Nel pieno della stagione delle trimestrali, il crollo di azioni della Nike ha acceso i riflettori su utili in frenata, guidance debole e forti timori sul mercato cinese.
Summary
Il tonfo in Borsa di Nike dopo la trimestrale
Il titolo Nike (NKE) è precipitato del 15,5% il 1° aprile, dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre fiscale. Si tratta della seconda peggior seduta degli ultimi 25 anni e ha riportato il prezzo di Borsa ai minimi da oltre un decennio, in area 44,63 dollari.
La reazione negativa è arrivata nonostante un apparente superamento delle attese sugli utili. Tuttavia, sotto la superficie del dato principale, il mercato ha letto un peggioramento marcato dei fondamentali e, soprattutto, indicazioni molto deboli per i prossimi trimestri.
Il tweet di Jim Cramer e l’effetto contrarian
Minuti dopo la diffusione dei risultati del 31 marzo, il conduttore di Mad Money su CNBC, Jim Cramer, ha scritto su X (Twitter) che i numeri di Nike apparivano positivi per il titolo. Il commento è diventato immediatamente virale.
Sui social la frase è stata letta come un segnale contrarian, rilanciando il tema della cosiddetta “maledizione di Cramer”. Molti utenti hanno reagito con ironia, pubblicando grafici sul tonfo del titolo nel dopo borsa e screenshot del crollo in tempo reale.
Inoltre, è tornato alla ribalta l’Inverse Cramer Tracker ETF (SJIM), lanciato nel 2023 proprio con l’idea di ottenere rendimenti scommettendo contro le indicazioni pubbliche del noto commentatore. In questo contesto, la successiva caduta del titolo ha rafforzato la narrativa contrarian.
Dati di bilancio: utile sopra le attese ma margini in peggioramento
Nike ha chiuso il terzo trimestre fiscale con ricavi per 11,28 miliardi di dollari, leggermente oltre le previsioni del mercato. L’utile per azione si è attestato a 0,35 dollari, rispetto a un consensus di 0,28 dollari.
Detto ciò, il quadro di redditività è apparso ben più fragile. L’utile netto è sceso del 35% su base annua, fermandosi a 520 milioni di dollari. Il margine lordo si è ristretto di 130 punti base, attestandosi al 40,2%, compresso da dazi in Nord America e da forti promozioni.
Questi numeri suggeriscono che il miglioramento dell’utile per azione rispetto alle stime non basta a compensare il deterioramento strutturale della redditività. Per molti operatori, proprio la qualità degli utili ha alimentato la correzione in Borsa.
Guidance Nike debole e forte impatto dalla Cina
Il vero elemento di rottura è arrivato dalla guidance per il trimestre successivo. Il direttore finanziario Matt Friend ha anticipato per il quarto trimestre fiscale un calo delle vendite compreso tra il 2% e il 4%, mentre il mercato si aspettava una crescita vicina al 2%.
Inoltre, l’azienda prevede che i ricavi nell’area Greater China scendano di circa il 20% nel prossimo trimestre. Questo dato ha sorpreso negativamente gli investitori, vista l’importanza strategica del mercato cinese per la crescita di lungo periodo.
A livello di canali, le vendite Nike Direct sono diminuite del 7%, con i ricavi digitali in ribasso del 9%. Il marchio Converse ha registrato una contrazione del 35% a 264 milioni di dollari, passando da un risultato positivo a una perdita operativa di 40 milioni.
Analisi del crollo azioni Nike e dei fondamentali
Il crollo azioni Nike va letto nel contesto di una storia di rilancio che fatica a convincere. Le ripetute delusioni trimestrali hanno incrinato la credibilità del piano di medio periodo e hanno accelerato la fuga dagli investitori più pazienti.
Inoltre, la pressione competitiva resta elevata. Brand emergenti come On Running e Hoka, insieme al rilancio di Adidas, stanno erodendo quote di mercato in segmenti chiave della performance e del lifestyle, proprio dove Nike era storicamente dominante.
Leadership, valutazione e prospettive per il titolo
L’amministratore delegato Elliott Hill, subentrato a John Donahoe alla fine del 2024, ha presentato il suo mandato come un percorso di ricostruzione di lungo periodo. Tuttavia, i recenti risultati hanno messo sotto esame questa narrativa.
Attualmente NKE tratta circa il 71% sotto i massimi storici e segna un ribasso di circa il 29% dall’inizio dell’anno. Con il recupero dei margini atteso non prima del secondo trimestre dell’anno fiscale 2027, la visibilità sul percorso di rilancio rimane limitata.
Nel complesso, il mercato sembra prezzare una fase prolungata di incertezza per un marchio che per anni ha dominato l’abbigliamento e le calzature sportive a livello globale.
Prossime tappe: il focus sugli utili del quarto trimestre
Il prossimo appuntamento chiave sarà la pubblicazione dei conti del quarto trimestre fiscale, attesa per la fine di giugno 2026. Gli operatori guarderanno in particolare all’andamento di Cina, canale diretto e margini.
Detto ciò, molto dipenderà anche dalla capacità del management di ricostruire fiducia sul mercato, spiegando con maggiore chiarezza le tappe del piano di rilancio. Per ora, la reazione violenta in Borsa sottolinea quanto la strada per un recupero strutturale resti complessa.

