tendenza potrà tradursi in effetti duraturi sul prezzo e sull’ecosistema DeFi di Ethereum.

