Nell’ultimo ciclo di finanziamento politico negli Stati Uniti, le donazioni in criptovalute stanno assumendo un ruolo centrale nel sostegno economico ai comitati che appoggiano Donald Trump.
Summary
Crypto.com e Gemini versano oltre 21 milioni di dollari al super PAC MAGA Inc.
Secondo le più recenti comunicazioni federali, due importanti exchange di criptovalute hanno effettuato donazioni in criptovalute con oltre 21 milioni di dollari a un comitato di azione politica a sostegno del presidente americano Donald Trump.
Una comunicazione di venerdì alla Federal Election Commission (FEC) rivela che MAGA Inc., super PAC pro-Trump, ha ricevuto 1,5 milioni di USDC da Gemini Trust Company, oltre a due distinte donazioni da 10 milioni di dollari ciascuna da Foris Dax, società madre di Crypto.com. La donazione in stablecoin è stata convertita in valuta tradizionale poco dopo l’accredito.
Questi versamenti arrivano mentre Crypto.com continua a rafforzare il rapporto con la società media di Trump, una partnership avviata nel 2025 e presentata come parte di una più ampia strategia di tesoreria in asset digitali. Tuttavia, pur non essendo Trump in corsa per la rielezione nel 2026, la normativa federale consente ai super PAC di impiegare fondi a favore di candidati politicamente allineati durante il prossimo ciclo di elezioni di metà mandato.
La cassa di MAGA Inc. sale a 294 milioni di dollari
L’afflusso da 21 milioni si aggiunge alle risorse già consistenti di MAGA Inc., che ora ammontano a circa 294 milioni di dollari. Inoltre, nella stessa comunicazione alla FEC compaiono altri contributi di rilievo.
Tra questi figurano 1 milione di dollari da un dirigente della società di pagamenti Shift4 e oltre 4 milioni di dollari da JPMorgan Chase Bank, N.A.. Nel complesso, tali movimenti evidenziano l’ampliarsi della platea di interessi corporate coinvolti nel finanziamento politico di alto profilo.
Queste dinamiche sottolineano come le donazioni in crypto degli exchange e di altri operatori finanziari stiano diventando uno strumento sempre più utilizzato per sostenere campagne e agende legislative favorevoli al settore.
Un ciclo elettorale cruciale per Congresso e regolamentazione finanziaria
Il contesto temporale è particolarmente rilevante. A novembre 2026 saranno in gioco tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti statunitense e 33 seggi del Senato.
Con il controllo di entrambe le camere del Congresso in discussione, l’esito potrebbe ridisegnare il quadro normativo in materia di regolamentazione finanziaria. Inoltre, potrebbero essere influenzate in modo significativo le politiche che riguardano criptovalute e imprese basate su blockchain.
Diversi confronti elettorali sono seguiti con attenzione dagli operatori del settore. Tra questi vi è la corsa al Senato in Massachusetts, dove il candidato repubblicano John Deaton, noto per la sua attività durante le controversie legali legate a XRP, sfida il senatore uscente Ed Markey.
Seggi chiave e figure pro-crypto in uscita
Parallelamente, nel Wyoming la senatrice Cynthia Lummis, tra le voci più attive al Congresso a favore di una legislazione favorevole al comparto, ha annunciato che non si ricandiderà, lasciando il seggio vacante.
Questa decisione apre uno spazio potenzialmente rilevante per la definizione futura delle politiche federali su asset digitali e mercati finanziari innovativi. Tuttavia, molto dipenderà da chi conquisterà il seggio e dal posizionamento sui temi legati alla finanza digitale.
Rispetto ad altri cicli, l’attenzione del settore verso specifiche competizioni al Senato appare ancora più marcata, proprio per l’impatto che tali seggi potranno avere sui futuri equilibri normativi.
I precedenti: il ruolo del settore crypto nelle elezioni del 2024
L’entità delle attuali erogazioni richiama quanto accaduto nel ciclo elettorale del 2024, quando società e dirigenti dell’industria crypto destinarono decine di milioni di dollari alle campagne federali.
Quei flussi finanziari furono considerati particolarmente influenti, soprattutto nelle competizioni più combattute per il Senato. Emblematico il caso dell’Ohio, dove si stima che la spesa riconducibile al comparto crypto abbia raggiunto circa 40 milioni di dollari.
In quel contesto, le donazioni crypto a politici favorevoli a regolamentazioni più chiare e prevedibili furono lette come un tentativo esplicito di incidere sull’orientamento legislativo in materia di innovazione finanziaria.
Fairshake: oltre 140 milioni di dollari in vista delle midterm
Nel nuovo scenario, un ruolo di primo piano è ricoperto da Fairshake, super PAC finanziato dal settore degli asset digitali, che si avvicina alle prossime elezioni di metà mandato con oltre 140 milioni di dollari in cassa.
Nel solo primo semestre del 2025, Fairshake ha raccolto 52 milioni di dollari, consolidando un ingente volume di contributi destinati a sostenere legislatori allineati con le priorità dell’industria e a contrastare i critici più severi.
Tra i principali finanziatori figurano il fondo di venture capital Andreessen Horowitz e operatori crypto come Coinbase e Ripple. Inoltre, Coinbase ha recentemente versato 25 milioni di dollari, mentre Ripple Labs, Uniswap Labs e l’imprenditore Robert Leshner risultano tra i sostenitori dell’iniziativa.
L’ascesa delle donazioni in criptovalute nella finanza politica USA
Nel complesso, la crescita dei contributi elettorali in criptovalute e di strumenti affini evidenzia una progressiva istituzionalizzazione del ruolo del settore nelle dinamiche di lobbying e finanziamento delle campagne.
La capacità dei grandi exchange e delle principali realtà del comparto di mobilitare decine, se non centinaia, di milioni di dollari pone interrogativi sulla futura evoluzione delle regole donazioni politiche in crypto e sulla trasparenza dei flussi.
Detto ciò, il quadro regolatorio statunitense richiede una rendicontazione dettagliata dei contributi, inclusa la conversione di stablecoin come USDC, offrendo un livello di tracciabilità che sarà centrale nel dibattito sulle donazioni in criptovalute nei prossimi anni.

