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Revolut licenza bancaria: salta l’acquisizione negli USA, punta a charter proprio

Nella strategia di ingresso nel mercato statunitense, Revolut licenza bancaria diventa l’asse portante di un cambio di rotta rispetto al precedente piano di acquisizione.

Revolut rinuncia all’acquisizione di una banca USA

La fintech britannica Revolut ha abbandonato i piani per comprare un istituto di credito negli Stati Uniti e punterà invece a una licenza bancaria autonoma. La notizia è stata riportata dal Financial Times venerdì.

In origine, la società con sede a Londra voleva accelerare l’accesso al sistema bancario americano rilevando una banca già autorizzata. Ciò le avrebbe consentito di operare in tutti i 50 stati con un solo passo regolamentare.

Tuttavia, secondo fonti citate dal quotidiano, il management ha concluso che l’operazione di acquisizione sarebbe stata più lenta e complessa del previsto, con vincoli operativi poco compatibili con il modello digitale puro.

Perché Revolut sceglie la licenza de novo

Al centro del nuovo piano c’è la richiesta di una licenza bancaria de novo presso l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC), l’autorità che sovrintende alle banche federali negli USA. Una licenza de novo è concessa a nuove banche create da zero.

Inoltre, secondo quanto riportato dal FT, all’interno dell’azienda prevale l’idea che una OCC riorganizzata sotto l’amministrazione Trump possa processare le domande con maggiore rapidità. Questo renderebbe il percorso de novo più efficiente rispetto a un’acquisizione.

Un acquisto avrebbe probabilmente imposto il mantenimento di sportelli fisici sul territorio, andando in contrasto con il modello operativo interamente digitale di Revolut, che punta su app, pagamenti online e assenza di filiali.

Il ruolo strategico del mercato USA

La società ha definito gli Stati Uniti un mercato «critico» per le proprie ambizioni globali. Detto ciò, Revolut ha precisato che sta valutando percorsi multipli di ingresso, non limitandosi alla sola procedura de novo presso l’OCC.

Secondo quanto riferito, non è stata ancora presa una decisione definitiva sulla struttura regolamentare da adottare. Tuttavia, il focus rimane quello di costruire una presenza regolata, evitando allo stesso tempo i costi strutturali legati a una banca tradizionale.

Nel 2023, la fintech ha raggiunto una valutazione di circa 75 miliardi di dollari in una vendita secondaria di azioni. Questa cifra la colloca tra le realtà private più valorizzate nel panorama globale dei servizi finanziari digitali.

Revolut licenza bancaria e contesto regolamentare USA

La scelta di puntare a una licenza autonoma si inserisce in un quadro normativo statunitense frammentato, dove competenze e autorizzazioni sono distribuite tra diverse agenzie federali e statali. Ciò rende l’ingresso più complesso rispetto ad altri mercati.

Tuttavia, negli ultimi mesi si sono visti segnali di apertura verso operatori fintech e crypto. In particolare, sono state concesse autorizzazioni bancarie a soggetti come l’emittente di stablecoin Circle Internet e la rete di pagamenti internazionali Ripple.

Questi precedenti suggeriscono un orientamento più favorevole all’innovazione da parte dei regolatori, pur restando elevato il livello di scrutinio su modelli di business e gestione del rischio.

Espansione nei servizi crypto e licenza MiCA

Parallelamente al dossier americano, Revolut sta rafforzando la propria offerta nel settore degli asset digitali. Nel mese scorso ha siglato una partnership con Trust Wallet per consentire acquisti istantanei di criptovalute nell’Unione Europea.

In alcuni casi, le transazioni possono avvenire con commissioni pari a zero, un elemento competitivo rispetto ai servizi offerti da altre piattaforme di trading crypto. Inoltre, l’operazione amplia l’accesso agli asset digitali per la clientela retail europea.

La società ha anche ottenuto una licenza MiCA attraverso Cipro, che le conferisce il via libera a offrire servizi crypto in tutto lo Spazio economico europeo. Questo rafforza il posizionamento di Revolut come intermediario regolato nel settore.

Implicazioni per la strategia globale di Revolut

Nel complesso, la decisione di rinunciare a rilevare una banca statunitense a favore di un percorso regolamentare autonomo indica una preferenza per modelli scalabili e meno vincolati alle infrastrutture fisiche.

Inoltre, l’attenzione parallela alle licenze in Europa e negli USA mostra una strategia coordinata, in cui la capacità di offrire servizi regolati su più giurisdizioni diventa un fattore chiave di crescita.

Per gli osservatori del mercato, l’evoluzione del dossier americano e l’esito della richiesta di licenza presso l’OCC saranno un banco di prova cruciale per misurare la capacità di Revolut di integrarsi nel sistema bancario tradizionale mantenendo un modello digitale puro.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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