Nel pomeriggio dei mercati USA il prezzo Bitcoin oggi ha reagito rapidamente alla decisione della Corte Suprema sui dazi dell’amministrazione Trump, con un movimento rialzista subito riassorbito.
Summary
La decisione della Corte Suprema sui dazi di Trump
Venerdì 20 febbraio 2026 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato, con una decisione 6-3, il regime di dazi imposto dal presidente Donald Trump. La sentenza ha giudicato eccessivo l’uso della normativa di riferimento.
Nella motivazione si legge che “nessun presidente ha mai invocato questa legge per imporre dazi, tanto meno dazi di questa entità e portata”. Secondo i giudici, l’assenza di precedenti storici e l’ampiezza dei poteri rivendicati dalla Casa Bianca suggeriscono che le tariffe andavano oltre la “legittima portata” presidenziale.
Movimento istantaneo del Bitcoin dopo la sentenza
Alla diffusione della notizia, Bitcoin ha reagito con un balzo improvviso di circa +2%, superando rapidamente la soglia dei 68.000 dollari. Tuttavia, la reazione è durata pochi minuti.
Come spesso accaduto di recente sul mercato crypto, la fase di acquisti iniziale è stata seguita da vendite immediate. Il prezzo è tornato velocemente in area 67.000 dollari, cancellando quasi del tutto il rialzo legato al verdetto.
Anche l’azionario statunitense ha mostrato una dinamica simile: gli indici sono saliti sulla notizia, salvo poi riportarsi in breve su livelli sostanzialmente invariati rispetto all’apertura di seduta.
Il prezzo Bitcoin oggi tra tariffe, dati macro e mercati
Nel complesso, la dinamica odierna evidenzia una reazione Bitcoin alla sentenza Corte Suprema USA intensa ma poco duratura, inserita in un contesto di forte sensibilità alle notizie macro e politiche.
Inoltre, il comportamento di BTC si è mosso in parallelo a quello dei titoli statunitensi, confermando una crescente correlazione con il sentiment generale di mercato, più che con il solo ciclo specifico delle criptovalute.
Dati USA: crescita debole e inflazione tenace
Poco prima del verdetto, una serie di dati macro americani aveva già influenzato il quadro generale. Il Dipartimento del Commercio USA ha indicato che l’economia statunitense è cresciuta solo dell’1,4% nel quarto trimestre del 2025.
Si tratta di un ritmo modesto che alimenta timori di stagnazione. Allo stesso tempo, i prezzi delle spese per consumi personali al netto delle componenti più volatili, la cosiddetta inflazione core PCE, sono saliti del 3% su base annua.
Questo dato è superiore al 2,9% atteso e in aumento rispetto al 2,8% precedente. Nel complesso, l’insieme di crescita più debole e inflazione più alta richiama scenari di tipo stagflazionistico.
Crescita annuale ai minimi dal 2020
Su base annua, l’economia degli Stati Uniti è avanzata del 2,2%. È il tasso più basso dal 2020, anno segnato dall’impatto della pandemia di Covid, e segna un rallentamento rispetto agli anni successivi alla crisi sanitaria.
Questo quadro di espansione contenuta, unito a pressioni sui prezzi ancora persistenti, complica la posizione della Federal Reserve in materia di politica monetaria. Tuttavia, i mercati restano concentrati sui tempi e sull’entità di eventuali futuri tagli dei tassi.
La lettura degli analisti sui segnali misti
Art Hogan, chief market strategist di B. Riley Wealth, ha definito i numeri macro odierni un messaggio “confuso” per gli investitori. Secondo l’analista, si tratta di dati che mostrano inflazione più alta del previsto e crescita più lenta del previsto.
Detto ciò, proprio questa combinazione, secondo Hogan, rafforza la propensione della Fed a muoversi con cautela. L’istituto centrale, di fronte a segnali così misti, ha pochi incentivi ad accelerare un allentamento della propria linea di politica monetaria.
Bitcoin, tariffe e scenario macro: cosa osservare
Nel breve termine, il mercato delle criptovalute sembra reagire in modo nervoso a ogni novità, alternando rapidi spike a correzioni altrettanto veloci. In questo contesto, singoli eventi politici, come la cancellazione delle tariffe di Trump, restano catalizzatori, ma non determinano trend duraturi.
Per gli operatori sarà quindi cruciale monitorare lo sviluppo delle condizioni macroeconomiche statunitensi, in particolare crescita, inflazione e tempi delle mosse della Fed. Il comportamento del Bitcoin rispetto a questi fattori potrà fornire indicazioni importanti sulla sua funzione nei portafogli in scenari di possibile rischio stagflazione.

