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Blockstream e Epstein, Adam Back nega ogni legame finanziario dopo i file DOJ

Dopo la pubblicazione di nuovi atti del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, torna al centro dell’attenzione il rapporto tra Blockstream e Epstein, con Adam Back che respinge ogni accusa.

Le smentite di Adam Back sui rapporti con Jeffrey Epstein

Il CEO di Blockstream, Adam Back, ha negato qualsiasi collegamento economico tra la società e Jeffrey Epstein, in seguito al rilascio di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense, nell’ambito dell’Epstein Files Transparency Act.

Back ha dichiarato che Blockstream non ha “nessuna connessione finanziaria diretta o indiretta” con Epstein o con il suo patrimonio. La precisazione è arrivata dopo che alcune ricostruzioni avevano collegato il round di finanziamento del 2014 della società alla figura del finanziere e all’allora direttore del MIT Media Lab, Joi Ito.

Email del 2014 tra fondatori di Blockstream, Epstein e Joi Ito

Secondo quanto riportato in precedenza da Blockonomi, una email del 2014 mostra il cofondatore di Blockstream Austin Hill rivolgersi a Epstein e Ito riguardo un seed round. Hill spiegava che il round era sovrascritto e segnalava un aumento dell’allocazione destinata a Epstein da 50.000 a 500.000 dollari.

Nella stessa conversazione via email figurava in copia anche Adam Back, a conferma di uno scambio tra tutte le parti durante il processo di raccolta fondi. Inoltre, Back ha ricordato che l’incontro con Epstein avvenne proprio tramite Ito, conosciuto nel corso del roadshow per gli investitori.

In un messaggio ripreso anche sui social, Back ha spiegato che durante il seed-round del 2014 Blockstream fu presentata a Joi Ito, allora direttore del MIT Media Lab, e successivamente a Epstein, descritto come limited partner del fondo gestito da Ito.

Viaggi, St. Thomas e i riferimenti nei documenti DOJ

Un’altra comunicazione interna, inclusa nei nuovi documenti DOJ Blockstream Epstein, mostra Hill informare l’assistente di Epstein, Daphne Wallace, in merito a dettagli di viaggio che prevedevano una tappa a St. Thomas, citando Adam Back nella stessa catena di email.

Hill scriveva che lui e i colleghi erano “felici di organizzare i nostri voli” dopo la sosta a St. Thomas. La destinazione ha sollevato interrogativi, vista la vicinanza all’isola privata di Epstein nei Caraibi. Tuttavia, Back non ha commentato nello specifico queste email di viaggio menzionate nei file del Dipartimento di Giustizia.

Inoltre, Back ha ribadito che Epstein fu presentato loro come limited partner del fondo di Ito, il quale deteneva solo una partecipazione di minoranza in Blockstream. Secondo il CEO, quel fondo avrebbe poi dismesso le sue quote in seguito all’emergere di potenziali conflitti di interesse.

Dichiarazioni ufficiali e ruolo del fondo di Joi Ito

Nel suo intervento pubblico del 1° febbraio 2026, diffuso sulla piattaforma X e poi rilanciato da Hill, Back ha puntualizzato che l’unico canale di contatto con Epstein fu il fondo di Joi Ito. Tale fondo, ha detto, aveva una partecipazione minoritaria nel capitale di Blockstream.

Detto ciò, Back ha insistito sull’assenza di collegamenti finanziari Blockstream Epstein, distinguendo la presenza di un investitore istituzionale dal coinvolgimento personale del finanziere. Hill ha ricondiviso integralmente la nota del CEO, confermando la linea ufficiale della società.

Epstein, le criptovalute e i contatti con il mondo tech

I documenti resi pubblici indicano che Jeffrey Epstein intratteneva già nel luglio 2014 discussioni legate alle criptovalute con figure di primo piano del settore tecnologico e finanziario, tra cui Peter Thiel. In uno scambio di email, Epstein metteva in dubbio il senso stesso di Bitcoin.

Epstein scriveva che “c’è poco accordo su cosa sia Bitcoin“, sottolineando le contraddizioni tra l’esigenza di trasparenza e quella di anonimato all’interno della tecnologia. Queste email mostrano un interesse analitico verso le possibili applicazioni della principale criptovaluta.

Inoltre, altre comunicazioni rivelano che Austin Hill scoraggiò Ito ed Epstein dal sostenere progetti come Stellar e Ripple. A suo giudizio, quelle iniziative erano “negative per l’ecosistema” e in conflitto con gli obiettivi perseguiti da Blockstream.

Blockstream e Epstein nei contatti su crypto e progetti concorrenti

Secondo le email, Hill avvertì che il supporto a più iniziative crypto avrebbe potuto minare la fiducia degli attori di mercato e la stabilità delle società coinvolte. In questo contesto, cercò di evitare sovrapposizioni tra il lavoro di Blockstream e i progetti concorrenti.

Le conversazioni tra Epstein e i vari interlocutori mettono in luce come, già nella prima metà degli anni 2010, le criptovalute fossero oggetto di valutazioni strategiche da parte di investitori legati al mondo tech. Tuttavia, dai file non emergono prove di investimenti diretti di Epstein in Blockstream.

La proposta di valuta digitale Sharia-compliant nel 2016

Un’ulteriore serie di email del 2016 mostra che Epstein avanzò proposte su una valuta digitale ai funzionari dell’Arabia Saudita. Il piano prevedeva una combinazione tra una valuta fiat fisica denominata “the Sharia” e una moneta digitale basata su Bitcoin.

Secondo la documentazione, gli obiettivi erano la creazione di un sistema finanziario interno per i Paesi musulmani e la promozione di una nuova forma di moneta regionale. Questo progetto, pur non realizzato, evidenzia l’interesse di Epstein per gli asset digitali e per la loro declinazione in chiave religiosa e geopolitica.

Altri nomi coinvolti nei documenti e ampiezza dei file

Nei fascicoli desecretati compaiono anche altri protagonisti del mondo tech e finanziario, tra cui Michael Saylor e Kevin Warsh. Quest’ultimo è stato recentemente indicato come possibile nuovo presidente della Federal Reserve, a conferma della rilevanza istituzionale dei contatti citati.

Nel complesso, i record pubblicati ammontano a oltre sei milioni di pagine, diffusi in base alla nuova legge sulla trasparenza relativa ai cosiddetti “Epstein Files”. Il volume di materiale lascia prevedere ulteriori analisi e ricostruzioni sul ruolo di Epstein nell’ecosistema tecnologico e finanziario globale.

In sintesi, i documenti mostrano una rete di contatti ampia e articolata tra Epstein e figure di spicco delle criptovalute e del tech, mentre Blockstream continua a ribadire l’assenza di legami finanziari diretti con il finanziere o con il suo patrimonio.

Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
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