Nel contesto delle tensioni con l’Unione europea, il quadro normativo sulle crypto Kirghizistan viene radicalmente aggiornato, con nuove regole su stablecoin, mining di Stato e poteri presidenziali.
Summary
Aggiornata la legge sugli asset digitali in Kirghizistan
Le autorità del Kirghizistan hanno modificato la legge nazionale sugli asset digitali per includere definizioni specifiche di criptovalute e stablecoin e regolamentare il mining svolto da entità controllate dallo Stato.
Le modifiche arrivano dopo le recenti notizie secondo cui l’Unione europea starebbe preparando nuove sanzioni contro il paese dell’Asia centrale, accusato di aiutare la Russia ad aggirare le restrizioni occidentali.
Secondo Bruxelles, i canali sospetti includerebbero piattaforme crypto locali, una stablecoin ancorata al rublo emessa internamente e il sistema bancario nazionale, utilizzati per eludere parte dei divieti finanziari.
Poteri presidenziali sull’emissione di monete digitali
Il presidente Sadyr Zhaparov ha firmato un emendamento alla legge “Sugli asset virtuali” per rafforzare il controllo pubblico sul settore delle criptovalute.
La riforma introduce definizioni legali per stablecoin e “token”, termine con cui vengono inquadrate le criptovalute nella normativa kirghisa, secondo quanto riportato dai media locali e regionali.
Inoltre, vengono disciplinati il coinvolgimento diretto del governo nel mining di criptovalute e quello attraverso società pubbliche, con l’obiettivo dichiarato di creare una riserva nazionale in asset digitali.
Tale attività, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe anche sostenere progetti blockchain interni e favorire lo sviluppo dell’economia digitale del paese.
Nuove norme sul mining collegato allo Stato
I requisiti per le altre imprese di mining sono stati chiariti e irrigiditi: queste realtà saranno obbligate a registrarsi e ottenere una specifica certificazione.
I miner dovranno comunicare alle autorità i wallet crypto utilizzati per accumulare le monete generate e rispettare una serie di standard tecnici e di sicurezza antincendio.
Sotto la legislazione aggiornata, le procedure concrete di emissione e circolazione delle criptovalute saranno definite direttamente da Zhaparov e dalla sua amministrazione, ha sottolineato il quotidiano russo Rossiyskaya Gazeta.
Al presidente vengono conferiti anche poteri per avviare progetti pilota dedicati a testare nuovi servizi e tecnologie nel settore degli asset digitali.
Secondo gli emendamenti, nel paese potranno essere emesse solo monete digitali coperte da altri asset, con un processo strettamente regolato dal governo.
Stablecoin e ruolo del Kirghizistan in Asia centrale
Il Kirghizistan ha già lanciato due stablecoin: USDKG, ancorata al dollaro USA, e KGST, legata alla valuta nazionale, il som kirghiso. Entrambe sono destinate ai pagamenti, anche internazionali.
USDKG, lanciata a novembre, è descritta come stablecoin garantita dall’oro e le autorità di Bishkek sperano che rafforzi la posizione del paese nel sistema finanziario globale, attirando capitali e imprese straniere.
KGST è stata sviluppata nell’ambito del progetto di CBDC nazionale ed è coperta da riserve detenute presso banche di proprietà statale.
Il piano prevede la quotazione di entrambe inizialmente su exchange crypto domestici e regionali, per approdare in una fase successiva anche sulle principali piattaforme internazionali.
La stablecoin rublo-pegged A7A5 e i rischi sanzionatori
Un’altra stablecoin, A7A5, ancorata al rublo, sta però creando forti pressioni sul Kirghizistan. Il token è stato sviluppato in Russia ed è attualmente emesso da una società registrata nel paese centro-asiatico.
Questa iniziativa, insieme ad altre entità collegate come piattaforme locali e istituti di credito, è finita nel mirino delle sanzioni di Stati Uniti, UE e Regno Unito per il presunto utilizzo nel bypassare le restrizioni finanziarie imposte a Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.
Lanciata all’inizio del 2025, A7A5 rappresenta ormai quasi la metà del mercato delle stablecoin non denominate in dollari. Secondo un recente studio della società di analisi blockchain Elliptic, il token ha elaborato oltre 100 miliardi di dollari di transazioni in meno di un anno.
Nel complesso, questi numeri hanno trasformato il Kirghizistan in un nodo sensibile nell’ecosistema delle stablecoin legate alla Russia, accrescendo le preoccupazioni dei regolatori occidentali.
Crypto Kirghizistan e nuove pressioni dall’Unione europea
Gli ultimi emendamenti alla legge sugli asset virtuali arrivano mentre emergono indiscrezioni su nuove misure restrittive dell’UE contro il paese, considerato alleato strategico di Mosca.
La scorsa settimana, Bloomberg ha rivelato che Bruxelles sta valutando modalità per aumentare la pressione su Bishkek, inclusa l’attivazione di un meccanismo per vietare alcune esportazioni verso l’ex repubblica sovietica.
Lo strumento permette alla Commissione europea di limitare la fornitura di beni sensibili a un determinato Stato; nel caso del Kirghizistan, le categorie menzionate comprendono macchine utensili e apparecchiature radio.
Consultazioni tra governo kirghiso e UE sulle sanzioni
Questa settimana il governo di Bishkek ha annunciato l’avvio di consultazioni con l’Unione europea in risposta alle notizie su possibili sanzioni legate ai rapporti con la Russia.
Il vice primo ministro Daniyar Amangeldiev ha dichiarato ai media locali che potrebbe tenersi a breve una riunione online con l’inviato speciale dell’UE per le sanzioni, David O’Sullivan.
Amangeldiev ha sottolineato l’assenza di una conferma ufficiale delle indiscrezioni di stampa e ha ribadito che il Kirghizistan ha già limitato le esportazioni di beni a duplice uso, sostenendo di non vedere motivi per nuove misure europee.
Prospettive per il mercato delle crypto nel paese
Detto ciò, il nuovo impianto normativo su mining, stablecoin e intervento statale mira a rendere più trasparente il mercato, ma rischia di essere letto a Bruxelles come un ulteriore segnale di allineamento con Mosca.
Nel complesso, il Kirghizistan punta a diventare un hub regionale per asset digitali regolamentati, mentre cerca di evitare che le riforme sulle criptovalute si trasformino in un catalizzatore di sanzioni più severe da parte dell’Occidente.

