Nelle prossime settimane la regolamentazione crypto sarà al centro del confronto a Washington, con il rinvio del markup in Senato e un duro scontro su stablecoin, DeFi ed etica politica.
Summary
Tempistiche del disegno di legge crypto al Senato
Il presidente della Commissione Agricoltura del Senato, John Boozman, ha annunciato che il testo legislativo sul mercato delle criptovalute sarà pubblicato entro la chiusura degli uffici di mercoledì 21 gennaio. Il markup in commissione è fissato per martedì 27 gennaio alle 15:00, segnando una nuova tappa nell’iter regolatorio.
Questa calendarizzazione si inserisce in un percorso parallelo alla Commissione Banking del Senato, dove i senatori hanno presentato 137 emendamenti al CLARITY Act in vista del markup di giovedì, secondo fonti che hanno visionato l’elenco delle proposte.
Boozman ha spiegato che il calendario è pensato per garantire trasparenza e un esame approfondito, mentre la commissione procede con una normativa volta a fornire “chiarezza e certezza” ai mercati degli asset digitali.
Il presidente ha inoltre ringraziato il senatore Cory Booker per la collaborazione continua su un impianto normativo che punta a inquadrare in modo stabile i mercati delle criptovalute all’interno del sistema regolato statunitense.
Limiti ai rendimenti stablecoin e vittoria delle banche
Nel nuovo testo preparato dalla Commissione Banking, i fornitori di servizi su asset digitali non potranno più pagare interessi semplicemente per il mantenimento di saldi in stablecoin di pagamento. Si tratta di un risultato rilevante per i gruppi bancari tradizionali.
La norma consente comunque ricompense collegate ad attività specifiche, come operazioni di pagamento, utilizzo di wallet, programmi fedeltà, fornitura di liquidità, depositi a garanzia e partecipazione alla governance di rete.
La giornalista di Fox Business Eleanor Terrett ha sintetizzato che “le banche potrebbero aver vinto questo round sul rendimento delle stablecoin”, ricordando come il testo vieti esplicitamente il pagamento di interessi per il solo possesso dei saldi.
Questa formulazione arriva dopo un’intensa attività di lobbying da parte delle associazioni bancarie, che hanno avvertito il Congresso che stablecoin con rendimento potrebbero drenare depositi dalle istituzioni comunitarie, mettendo sotto pressione il modello di raccolta tradizionale.
Secondo il giornalista di Decrypt Sander Lutz, un dirigente di Coinbase avrebbe invitato il settore a “fare un passo indietro” sull’opposizione al linguaggio relativo al rendimento, considerandolo per ora accettabile.
Lo stesso Lutz riferisce che l’exchange valuta queste disposizioni come “il linguaggio meno favorevole che ancora sosterrebbero”, sottolineando che i margini consentiti per il rendimento legato ad attività o programmi fedeltà sulle stablecoin sono ritenuti comunque “abbastanza decenti”.
Impatto ddl crypto sulle banche e interessi in gioco
Il direttore finanziario di JPMorgan, Jeremy Barnum, ha avvertito gli analisti che la creazione di “un sistema bancario parallelo che includa qualcosa di simile a un deposito che paga interessi, senza le relative tutele, è chiaramente pericolosa e indesiderabile”.
La banca ha recentemente riportato 25 miliardi di dollari di margine di interesse netto nell’ultimo trimestre. Tuttavia, i sostenitori delle criptovalute sostengono che l’opposizione bancaria ai rendimenti sulle stablecoin serva in realtà a proteggere i margini di profitto, più che gli interessi dei consumatori.
In questo contesto, la regolamentazione crypto viene letta dal settore come il terreno su cui si misura il bilanciamento tra tutela del sistema bancario e libertà di innovazione nei pagamenti digitali.
Regole etiche crypto e rischio per il consenso bipartisan
Alcuni senatori democratici chiave chiedono l’introduzione di rigidi paletti etici che vietino ai rappresentanti pubblici, incluso il presidente, di trarre profitto da legami d’affari con il comparto delle criptovalute, ponendo un potenziale ostacolo al compromesso legislativo.
Il senatore Adam Schiff ha definito essenziali le tutele etiche che includano anche la Casa Bianca, affermando che tali norme “devono essere applicate a tutti” senza eccezioni.
Il senatore Ruben Gallego è andato oltre, definendo il tema “una linea rossa” e avvertendo il fronte negoziale: “Devono fare le cose per bene, o non avranno abbastanza voti per approvarlo”.
Tre senatori democratici hanno inoltre inviato una lettera in cui chiedono un’audizione completa prima del markup di giovedì, criticando la pubblicazione del testo legislativo “a soli due giorni dal markup”, ritenuta insufficiente per un esame accurato.
Fonti del settore hanno riferito a Lutz che l’atmosfera attuale sulle possibilità di successo del provvedimento è “NGMI”, a causa del perdurante disaccordo sul capitolo etico tra i democratici al Senato e la Casa Bianca.
Bo Hines del Bitcoin Policy Institute ha avvertito che, se i democratici dovessero bloccare una legge definita “storica” che consoliderebbe la leadership statunitense nel fintech “solo per vantaggio politico”, dovranno spiegare questa scelta agli elettori a novembre.
Tutele per DeFi e diritti di self-custody nel testo del Senato
La Commissione Banking ha inserito un’ampia sezione dedicata alla finanza decentralizzata, che ha colto di sorpresa gran parte della lobby crypto, sollevando timori per definizioni che alcuni operatori giudicano vaghe.
L’analisi dettagliata dell’avvocato Zack Shapiro evidenzia che il disegno di legge protegge in modo esplicito gli sviluppatori di software, ma introduce pressioni conformative significative sulle interfacce web utilizzate dagli utenti per interagire con protocolli DeFi.
Secondo un documento “miti contro fatti” pubblicato dai repubblicani della Commissione Banking del Senato, il provvedimento “protegge esplicitamente gli sviluppatori di software e preserva il diritto di detenere direttamente asset digitali per scopi leciti”.
L’articolo 605 stabilisce che le agenzie federali non possono “vietare, limitare o in altro modo compromettere” la possibilità per un cittadino statunitense di custodire autonomamente asset digitali per utilizzi conformi alla legge.
L’avvocato di Consensys Bill Hughes ha definito questa fase “il miglior accordo che si possa realisticamente sperare di ottenere”, invitando i critici ad “accettare turandosi il naso” un compromesso che, pur imperfetto, garantirebbe tutele rilevanti.
Nel complesso, il pacchetto normativo sulle criptovalute viene visto da una parte dell’industria come una base di partenza favorevole su self-custody e sviluppo software, ma ancora troppo restrittivo sul fronte dei rendimenti collegati alle stablecoin.
Divisioni sull’ecosistema DeFi e sugli incentivi
Il vicepresidente di Paradigm, Alexander Grieve, ha messo in guardia il Congresso dal rischio di “sprecare i progressi” compiuti finora limitando i premi su stablecoin alle sole transazioni dei commercianti.
Secondo Grieve, tale vincolo si tradurrebbe in “un vantaggio imposto per legge agli intermediari finanziari, a scapito dei singoli cittadini americani” che partecipano ai network di finanza decentralizzata.
Detto ciò, il disegno di legge continua ad avanzare e la senatrice Cynthia Lummis ha sottolineato l’apporto di entrambe le parti politiche, spiegando che “ogni sezione include contributi bipartisan e non vedo l’ora di lavorare con i colleghi democratici per consegnare una legge che metta al sicuro il futuro finanziario dell’America”.
Se approvata, questa legge bipartisan sulle crypto segnerebbe un passaggio cruciale nel definire il quadro regolatorio per mercati, stablecoin e DeFi negli Stati Uniti, condizionando anche le scelte dei regolatori a livello globale.

