Nelle ultime sedute, il rapporto tra Bitcoin e argento è sceso su livelli tecnici che non si vedevano dal 2022, alimentando interrogativi sulla fase attuale del metallo prezioso.
Summary
Il rapporto tra bitcoin e argento torna sui livelli del 2022
Il rapporto tra Bitcoin e argento si colloca oggi vicino a quota 780. Si tratta di un valore inferiore al picco del 2017, quando la principale criptovaluta toccò i 20.000 dollari, e molto vicino ai livelli osservati nel novembre 2022. In quella fase il prezzo di bitcoin aveva segnato un minimo di area 15.500 dollari e il rapporto era sceso intorno a 700.
Questa convergenza storica suggerisce che l’argento potrebbe entrare in una fase più vulnerabile rispetto all’asset digitale. Inoltre, il movimento attuale arriva dopo una corsa particolarmente accentuata sul metallo bianco.
Rally esplosivo dell’argento e forti prese di profitto
Negli ultimi dodici mesi l’argento ha messo a segno un rialzo vicino al 300%, un movimento che lo colloca tra le materie prime più brillanti del periodo. Tuttavia, la dinamica di breve periodo evidenzia un aumento marcato della volatilità.
Lunedì, il prezzo è balzato con forza intraday, toccando massimi in area 117 dollari l’oncia, per poi invertire bruscamente. Nella stessa seduta ha perso quasi il 15%, chiudendo verso quota 112 dollari l’oncia, un movimento tipico delle fasi di eccesso speculativo.
Storico dei massimi dell’argento e ciclicità stagionale
Osservando lo storico dei massimi dell’argento, emerge un pattern ricorrente: molti top significativi si concentrano nella prima parte dell’anno. Questa stagionalità appare con una certa costanza negli ultimi cinquant’anni.
Eventi chiave includono gennaio 1980, con un chiaro blow-off top in area 47 dollari. Altri picchi rilevanti si sono registrati a febbraio 1983, maggio 1987, febbraio 1998, aprile 2004, maggio 2006 e marzo 2008.
Inoltre, aprile 2011 ha segnato un altro massimo di rilievo intorno ai 50 dollari l’oncia, anch’esso interpretato come fase di blow-off. Questi episodi mostrano una tendenza alla concentrazione dei massimi relativi tra il primo e il secondo trimestre.
Rapporto bitcoin argento e segnali dal mercato
Nel contesto attuale, il rapporto bitcoin argento che torna sui minimi visti durante la capitolazione legata a FTX accende un ulteriore campanello d’allarme per chi guarda al metallo prezioso. In passato, livelli simili si sono associati a momenti di stress e a inversioni di tendenza nei cicli di mercato.
Detto ciò, non si tratta di un segnale deterministico, ma di un indicatore di rischio relativo tra i due asset. In termini storici, la compressione del rapporto ha spesso preceduto fasi in cui la criptovaluta ha fatto meglio del metallo.
Psicologia dei top di mercato e richiami storici
In ogni grande ciclo rialzista, su qualunque asset class, emerge puntuale la tentazione di individuare il massimo. Questo vale tanto per l’argento quanto per bitcoin o per i mercati azionari.
Gli investitori, soprattutto nelle fasi di volatilità elevata, tendono a cercare conferme richiamando alla mente celebri chiamate contrarian. Un esempio ricorrente è l’avvertimento sul mercato immobiliare lanciato da Michael Burry nel 2007, divenuto un riferimento simbolico per chi tenta di cogliere i punti di svolta.
Tuttavia, la ricerca spasmodica del top può portare a decisioni impulsive, soprattutto quando i prezzi accelerano e i movimenti intraday, come quelli visti recentemente sull’argento, diventano estremi.
Possibile esaurimento del ciclo dell’argento
Alla luce di questo quadro, l’attuale fase del metallo bianco presenta alcuni tratti tipici dei finali di ciclo: rally parabolico, picchi intraday pronunciati e improvvisi ritracciamenti. Inoltre, la coincidenza con il periodo dell’anno storicamente associato a massimi locali rafforza i dubbi sulla sostenibilità del movimento.
Se il passato dovesse ripetersi, l’argento potrebbe aver già toccato il proprio picco di ciclo o persino una fase di blow-off top. Nel complesso, il confronto con bitcoin e con i precedenti storici suggerisce una crescente fragilità relativa del metallo rispetto alla criptovaluta leader.

