Nelle ultime settimane i deflussi di stablecoin hanno evidenziato una fuga di capitali dal mercato crypto, mentre gli investitori rafforzano le posizioni su oro e argento.
Summary
Crypto in calo mentre i capitali escono dalle stablecoin
Il mercato delle principali stablecoin mostra un netto ridimensionamento. Secondo i dati di Santiment, la capitalizzazione combinata delle prime 12 stablecoin è scesa di 2,24 miliardi di dollari in soli 10 giorni, fino a lunedì.
Questa contrazione ha coinciso con una correzione di circa -8% del prezzo di Bitcoin. Inoltre, l’analisi evidenzia che una parte rilevante della liquidità non resta parcheggiata on-chain, ma sembra tornare in valuta fiat o spostarsi verso asset tradizionali.
Nel frattempo, Bitcoin ha oscillato intorno a 88.400 dollari nelle ore asiatiche di lunedì, in calo di circa il 4% su base settimanale. Anche token di grande capitalizzazione come Ether, Solana, XRP e Dogecoin hanno registrato leggere perdite.
Pressione ribassista su Bitcoin dopo le maxi-liquidazioni
La fase ribassista del mercato crypto affonda le radici nel 10 ottobre, quando sono stati liquidati oltre 19 miliardi di dollari in posizioni a leva. In una sola seduta, Bitcoin è sceso da circa 121.500 dollari a meno di 103.000 dollari.
Da allora il trend discendente non si è esaurito. Detto ciò, la principale criptovaluta quota oggi quasi il 30% sotto i massimi recenti, rafforzando la percezione di un comparto ancora fragile rispetto ad altri asset di rischio.
Oro e argento corrono mentre le crypto arrancano
In netto contrasto con l’andamento delle valute digitali, il mercato dei metalli preziosi mostra un forte slancio. Il prezzo dell’oro ha superato per la prima volta la soglia dei 5.000 dollari l’oncia, mettendo a segno un rialzo superiore al 20% negli ultimi mesi.
Anche l’argento ha offerto una performance ancora più marcata, più che raddoppiando il proprio valore di mercato. Lunedì ha registrato un balzo intraday del 14%, con un picco temporaneo oltre i 117 dollari l’oncia.
Questa dinamica mette in discussione la narrativa di Bitcoin come bene rifugio alternativo ai metalli preziosi. Tuttavia, secondo Santiment, la crescente domanda di oro e argento indica che molti investitori stanno privilegiando la sicurezza rispetto al rischio.
La corsa all’oro di Tether e il ruolo degli asset difensivi
Tra i protagonisti dell’accumulo di metalli spicca Tether, emittente della maggiore stablecoin per capitalizzazione. Nel solo quarto trimestre del 2025, la società ha acquistato 27 tonnellate d’oro per un controvalore di circa 4,4 miliardi di dollari.
Questi acquisti rafforzano la percezione dell’oro come riserva di valore in fasi di incertezza macroeconomica. Inoltre, evidenziano come anche soggetti legati all’ecosistema digitale stiano diversificando verso asset tradizionalmente considerati difensivi.
Alex Kuptsikevich, chief market analyst di FxPro, ha definito le criptovalute una classe di asset sensibile al rischio e attualmente in ritardo rispetto ai metalli e alle valute forti. Secondo l’analista, il quadro tecnico di Bitcoin resta ribassista poiché il prezzo si mantiene al di sotto delle principali medie mobili.
Fed, big tech e impatto dei deflussi di stablecoin
Gli operatori di mercato guardano ora alla riunione della Federal Reserve in calendario mercoledì. La banca centrale è ampiamente attesa lasciare invariati i tassi di interesse, ma l’attenzione resta concentrata sul linguaggio utilizzato nel comunicato.
Nella stessa settimana, diversi colossi tecnologici pubblicheranno i risultati trimestrali. Entrambi gli appuntamenti sono considerati possibili catalizzatori per un cambiamento del sentiment verso gli asset rischiosi, crypto incluse.
In questo contesto, i deflussi di stablecoin sono osservati come indicatore anticipatore di fiducia o avversione al rischio. Tuttavia, i volumi di scambio sulle piattaforme crypto restano contenuti, segnale di un atteggiamento attendista in attesa di maggiore chiarezza macro.
Perché la dinamica delle stablecoin condiziona il mercato crypto
Santiment sottolinea che un’eventuale fase di recupero del mercato digitale potrebbe richiedere prima un ritorno alla crescita della capitalizzazione delle stablecoin. Quando gli ammontari tornano ad aumentare, ciò segnala l’ingresso di nuovo capitale nell’ecosistema.
Inoltre, un’inversione di tendenza nei deflussi di stablecoin indicherebbe un rinnovato appetito per il rischio da parte degli investitori. Ad oggi, invece, la riduzione dell’ammontare complessivo limita il potenziale di rialzo per l’intero comparto.
Storicamente, in queste fasi Bitcoin tende a difendersi meglio rispetto alle altcoin, che risultano più esposte alla volatilità. Tuttavia, anche la maggiore criptovaluta risente della minore liquidità disponibile, con margini di apprezzamento compressi.
Bitcoin, altcoin e divergenza con gli asset tradizionali
Le criptovalute più piccole e rischiose hanno subito perdite più marcate rispetto a Bitcoin durante l’attuale correzione. Il pattern ricalca quanto osservato in precedenti fasi di stress, quando gli investitori si spostano verso asset percepiti come meno volatili.
Nel complesso, la divergenza tra il rally di oro e argento e la debolezza del comparto digitale sottolinea il peso dei fattori macro. In particolare, tassi elevati e incertezza sulle prospettive di crescita favoriscono soluzioni considerate storicamente difensive.
Se e quando il quadro cambierà potrebbe dipendere più dall’evoluzione del contesto globale che da notizie specifiche del settore. Per il momento, Bitcoin appare bloccato in un range limitato, mentre gli investitori monitorano con attenzione il prossimo messaggio della Fed e le trimestrali delle big tech.

