HomeCriptovaluteBitcoinVolatilità Bitcoin dopo le tariffe di Trump: cosa sta succedendo ai prezzi

Volatilità Bitcoin dopo le tariffe di Trump: cosa sta succedendo ai prezzi

Nel pieno delle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa, la volatilità Bitcoin si è mossa in modo inatteso, con il mercato che ha mostrato una sorprendente tenuta nonostante l’incertezza.

Trump minaccia dazi del 25% e reazione dei mercati

Il 17 gennaio, il presidente Donald Trump ha minacciato dazi del 25% sui Paesi dell’Unione Europea, tra cui Danimarca, Germania e Francia, a meno che gli Stati Uniti potessero acquistare la Groenlandia.

La mossa ha scatenato proteste e una dura risposta da parte dell’UE, alimentando ulteriore incertezza sui mercati tradizionali. Tuttavia, la principale criptovaluta è rimasta sostanzialmente stabile nelle ore successive.

Inoltre, il mercato delle valute digitali non ha registrato la stessa intensità di turbolenze vista su azioni e valute fiat, segnalando una relativa decoupling di breve periodo.

ETF e dinamica dei flussi: istituzionali più attivi

Un elemento chiave per comprendere questa fase è l’aumento dei flussi verso gli ETF su Bitcoin, che ha indicato una crescente fiducia da parte degli investitori istituzionali.

Il 16 gennaio, i fondi quotati hanno aggiunto in un solo giorno 1.474 BTC, un dato che riflette un sentiment marcatamente rialzista. Inoltre, nell’ultima settimana sono affluiti circa 1,48 miliardi di dollari in prodotti legati alla principale criptovaluta.

Detto ciò, questi numeri suggeriscono che, mentre le notizie geopolitiche aumentano la percezione di rischio, una parte del capitale professionale continua a vedere nell’asset digitale una potenziale copertura o un’opportunità di medio periodo.

Deflussi dagli exchange e riduzione della liquidità

Parallelamente, dall’inizio di gennaio sono usciti dagli exchange circa 36.800 BTC. Questa dinamica ha ridotto la liquidità disponibile sui mercati spot.

Secondo le analisi on-chain, tale movimento sarebbe riconducibile alla continua attività di accumulo da parte delle cosiddette “balene”, cioè grandi detentori che spostano i propri fondi verso wallet di custodia a lungo termine.

Inoltre, questa contrazione dell’offerta circolante sugli exchange tende a creare le condizioni per futuri rialzi dei prezzi, soprattutto se dovessero aggiungersi nuovi flussi in ingresso da parte di investitori istituzionali.

Impatto della guerra commerciale e rischio geopolitico

Gli analisti ricordano come la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina abbia provocato, nell’ottobre 2025, un forte calo della quotazione, con vendite diffuse e aumento della correlazione con gli asset rischiosi.

Tuttavia, diversi osservatori avvertono che il dossier Groenlandia potrebbe avere implicazioni ancora più ampie sulle relazioni tra Washington e l’Europa, con potenziali effetti anche sul settore delle criptovalute.

Nonostante ciò, la rete continua a operare 24 ore su 24 e la sua quantità limitata rappresenta un fattore di sostegno, alimentando l’idea di un possibile proseguimento del trend rialzista anche in presenza di nuove pressioni politiche.

Resilienza e volatilità Bitcoin nel breve periodo

Nel complesso, la resilienza del mercato, unita all’interesse istituzionale e alla progressiva riduzione dei token disponibili sugli exchange, ha contribuito a contenere la volatilità Bitcoin in questa fase delicata.

Detto ciò, un eventuale irrigidimento dello scontro commerciale o nuove dichiarazioni improvvise potrebbero riaccendere rapidamente i movimenti di prezzo, soprattutto se accompagnati da reazioni emotive degli investitori al dettaglio.

Analisi del prezzo: oscillazioni rapide dopo la notizia

Al momento della diffusione delle dichiarazioni di Trump, l’asset digitale scambiava intorno a 95.000 dollari. La reazione iniziale è stata contenuta, con una breve fase di stabilità.

Poco dopo, però, la quotazione ha iniziato a vacillare, registrando prima un calo di circa −3% e successivamente un rimbalzo di circa +4%. Il prezzo si è infine assestato nell’area di 92.400 dollari al momento della stesura di questo articolo.

Inoltre, queste oscillazioni ravvicinate evidenziano come, pur in presenza di fattori strutturali di supporto, il mercato resti sensibile alle notizie improvvise e alle aspettative di breve termine.

Ruolo dei retail e vendite di panico

Gran parte della volatilità intraday sarebbe stata innescata dalle vendite di panico dei piccoli investitori, che hanno reagito velocemente alle notizie sui dazi con ordini di vendita aggressivi.

Secondo l’account @DeFiTracer su X (ex Twitter), i movimenti sarebbero stati rafforzati anche da importanti flussi in uscita da grandi operatori di mercato, contribuendo a un quadro di forte pressione ribassista coordinata.

In un suo post, l’analista cita cessioni complessive per 22.918 BTC da parte di insider, con vendite registrate su Coinbase (2.417 BTC), Bybit (3.339 BTC), Binance (2.301 BTC) e il market maker Wintermute (4.191 BTC).

Prospettive: tra incertezza politica e fondamentali di mercato

In definitiva, l’attuale fase mostra un mercato capace di assorbire notizie politiche di forte impatto senza perdere completamente la propria struttura rialzista di fondo.

Inoltre, l’intreccio tra flussi istituzionali, riduzione della liquidità sugli exchange e reazioni emotive dei retail continuerà a determinare l’andamento dei prezzi nelle prossime settimane.

Molto dipenderà dall’evoluzione dei rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea sul dossier Groenlandia, ma anche dalla capacità degli operatori di distinguere tra rumore geopolitico di breve termine e tendenze strutturali del mercato crypto.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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