HomeBlockchainNuova tokenomics di Aptos: hard cap, burn e modello deflazionario

Nuova tokenomics di Aptos: hard cap, burn e modello deflazionario

Nel passaggio a una finanza onchain più matura, la nuova tokenomics di Aptos punta ad allineare l’emissione del token APT all’utilizzo reale della rete e delle sue applicazioni.

Evoluzione della rete Aptos e stato di maturità

La mainnet di Aptos è stata lanciata nell’ottobre 2022. Da allora, la blockchain è passata da semplice infrastruttura generalista di layer-1 a piattaforma per casi d’uso ad alta frequenza a scala enterprise.

La rete opera con tempi di blocco inferiori a 50 ms, una disponibilità del 99,99% e nessun exploit di rilievo. Inoltre, l’ecosistema nativo conta quasi 500 sviluppatori attivi al mese, distribuiti su 9.700 repository open source.

Oltre 200 progetti in produzione coprono DeFi, pagamenti e infrastrutture, con ricavi delle app in crescita del 1.552% fino a 33,5 milioni di dollari. Tra le istituzioni presenti onchain figurano BlackRock, Franklin Templeton e Apollo, che hanno allocato centinaia di milioni sulla rete.

Dal bootstrap inflazionistico a una fase orientata alla performance

Nel periodo di avvio, l’elevata inflazione del token ha sostenuto lo sviluppo di infrastruttura e incentivi. Tuttavia, questo modello non è più adatto a una rete che gestisce attività economica istituzionale.

L’Aptos Foundation propone quindi riforme strutturali per sostituire le emissioni basate su sussidi con meccanismi legati alla performance della rete. L’obiettivo è ridurre le emissioni, aumentare i burn e creare condizioni per un’eventuale diminuzione dell’offerta circolante.

Situazione attuale dell’offerta APT e unlock futuri

Attualmente sono in circolazione 1,196 miliardi di APT. Senza alcun intervento, le dinamiche di offerta stanno già migliorando grazie alla chiusura del ciclo di unlock iniziale.

Il periodo di sblocco quadriennale per investitori iniziali e contributor principali terminerà nell’ottobre 2026, riducendo i nuovi token sbloccati ogni anno di circa il 60%. Inoltre, la distribuzione di grant da parte della Foundation calerà di oltre il 50% tra il 2026 e il 2027.

Questo punto di svolta naturale riduce sensibilmente le emissioni. Tuttavia, senza una riforma di protocollo, l’emissione proseguirebbe indefinitamente, senza tetto massimo né legame diretto con l’attività onchain. Per questo vengono introdotti nuovi vincoli.

Aumento delle commissioni e nuovo modello di burn

Oggi la blockchain di Aptos è tra le più economiche al mondo, con commissioni di transazione di ordini di grandezza inferiori rispetto ad altre reti. Tutte le fee, pagate in APT, vengono integralmente bruciate.

L’Aptos Foundation proporrà tramite governance un aumento iniziale di 10 volte delle commissioni di gas, con la possibilità di ulteriori incrementi in futuro. Nonostante ciò, un trasferimento di stablecoin costerebbe circa 0,00014 dollari, tra i valori più bassi a livello globale.

Questo intervento, combinato con la crescita dell’attività onchain legata a nuove applicazioni, aumenterà in modo significativo la quantità totale di APT bruciati e rimossi dalla circolazione, pur mantenendo costi estremamente competitivi per pagamenti e transazioni ad alto volume.

Decibel e il ruolo chiave nel burn con traffico ad alta frequenza

Decibel sarà il primo exchange completamente onchain su Aptos, dove ogni ordine, match e cancellazione verrà eseguito sulla blockchain. Ciò sfrutta l’architettura di “Global Trading Engine” progettata per alti volumi e bassa latenza.

Il protocollo, incubato da Aptos Labs insieme alla Decibel Foundation, rappresenta uno dei primi DEX che porta il trading interamente onchain. Con il lancio in mainnet, il throughput di transazioni sulla rete è destinato ad aumentare in modo sostanziale.

Poiché tutte le fee pagate in APT vengono permanentemente bruciate, il burn con Decibel su Aptos diventa un potente meccanismo deflazionistico. All’aumentare dei mercati quotati e dei prodotti supportati, sale il TPS operativo e di conseguenza il volume di token distrutti.

Proiezioni di burn e scenari di crescita

Secondo le stime, con oltre 100 mercati attivi nel corso del prossimo anno, Decibel potrebbe bruciare più di 32 milioni di APT all’anno. Questo dato non tiene conto di ulteriori incrementi di gas fee.

Man mano che Decibel scala verso i 10.000 TPS e oltre, tra nuovi mercati e prodotti, il tasso di burn crescerà proporzionalmente. Inoltre, l’aumento programmato delle commissioni di gas amplifica l’effetto, generando una pressione strutturale al ribasso sull’offerta.

Hard cap di 2,1 miliardi e traiettoria di emissione

In parallelo, Aptos Foundation proporrà via governance un tetto massimo protocol-level di 2,1 miliardi di APT. Una volta approvato, non sarà più possibile mintare token oltre questa soglia.

Attualmente in circolazione vi sono 1,196 miliardi di APT: 1 miliardo è stato coniato al lancio della mainnet e 196 milioni sono stati distribuiti come ricompense di staking.

Con un hard cap di 2,1 miliardi, lo spazio residuo è di 904 milioni di APT, pari a circa il 43% del tetto massimo. Questi token saranno utilizzati soprattutto per incentivi di staking, con ricompense decrescenti nel tempo.

Quando l’offerta si avvicinerà al limite, le ricompense di staking verranno gradualmente eliminate e i validatori saranno remunerati principalmente dalle commissioni di transazione. L’aspettativa è che i burn superino le emissioni ben prima di raggiungere il cap, che funzionerà quindi da garanzia di sicurezza piuttosto che da traguardo operativo.

Focalizzazione sulla tokenomics di Aptos e fondi bloccati

Per rafforzare la credibilità del nuovo modello, l’Aptos Foundation si impegna a bloccare e mettere in staking in modo permanente 210 milioni di APT. Questi token non saranno mai venduti né distribuiti.

Si tratta di quasi il 18% dell’attuale offerta circolante e di circa il 37% degli asset originariamente detenuti dalla Foundation al lancio di mainnet. Dal punto di vista economico, l’effetto è simile a un burn definitivo.

La Foundation farà staking perpetuo di questi token, finanziando le proprie operazioni tramite le ricompense derivanti, invece che con vendite di tesoreria. Questo allinea gli incentivi con la sicurezza di lungo periodo e le prestazioni della rete.

Nuovi criteri per grant, KPI e programma buyback

In prospettiva, i futuri grant saranno prevalentemente legati al ruolo della rete come “global trading engine”. Le assegnazioni di token matureranno solo al raggiungimento di specifiche milestone di performance.

Se gli obiettivi non verranno centrati, i grant non saranno cancellati ma rinviati fino a quando i KPI non saranno soddisfatti. In questo modo, l’emissione diventa strettamente correlata al successo misurabile dell’ecosistema, che “guadagna” l’inflazione anziché riceverla in modo incondizionato.

Parallelamente, la Foundation ha deciso di esplorare un programma buyback Aptos o una riserva di protocollo, in grado di acquistare APT sul mercato aperto in base alle condizioni di mercato. Il finanziamento proverrà da cassa disponibile e da ricavi futuri, inclusi proventi da licenze e investimenti nell’ecosistema.

Percorso verso un modello deflazionario

La strategia complessiva punta a una traiettoria in cui l’offerta tende a ridursi nel tempo. Tra gli elementi chiave figurano il dimezzamento proposto del tasso di staking, l’hard cap a 2,1 miliardi di APT e la naturale riduzione degli unlock di circa il 60% anno su anno.

A ciò si aggiunge la decisione di bloccare permanentemente 210 milioni di token e l’aumento atteso del burn dovuto alle attività di Decibel e alle commissioni più elevate. Una volta implementati tutti questi meccanismi, potrà verificarsi un punto di crossover in cui l’APT rimosso dalla circolazione supererà i nuovi token immessi.

In quel momento, la supply diverrebbe effettivamente deflazionaria. Nel complesso, il passaggio da un modello basato su sussidi a una struttura orientata alla performance rappresenta un passo di maturità per l’ecosistema.

Impatto sui token holder, builder e validatori

Per gli investitori, la pressione di offerta dovrebbe ridursi in modo significativo a partire dal 2027. Il calo delle ricompense di staking, l’aumento del burn e i 210 milioni di APT bloccati dalla Foundation riducono la quantità potenzialmente disponibile sul mercato.

Per i builder, i programmi di grant passeranno a una logica di vesting legato a milestone, con risorse concentrate sulle infrastrutture per trading ad alto throughput e movimento di capitali, ambiti in cui l’architettura di Aptos offre un vantaggio competitivo.

Per i validatori, le ricompense di staking continueranno ma con un tasso annuo proposto del 2,6%, così da allineare meglio gli incentivi con il resto dell’ecosistema. Inoltre, l’AIP-139 dovrebbe ridurre i costi hardware, mentre i 210 milioni di token della Foundation resteranno permanentemente in staking presso i validatori, rafforzando la sicurezza della rete nel lungo periodo.

Conclusioni: una tokenomics orientata alla performance

La nuova impostazione introduce una tokenomics orientata alla performance Aptos, in cui emissioni, burn, grant e buyback sono sempre più legati all’utilizzo effettivo della rete. In questo quadro, Aptos mira a consolidarsi come infrastruttura di riferimento per trading ad alta frequenza e pagamenti globali.

Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
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