Nella sua ultima visione strategica, Michael Saylor ha delineato come il credito digitale su Bitcoin possa diventare un prodotto centrale della finanza globale, distribuito su più infrastrutture blockchain.
Summary
La nuova architettura finanziaria proposta da Michael Saylor
Durante il keynote di Strategy World 2026, tenuto il 25 febbraio, Michael Saylor ha presentato un nuovo modello di mercato costruito su Bitcoin. Nel suo schema, la principale criptovaluta diventa la base di capitale, mentre il credito digitale rappresenta il prodotto derivato.
Saylor ha definito il core business di Strategy come la capacità di “convertire capitale in credito”. In pratica, secondo il manager, l’azienda prende Bitcoin, ne attenua la volatilità e lo trasforma in flussi di rendimento più prevedibili per gli investitori.
Il veicolo chiave di questa strategia è l’azione privilegiata STRC. Saylor ha sottolineato che STRC ha perso 0% del suo valore in un periodo in cui Bitcoin è sceso del 45% dal massimo storico, continuando comunque a distribuire un dividendo del 4,5%.
STRC come strumento di rendimento legato alla dinamica di Bitcoin
Secondo Saylor, queste caratteristiche rendono STRC uno strumento di rendimento credibile per chi vuole esposizione all’economia di Bitcoin senza detenere direttamente il token. L’investitore, di fatto, punta sulla capacità di Strategy di gestire il rischio e stabilizzare i flussi.
Nella sua presentazione, l’ex CEO ha passato in rassegna diverse forme di leva finanziaria, fino ad arrivare al concetto di “credito privilegiato variabile”. A suo giudizio, questa struttura offre il miglior compromesso tra opzionalità al rialzo e protezione nelle fasi di ribasso del mercato.
Saylor ha inoltre illustrato tre metriche interne utilizzate dal gruppo: il “BTC rating” per valutare la copertura del collaterale, il “BTC risk” per stimare la probabilità che il collaterale scenda sotto le soglie richieste, e uno spread di credito implicito destinato a compensare gli investitori.
Confronto con il mercato obbligazionario tradizionale
Per contestualizzare il potenziale rendimento del credito costruito su Bitcoin, Saylor ha richiamato i numeri del mercato obbligazionario. Oggi, le obbligazioni investment grade offrono circa 78 punti base, mentre il debito high-yield viaggia intorno a 288 punti base.
Tuttavia, ha argomentato che, se Bitcoin riuscisse a crescere con un tasso composto annuo del 30%, il credito digitale potrebbe risultare competitivo, se non superiore, rispetto a questi benchmark. In questo scenario, STRC rappresenterebbe uno dei primi esempi concreti di questa trasformazione.
Detto ciò, la tesi di Saylor presuppone una traiettoria di lungo periodo molto positiva per il prezzo di Bitcoin, elemento che resta oggetto di forte dibattito sul mercato.
Solana ed Ethereum come infrastrutture di distribuzione
La parte più seguita del keynote è arrivata quando Saylor ha descritto il credito come un prodotto tokenizzato e programmabile, distribuibile su diverse piattaforme. Ha spiegato che questo strumento può essere veicolato tramite borse tradizionali, ETF e intermediari finanziari, ma anche su blockchain pubbliche.
“Lo metto su una piattaforma: il NASDAQ, la London Stock Exchange, Solana, Ethereum, Binance, Coinbase Base”, ha affermato. In questa visione, Bitcoin resta la base di capitale, mentre Solana ed Ethereum fungono da “binari” di distribuzione del prodotto creditizio.
Inoltre, una volta confezionato come modulo finanziario, il credito può essere personalizzato. Secondo Saylor, emittenti e strutturatori saranno in grado di regolare direttamente nel token la volatilità, la liquidità, la frequenza dei pagamenti e l’esposizione valutaria.
Il ruolo del credito digitale su Bitcoin nel nuovo ecosistema
Nel quadro tracciato al World 2026, il credito digitale su Bitcoin diventa uno strato intermedio tra la riserva di valore rappresentata da BTC e gli strumenti di mercato utilizzati da investitori retail e istituzionali. Non si tratta quindi di sostituire il token, ma di costruire una gamma di prodotti a esso ancorati.
Tuttavia, Saylor ha chiarito che queste strutture di credito sfruttano blockchain come Solana ed Ethereum solo come infrastrutture di trasmissione. Il rischio di base e la generazione di rendimento restano legati alla performance del collaterale in Bitcoin gestito a bilancio da Strategy.
In questo contesto, l’assenza di XRP dal framework presentato è risultata evidente. Il token di Ripple non è stato citato in alcun passaggio del discorso come componente dell’infrastruttura di credito.
Reazione del mercato a Solana ed Ethereum
La risposta dei mercati alle dichiarazioni di Saylor è stata immediata. Nelle 24 ore successive al keynote, Solana è salita di oltre 13%, portando la sua capitalizzazione a sfiorare quota 50 miliardi di dollari.
Anche Ethereum ha registrato un rinnovato interesse in acquisto, con molti operatori che hanno letto le parole di Saylor come una forma indiretta di validazione istituzionale per le due principali piattaforme smart contract.
Entrambe competono da tempo per diventare il tessuto operativo della finanza decentralizzata. Le osservazioni del dirigente di Strategy si inseriscono in questa dinamica, aggiungendo un tassello alla narrativa sulla tokenizzazione di asset e flussi di cassa.
Implicazioni per DeFi e tokenizzazione del credito
Nel complesso, la combinazione tra capitale in Bitcoin e distribuzione su reti come Solana ed Ethereum rafforza l’ipotesi di uno sviluppo accelerato della DeFi istituzionale. Strategie di questo tipo potrebbero favorire l’emergere di nuovi prodotti di rendimento e strumenti di liquidità.
Inoltre, l’intenzione dichiarata di Strategy è quella di aumentare la liquidità di STRC e ampliare il proprio asset base in Bitcoin. Parallelamente, partner esterni dovrebbero costruire attorno a questo pilastro ulteriori prodotti di rendimento digitale e soluzioni di “digital money”.
Detto ciò, restano aperte questioni regolamentari, di governance e di gestione del rischio che dovranno essere affrontate se il mercato vorrà scalare questi modelli oltre la fase sperimentale.
Verso un mercato globale del credito ancorato a Bitcoin
La visione presentata al World 2026 prefigura un potenziale mercato globale in cui il capitale in Bitcoin sostiene un’ampia gamma di strumenti creditizi distribuiti su exchange tradizionali e blockchain pubbliche. In questo scenario, il credito diventa tokenizzabile, programmabile e componibile.
Se la tesi di Saylor sulla crescita di lungo periodo di Bitcoin dovesse realizzarsi, questi prodotti potrebbero assumere un ruolo strutturale nei portafogli di investitori sofisticati. Il passaggio da Bitcoin “semplice asset” a base di capitale per strumenti complessi rappresenterebbe un cambiamento di paradigma significativo.
Per ora, STRC e le scelte di allocazione di Strategy offrono uno dei primi casi concreti per misurare sul campo la sostenibilità di questa architettura, in un momento in cui il dibattito su tokenizzazione e credito basato su blockchain è in piena evoluzione.

