HomeCriptovaluteBitcoinDecisione della Fed: tassi fermi e possibili effetti su Bitcoin

Decisione della Fed: tassi fermi e possibili effetti su Bitcoin

Nei prossimi giorni la decisione della Fed sui tassi di interesse sarà osservata dai mercati globali, con particolare attenzione all’impatto potenziale su Bitcoin e sull’azionario.

La riunione della Federal Reserve e le attese sui tassi

La Federal Reserve annuncerà la sua scelta di politica monetaria mercoledì 28 gennaio. Gli operatori si aspettano il mantenimento dei tassi nell’intervallo compreso tra 3,5% e 3,75%, dopo tre tagli consecutivi di un quarto di punto nelle riunioni precedenti.

Secondo i future CME FedWatch, la probabilità di una pausa è pari al 96% alla chiusura di venerdì. La piattaforma di scommesse Polymarket assegna invece una probabilità ancora più elevata, pari al 99,3%. Le ipotesi di una mossa sui tassi restano quindi sotto l’1% nelle previsioni dei trader.

Nel complesso, la banca centrale sembra orientata a consolidare i precedenti interventi. La pausa consentirebbe di valutare l’effetto dei tre tagli da 25 punti base che hanno ridotto il costo del denaro da livelli più elevati registrati in apertura d’anno.

Perché le parole di Powell contano più della decisione sui tassi

La conferenza stampa del presidente Jerome Powell, che seguirà la riunione, potrebbe avere un peso maggiore della scelta sui tassi. Gli investitori cercheranno indicazioni sul ritmo e sulla tempistica di eventuali futuri tagli, per capire se la pausa è solo temporanea o preludio a un periodo prolungato di stabilità.

Alcuni partecipanti al mercato prevedono un segnale definito accomodante, con il mantenimento della formula relativa al “considerare l’ampiezza e la tempistica di ulteriori aggiustamenti”. In questo modo, la banca centrale lascerebbe aperto lo spazio per riduzioni aggiuntive del costo del denaro.

Tuttavia, uno scenario più restrittivo emergerebbe se Powell insistesse sui rischi di inflazione. In tal caso, verrebbero ridimensionate le aspettative di taglio dei tassi, esercitando pressione al ribasso su Bitcoin e più in generale sugli asset rischiosi. Al contrario, un messaggio di pausa accomodante potrebbe sostenere sia le criptovalute sia i listini azionari.

Nel quadro attuale, il modo in cui la decisione della Fed verrà argomentata in conferenza stampa potrebbe risultare determinante per l’orientamento dei mercati nei prossimi mesi.

Il ruolo dei dissensi interni e delle aspettative sui futuri tagli

L’attenzione è puntata anche sui voti contrari all’interno del FOMC. L’economista Stephen Miran, nominato dall’amministrazione Trump, è dato in dissenso e dovrebbe sostenere un taglio di 50 punti base. Un eventuale aumento del numero di dissenzienti rafforzerebbe la prospettiva di un allentamento più deciso nel medio termine.

La maggior parte degli osservatori si attende uno o due tagli aggiuntivi nel corso del 2026. Alcune istituzioni, in controtendenza, prevedono invece l’assenza di ulteriori riduzioni quest’anno, seguita da un rialzo nel 2027. Questo scenario, se confermato, implicherebbe una traiettoria più prudente rispetto al consenso di mercato.

Inoltre, le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve di Minneapolis, Neel Kashkari, indicano un atteggiamento cauto. Kashkari ha definito “molto prematuro” discutere nuovi tagli, offrendo così copertura alla scelta di mantenere invariato il costo del denaro.

Le misure di Trump sulla casa e le possibili pressioni inflazionistiche

La conferenza stampa di Powell dovrebbe includere anche domande sulle recenti politiche per la casa annunciate dal presidente Donald Trump. La Casa Bianca ha presentato un piano di acquisto per 200 miliardi di dollari in mortgage-backed securities, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i tassi ipotecari e le rate mensili per le famiglie.

Trump ha inoltre firmato un ordine esecutivo che limita gli acquisti di case unifamiliari da parte dei grandi investitori istituzionali. Secondo diversi osservatori, queste misure potrebbero aumentare la domanda di abitazioni e alimentare pressioni sui prezzi, con effetti inflazionistici sul settore immobiliare.

Alcuni gestori avvertono che gli acquisti di obbligazioni ipotecarie rischiano di anticipare la domanda, sostenendo i valori degli immobili e favorendo in misura maggiore gli attuali proprietari rispetto ai potenziali acquirenti. In questo contesto, un messaggio di tassi fermi potrebbe rafforzare il dollaro USA, con possibili implicazioni negative per Bitcoin e per gli altri asset denominati nella valuta statunitense.

Tuttavia, Powell dovrà giustificare la tesi secondo cui le condizioni finanziarie restano restrittive, nonostante l’andamento positivo dei mercati nelle ultime settimane. Questo elemento potrebbe complicare la comunicazione, soprattutto se gli investitori percepissero una distonia tra parole e dati.

Tariffe, indagine del Dipartimento di Giustizia e quadro politico

Le tariffe commerciali introdotte dall’amministrazione Trump sono già incorporate in buona parte nelle proiezioni di inflazione. I mercati si attendono effetti differiti nel corso dell’anno, man mano che l’aumento dei costi di importazione si trasferirà sui consumatori finali.

Detto ciò, Powell potrebbe ridimensionare l’importanza di questi fattori nella conferenza stampa, sostenendo che l’impatto delle tariffe sarà graduale e gestibile. Questa impostazione servirebbe a preservare la flessibilità futura della banca centrale, mantenendo aperte diverse opzioni di intervento.

Il presidente della Fed potrebbe anche essere interrogato su un’indagine del Dipartimento di Giustizia, citata da alcuni critici dell’istituto. Trump ha accusato Powell di non aver tagliato i tassi con sufficiente rapidità, mentre lo stesso Powell ha definito l’inchiesta come una forma di vendetta politica. Il contesto politico, quindi, contribuisce ulteriormente all’incertezza percepita dagli investitori.

Intervento dollaro-yen e impatto sul mercato delle criptovalute

Secondo diverse indiscrezioni, la banca centrale statunitense potrebbe partecipare a un’azione coordinata sul mercato valutario insieme al Giappone. L’ipotesi riguarda un intervento congiunto dollaro–yen, dopo che la Federal Reserve di New York ha effettuato controlli sui tassi di cambio, pratica spesso usata come anticamera di possibili interventi.

In uno scenario di questo tipo, le autorità monetarie venderebbero dollari e acquisterebbero yen per sostenere la valuta giapponese. In passato, operazioni coordinate di questo genere si sono dimostrate più efficaci rispetto a interventi isolati da parte di Tokyo.

Bitcoin ha mostrato storicamente una forte sensibilità ai movimenti valutari. La criptovaluta tende a muoversi in modo inverso rispetto al dollaro, mentre presenta una correlazione più positiva con lo yen. Un rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan nell’agosto 2024 aveva rafforzato la valuta nipponica e coinciso con una brusca correzione del prezzo di Bitcoin.

Il Giappone si trova oggi a fronteggiare una combinazione di debolezza dello yen e rendimenti obbligazionari elevati. Gli interventi solitari condotti nel 2022 e nel 2024 non hanno ottenuto risultati duraturi, mentre le azioni coordinate con Washington si erano rivelate più incisive in passato. Questa possibile strategia, combinata con la decisione della Fed sui tassi, aumenta l’incertezza per i trader di criptovalute.

Prospettive per Bitcoin dopo la decisione della Fed

Nel medio termine, la decisione della Fed e la comunicazione di Powell costituiranno un test chiave per la narrativa di mercato su Bitcoin. Da un lato, una pausa accompagnata da toni accomodanti sui futuri tagli potrebbe rafforzare l’idea di un contesto monetario favorevole agli asset rischiosi.

Dall’altro lato, un messaggio incentrato sui rischi inflazionistici, unito a un dollaro forte e all’eventualità di interventi valutari coordinati, potrebbe riportare volatilità e penalizzare temporaneamente le criptovalute. Gli operatori dovranno quindi bilanciare l’attenzione tra retorica della Fed, dinamica dei tassi globali e sviluppi politici negli Stati Uniti.

Nel complesso, l’insieme di decisioni di politica monetaria, misure sulla casa e potenziali interventi sul cambio delineano uno scenario complesso, in cui la reazione dei mercati digitali dipenderà tanto dai dettagli quanto dai segnali impliciti forniti dalla banca centrale americana.

Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
RELATED ARTICLES

Stay updated on all the news about cryptocurrencies and the entire world of blockchain.

Featured video

LATEST