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Amazon e Ripple testano l’AI di Bedrock per il monitoraggio XRPL

Nel quadro di una collaborazione tecnica avanzata, Amazon Web Services e Ripple stanno valutando l’uso di Amazon Bedrock per il monitoraggio XRPL e l’analisi automatizzata dei log di rete.

Amazon Web Services e Ripple sperimentano l’AI generativa

Secondo persone vicine al progetto, Amazon Web Services e Ripple stanno studiando come sfruttare le capacità di intelligenza artificiale generativa di Amazon Bedrock per migliorare il controllo e l’analisi del XRP Ledger.

L’obiettivo è applicare modelli di AI ai log di sistema del ledger per ridurre drasticamente i tempi di indagine in caso di problemi di rete. Alcune valutazioni interne di ingegneri AWS indicano che processi che richiedevano diversi giorni potrebbero essere completati in soli 2-3 minuti.

XRPL è una blockchain layer-1 decentralizzata, supportata da una rete globale di operatori di nodo indipendenti. È operativa dal 2012 ed è sviluppata in linguaggio C++, scelta che garantisce alte prestazioni ma produce log di sistema particolarmente complessi.

XRPL punta a ridurre i costi operativi con Amazon Bedrock

La documentazione di Ripple indica che XRPL opera con oltre 900 nodi distribuiti a livello globale tra università, istituzioni blockchain, wallet provider e società finanziarie. Questa architettura decentralizzata accresce resilienza, sicurezza e scalabilità, ma rende più difficile osservare in tempo reale il comportamento complessivo della rete.

Ogni nodo genera tra 30 e 50 gigabyte di dati di log, per un totale stimato tra 2 e 2,5 petabyte. Quando si verifica un incidente, gli ingegneri devono esaminare manualmente questi file per individuare anomalie e ricondurle al codice C++ sottostante.

Un’unica indagine può durare anche due o tre giorni, perché richiede il coordinamento tra team di piattaforma e un numero limitato di esperti C++ che conoscono in profondità il protocollo. Inoltre, i team operativi spesso restano in attesa delle analisi tecniche prima di poter reagire agli incidenti o riprendere lo sviluppo di nuove funzionalità.

Secondo tecnici AWS intervenuti a una recente conferenza, un taglio a un cavo sottomarino nel Mar Rosso ha in passato compromesso la connettività di alcuni operatori di nodo nell’area Asia-Pacifico. Il team piattaforma di Ripple ha dovuto raccogliere i log dagli operatori coinvolti e processare decine di gigabyte per nodo prima di poter avviare un’analisi significativa.

Amazon Bedrock come livello interpretativo tra log e operatori

Il solutions architect di AWS Vijay Rajagopal ha spiegato che la piattaforma gestita che ospita gli agenti di intelligenza artificiale, nota come Amazon Bedrock, è in grado di ragionare su grandi moli di dati. Applicata ai log di XRPL, potrebbe automatizzare il riconoscimento di pattern e il monitoraggio del comportamento, riducendo drasticamente i tempi di analisi manuale.

Secondo Rajagopal, Amazon Bedrock agisce come livello interpretativo tra i log grezzi di sistema e gli operatori umani. Può analizzare riga per riga le voci più criptiche, mentre gli ingegneri interrogano modelli di AI che comprendono struttura e comportamento atteso del sistema XRPL.

In questo modo, l’AI potrebbe supportare non solo l’individuazione rapida delle anomalie, ma anche la spiegazione delle cause radice in linguaggio comprensibile ai team operativi. Tuttavia, la qualità dei risultati dipende strettamente dal collegamento tra log, codice e specifiche del protocollo.

Pipeline AWS per l’elaborazione dei log del ledger

Rajagopal ha descritto anche il flusso tecnico di elaborazione, che parte dai log generati da validator, hub e client handler di XRPL. I file vengono prima trasferiti in Amazon S3 tramite un workflow dedicato che utilizza strumenti GitHub e AWS Systems Manager.

Quando i dati raggiungono S3, trigger di evento attivano funzioni AWS Lambda che ispezionano ogni file, definendo gli intervalli di byte per i singoli segmenti in base alle linee di log e alle dimensioni di chunk preconfigurate.

I segmenti risultanti vengono inviati ad Amazon SQS per distribuire l’elaborazione su larga scala. Una funzione Lambda separata, dedicata al processamento dei log, recupera da S3 solo i chunk rilevanti sulla base dei metadati ricevuti.

Questa funzione estrae quindi le righe di log e i metadati associati, inoltrandoli ad Amazon CloudWatch, dove possono essere indicizzati e analizzati. Secondo l’architetto, il sistema recupera effettivamente solo le porzioni di file necessarie, riducendo tempi e costi di elaborazione rispetto a un’analisi completa dei log.

Integrazione tra log, codice e specifiche del protocollo

Oltre alla soluzione di ingestion dei log, il sistema elabora anche la codebase di XRPL, strutturata in due repository principali. Il primo contiene il software core del server del XRP Ledger, mentre il secondo definisce standard e specifiche per l’interoperabilità con le applicazioni costruite sulla rete.

Gli aggiornamenti di questi repository vengono rilevati automaticamente e schedulati tramite il bus di eventi serverless Amazon EventBridge. A intervalli definiti, la pipeline estrae da GitHub l’ultima versione di codice e documentazione, applica la versioning e archivia il tutto in S3 per le successive fasi di analisi.

Gli ingegneri AWS ritengono che, senza una chiara comprensione del comportamento atteso del protocollo, i log grezzi non siano sufficienti a risolvere problemi sui nodi e periodi di inattività. Collegando invece i log agli standard e al software di server che definiscono la logica di XRPL, gli agenti di AI possono fornire spiegazioni più accurate delle anomalie.

In questo contesto, l’uso combinato di Bedrock, pipeline serverless e archiviazione centralizzata su S3 mira a rendere il monitoraggio XRPL più rapido, scalabile e meno dipendente dall’intervento manuale di specialisti C++ altamente qualificati.

Nel complesso, la collaborazione tra AWS e Ripple introduce un approccio sperimentale all’uso di AI generativa per infrastrutture blockchain mature, con potenziali benefici significativi in termini di velocità di diagnosi, automazione operativa e robustezza della rete.

Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
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