Secondo una recente analisi di mercato, l’attività su XRP su Upbit suggerisce la presenza di un grande venditore sistematico, con potenziali implicazioni specifiche per il mercato coreano.
Summary
Upbit XRP/KRW, 3,3 miliardi di token venduti in 10 mesi
Il ricercatore di mercato crypto Dom (@traderview2) sostiene di aver individuato un venditore algoritmico persistente su Upbit, attivo sulla coppia XRP/KRW. In base alle sue stime, negli ultimi 10 mesi sarebbero stati scaricati circa 3,3 miliardi di XRP nel libro ordini in won sudcoreani.
Se questa analisi fosse corretta, i flussi sull’exchange coreano andrebbero letti come un fenomeno legato alla singola piattaforma, più che come un semplice riflesso del sentiment globale di rischio.
Un pipeline di vendita da 5 miliardi di dollari su XRP/KRW
Dom afferma di aver analizzato “82 milioni di trade su Upbit XRP/KRW” mappandone lo sbilanciamento netto nel tempo. La sua conclusione principale è la presenza di “5 miliardi di dollari di vendite unidirezionali, in modalità continua 24/7, per quasi un anno”.
L’indagine sarebbe partita dopo una sessione intraday particolarmente intensa, che ha imposto un esame più ravvicinato del flusso ordini. “Tutto è iniziato con il movimento di prezzo di ieri. -57 milioni di XRP nel CVD in 17 ore. Sembrava folle”, ha scritto.
Da lì, ha eseguito una serie di query forensi: identificazione di bot, rilevazione di ordini iceberg, controlli su potenziali wash trade. “Le vendite erano reali. Algoritmiche. Il 61% delle operazioni è stato eseguito entro 10 millisecondi. Un singolo bot attivo per 17 ore consecutive, con una sola pausa di 33 secondi”.
Vendite nette ogni mese sull’order book coreano
Invece di considerare quei -57 milioni di XRP come un’anomalia, Dom ha allargato la finestra temporale. Ha così rilevato che il dato si inserisce in un pattern di lungo periodo. “-57 milioni non sono un’anomalia”, ha scritto.
Secondo l’analisi, la coppia XRP/KRW su Upbit avrebbe registrato saldo netto negativo in ogni singolo mese da 10 mesi. Tra i periodi segnalati spiccano: “aprile: -165 milioni”, “luglio: -197 milioni”, “ottobre: -382 milioni” e “gennaio: -370 milioni”.
Nel complesso, Dom quantifica in “3,3 miliardi di XRP la vendita netta, pari a circa 5 miliardi di dollari“. Solo 1 settimana su 46 sarebbe risultata positiva, senza alcuna distinzione significativa tra giorni feriali e weekend, né fasce orarie con prevalenza strutturale di acquisti.
Tuttavia, proprio tale costanza lo porta a interpretare il fenomeno come un’infrastruttura di esecuzione sistematica, più che come l’operatività di un singolo trader discrezionale. “Questo non è un trader”, scrive. “È infrastruttura”.
Confronto tra Upbit e Binance sulla pressione di vendita
Un elemento chiave dell’analisi riguarda il confronto tra piattaforme. Dom sostiene che, nello stesso arco temporale, il mercato XRP/USDT di Binance abbia mostrato una pressione di vendita sensibilmente inferiore.
Parla di “una pressione di vendita da 2 a 5 volte minore sullo stesso asset”, indicando in particolare un periodo di giugno in cui “Binance era netta compratrice, mentre Upbit registrava -218 milioni”.
Inoltre, Dom segnala una correlazione debole tra i flussi orari delle due sedi. A suo dire, “la correlazione oraria tra le due piattaforme è solo 0,37”, elemento che suggerirebbe come lo sbilanciamento netto di Upbit sia guidato da fattori locali piuttosto che da una mera replica del posizionamento globale.
Prezzo di XRP più basso in Corea per mesi
Le osservazioni sui prezzi introducono un ulteriore livello di complessità. Dom rileva che da aprile a settembre XRP su Upbit avrebbe scambiato “dal 3% al 6% sotto il prezzo di Binance”, definendo la situazione una sorta di “Kimchi discount inverso”.
Secondo il ricercatore, questo aspetto è rilevante perché implica che il presunto venditore avrebbe accettato per mesi esecuzioni peggiori rispetto a quelle disponibili sui mercati globali. “I venditori hanno accettato riempimenti peggiori del 6% per molti mesi”, scrive.
Per Dom, ciò indicherebbe che questi operatori non sono sensibili al prezzo in senso stretto: “Non si preoccupano del prezzo. Hanno bisogno di KRW, sono obbligati a usare Upbit e/o sono detentori coreani che incassano i profitti”.
La svolta di ottobre e l’accelerazione delle vendite
Dom individua poi una presunta svolta strutturale intorno al 10 ottobre. In quella data, a suo dire, il retail coreano sarebbe diventato estremamente attivo. “Il premio è passato da -0,07% a +2,4% in un solo giorno. I trade sono quintuplicati a 832.000“, scrive.
Da allora, il premio di prezzo in Corea avrebbe registrato solo brevi ritorni in territorio negativo. Tuttavia, secondo Dom, il venditore sistematico non avrebbe rallentato. Al contrario. “E i venditori? Hanno raddoppiato il ritmo giornaliero. Da -6,3 milioni al giorno a -11,2 milioni al giorno”.
Per collegare questo comportamento ai diversi regimi di mercato, Dom afferma di aver raggruppato ogni giorno in base alla performance di XRP su Binance a livello globale. Da questo esercizio emergerebbe una forte inclinazione negativa dei flussi su Upbit durante le giornate ribassiste, in particolare nelle fasi di crash.
Analisi trading XRP su Upbit: interazione tra bot sistematico e retail
Il ricercatore riassume la dinamica come un’interazione tra un venditore sistematico e il comportamento del retail locale. “Nelle giornate di forte rialzo, il retail coreano diventa compratore netto. Accumula”, scrive. “Nei giorni di crash, l’intensità delle vendite è 8 volte superiore”.
In questo quadro, l’operatore algoritmico e il panico degli investitori al dettaglio tenderebbero ad amplificarsi a vicenda. “Il retail coreano compra ogni ripresa. Il pipeline vende contro ogni acquisto”, sintetizza Dom, riferendosi sempre al flusso su Upbit.
Per sostenere la distinzione “macchina contro retail”, l’analisi confronta anche le dimensioni tipiche degli ordini sui due lati del book. Sul lato vendita, emergerebbero tagli ricorrenti a numeri tondi: “10, 50, 100, 500, 1000 XRP”, con “dal 57% al 60% di tutte le operazioni eseguite entro 10 millisecondi”.
Sul lato acquisti, invece, Dom osserva una quota significativa di ordini di piccola entità con quantità frazionarie, come “2,535, 3,679, 2,681 XRP”. A suo giudizio, questo pattern è coerente con ticket al dettaglio denominati in won, tipici di chi compra un controvalore fisso in valuta locale.
La portata delle vendite e le ipotesi sull’origine
La dimensione complessiva dell’operazione è uno degli elementi che hanno fatto circolare rapidamente il thread. Dom sostiene che i citati 3,3 miliardi di XRP rappresentino circa il 5,4% dell’intera quantità circolante dell’asset.
Questa massa sarebbe stata movimentata su “una sola coppia di trading, in un solo exchange, in 10 mesi”. L’analisi si basa su dataset a livello di singolo trade: Dom dichiara di aver utilizzato “tick trade data” raccolti da Upbit e Binance, per un totale di “82 milioni di operazioni su Upbit e 444 milioni su Binance”.
Detto ciò, il ricercatore evita di attribuire esplicitamente la vendita a un’entità specifica. Preferisce porre una domanda che indica come prossimo passo investigativo: chi può sostenere “tra 300 e 400 milioni di XRP al mese per un anno”, apparentemente “indifferente a sconti del 6%” e con “bisogno specifico di KRW o vincolato a un giardino chiuso che può usare solo Upbit”?
Prezzo attuale di XRP e implicazioni per il mercato coreano
Al momento indicato da Dom, XRP scambiava intorno a 1,45 dollari. In questo contesto, l’intensa attività sulla coppia XRP/KRW solleva interrogativi sulla natura dei flussi in Corea del Sud e sul loro impatto sulla formazione del prezzo locale.
Nel complesso, l’indagine mette in luce come flussi concentrati su un singolo exchange possano generare dinamiche proprie, in parte scollegate dal resto del mercato globale. Resta aperta la questione su chi stia alimentando questa lunga sequenza di vendite e se il fenomeno sia destinato a proseguire.

