HomeCriptovaluteEthereumCrollo Ethereum sotto 1.900 dollari dopo le vendite di Vitalik Buterin

Crollo Ethereum sotto 1.900 dollari dopo le vendite di Vitalik Buterin

Nelle ultime ore il crollo Ethereum ha riportato il prezzo sotto area 1.900 dollari, innescando liquidazioni a nove cifre e riaccendendo i timori di una correzione più profonda.

Ethereum scivola ai minimi di due settimane

Il prezzo di Ethereum è sceso oggi ai minimi delle ultime due settimane, attestandosi intorno a 1.877 dollari, in calo di circa 5,6%. La discesa sotto quota 1.900 dollari ha innescato importanti liquidazioni nel mercato dei derivati, con posizioni per oltre 115 milioni di dollari chiuse in perdita.

Questo movimento ribassista ha accentuato le preoccupazioni tra gli investitori. Inoltre, la pressione in vendita arriva contemporaneamente da più fronti, sia retail sia istituzionali, ampliando l’incertezza sulle prossime sedute.

Vitalik Buterin vende ETH e pesa sul sentiment di mercato

Negli ultimi giorni il cofondatore di Ethereum Vitalik Buterin ha continuato a cedere token sul mercato. Solo nelle ultime 48 ore ha venduto circa 1.869 ETH, per un controvalore vicino a 3,6 milioni di dollari. Successivamente, il prezzo è sceso da 1.988 a meno di 1.880 dollari, con una flessione di circa 5,7%.

Non si tratta di un episodio isolato. All’inizio di febbraio Buterin aveva venduto altri 6.958 ETH per circa 14,78 milioni di dollari, movimento seguito da un calo di prezzo pari al 22,7%. Nel complesso, nel mese di febbraio le sue dismissioni ammontano a circa 8.800 ETH, per un valore superiore a 16,53 milioni di dollari ai prezzi attuali di 1.879 dollari.

Alcuni analisti ritengono che queste operazioni rientrino in una normale pianificazione finanziaria personale. Tuttavia, il segnale al mercato resta rilevante, soprattutto in una fase già caratterizzata da volatilità e timori di una correzione di più ampio respiro.

Whale in uscita: trasferimenti verso gli exchange

Accanto alle vendite del cofondatore, anche i grandi investitori stanno alleggerendo le loro posizioni. Un cosiddetto whale di lungo corso ha trasferito oltre 14.183 ETH, pari a circa 42 milioni di dollari, verso Coinbase dopo averli detenuti per quasi nove anni.

Inoltre, portafogli con disponibilità comprese tra 100.000 e 1 milione di ETH hanno venduto complessivamente circa 1,43 milioni di ETH nelle ultime due settimane, per un controvalore intorno a 2,7 miliardi di dollari. Questo dato mostra che parte dei maggiori detentori sta riducendo l’esposizione sull’asset.

Detto ciò, un’ondata di vendite proveniente dai grandi wallet tende a esercitare pressione ribassista sul prezzo, spesso inducendo anche gli investitori più piccoli a seguire il movimento.

Analisi tecnica e livelli chiave dopo il crollo Ethereum

Sul grafico settimanale, la quotazione di ETH ha violato alcuni livelli di supporto tracciati con i Fibonacci. Se la discesa dovesse proseguire sotto area 1.800 dollari, il successivo livello tecnico rilevante si colloca intorno a 1.573 dollari, zona in cui in passato erano emersi forti acquisti.

In uno scenario più pessimista, gli analisti individuano un potenziale obiettivo ribassista nell’area dei 640 dollari. Un ritorno su questi prezzi equivarrebbe a una vera e propria «pulizia» del mercato, con l’uscita dei detentori più deboli e un possibile ingresso di capitali più pazienti.

Previsioni di lungo periodo e potenziale accumulazione

Un eventuale test delle aree di supporto più basse potrebbe aprire, nel medio-lungo termine, un’opportunità di accumulo per gli investitori con un orizzonte pluriennale. In questo schema, la fase attuale verrebbe interpretata come una correzione all’interno di un trend strutturale ancora improntato alla crescita.

Secondo alcune analisi più ottimistiche, dopo una fase di consolidamento e ripartenza, il mercato potrebbe puntare a un obiettivo di lungo periodo vicino a 10.048 dollari per ETH. Tuttavia, nel complesso, lo scenario rimane fortemente dipendente dal contesto macro, dall’evoluzione del settore crypto e dalle mosse dei grandi detentori.

In conclusione, le recenti vendite dei vertici del progetto e dei principali whale, unite alla rottura dei supporti tecnici, spiegano molte delle cause della debolezza attuale. Resta da capire se la pressione in vendita continuerà a prevalere o se i livelli più bassi attireranno nuovi compratori, riportando stabilità sul mercato.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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