Nell’area euro le aspettative dei consumatori secondo la BCE mostrano a novembre 2025 una stabilizzazione dell’inflazione attesa, a fronte di prospettive economiche più deboli e segnali misti su redditi e spesa.
Summary
Inflazione percepita e attesa: quadro invariato
La BCE ha infatti oggi pubblicato un sondaggio sulle aspettative dei consumatori e da questo emerge che nel novembre 2025 il tasso mediano di inflazione percepita sui 12 mesi precedenti è rimasto invariato al 3,1% per il decimo mese consecutivo.
Anche le aspettative mediane di inflazione per i prossimi 12 mesi sono rimaste ferme rispetto a ottobre, al 2,8%. Le attese a tre anni restano al 2,5%, mentre su un orizzonte di cinque anni si collocano al 2,2%.
Inoltre, l’incertezza sull’andamento dei prezzi nei prossimi 12 mesi è rimasta sostanzialmente stabile. I rispondenti nei quintili di reddito più bassi continuano a segnalare, in media, percezioni e aspettative di inflazione di breve periodo leggermente più elevate rispetto ai gruppi con redditi maggiori, in linea con quanto osservato dal 2023.
Tuttavia, l’evoluzione complessiva di percezioni e aspettative rimane relativamente allineata tra le diverse fasce di reddito. I partecipanti più giovani, tra 18 e 34 anni, riportano ancora livelli di inflazione percepita e attesa inferiori rispetto alle coorti di età 35-54 e 55-70 anni.
Reddito nominale e dinamica della spesa
Le aspettative di crescita del reddito nominale dei consumatori per i prossimi 12 mesi sono rimaste invariate a 1,2% a novembre. Nello stesso mese, la crescita percepita della spesa nominale sui 12 mesi precedenti è aumentata al 5,0%, rispetto al 4,9% registrato in ottobre.
Detto ciò, le previsioni di crescita della spesa nominale nei prossimi 12 mesi hanno subito un leggero calo, passando al 3,4% da 3,5% di ottobre. I rispondenti appartenenti ai tre quintili di reddito più bassi continuano a esprimere attese di spesa leggermente superiori rispetto ai due quintili con redditi più elevati.
Crescita economica e mercato del lavoro
Le aspettative di crescita del prodotto dell’area euro sui prossimi 12 mesi sono diventate più pessimistiche. La previsione mediana è scesa a -1,3% in novembre, dopo il -1,1% di ottobre, segnalando un peggioramento del sentiment macroeconomico delle famiglie.
In contrasto, le attese per il tasso di disoccupazione tra 12 mesi si sono leggermente ridotte. I consumatori ora prevedono un tasso al 10,9% in novembre, rispetto all’11,0% atteso in ottobre. Le famiglie con redditi più bassi continuano a proiettare il valore più elevato, pari al 13,4%, mentre quelle con redditi più alti indicano il livello più contenuto, al 9,4%.
Nel complesso, i consumatori si attendono che la disoccupazione futura sia solo di poco superiore al tasso percepito come attuale, pari al 10,4%. Questo differenziale limitato suggerisce una valutazione di fondo relativamente stabile sulle prospettive del mercato del lavoro.
Prezzi delle abitazioni e condizioni del credito
Per quanto riguarda gli immobili residenziali, i consumatori si aspettano che il prezzo della propria abitazione aumenti del 3,4% nei prossimi 12 mesi, in lieve calo rispetto al 3,5% indicato a ottobre. Le aspettative di crescita risultano nel complesso omogenee tra le diverse fasce di reddito: il valore mediano è pari al 3,5% per il quintile più basso e al 3,2% per quello più elevato.
Inoltre, le aspettative sui tassi di interesse dei mutui nei prossimi 12 mesi si sono moderate. I rispondenti prevedono ora un livello del 4,6% a novembre, in diminuzione rispetto al 4,7% di ottobre. Come nei mesi precedenti, le famiglie con redditi più bassi si attendono i tassi più alti, pari al 5,3%, mentre le famiglie ad alto reddito indicano i livelli più contenuti, al 4,1%.
Tuttavia, la quota netta di nuclei familiari che dichiarano un irrigidimento, rispetto a un allentamento, delle condizioni di accesso al credito nei 12 mesi precedenti è diminuita rispetto a ottobre. Allo stesso tempo, la percentuale netta di famiglie che si attendono condizioni di credito più restrittive nei prossimi 12 mesi è rimasta invariata.
Inquadramento dell’indagine e prossime pubblicazioni
I risultati di novembre 2025 confermano che le aspettative consumatori BCE restano ancorate su livelli di inflazione relativamente contenuti, pur in un contesto di crescita percepita più debole. Le famiglie mostrano una certa cautela nelle decisioni di spesa, mentre il mercato del lavoro viene giudicato sostanzialmente stabile.
La prossima diffusione dei risultati della Consumer Expectations Survey relativi a dicembre è programmata per il 30 gennaio 2026. Questi nuovi dati offriranno un aggiornamento tempestivo sul sentiment delle famiglie dell’area euro in avvio di anno.

