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La Corte Suprema USA conferma: arte generata dall’IA senza copyright

Negli Stati Uniti si consolida la posizione secondo cui l’arte generata dall’IA non può ottenere tutela tramite copyright, dopo l’ultimo passaggio alla Corte Suprema.

La decisione della Corte Suprema e il caso Thaler

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di non esaminare un ricorso che contestava la posizione dello US Copyright Office sulle opere create da sistemi di intelligenza artificiale, lasciando in vigore le decisioni dei tribunali inferiori.

La decisione, annunciata di lunedì, riguarda il ricorso presentato da Stephen Thaler, informatico del Missouri, che aveva contestato la tesi secondo cui le immagini prodotte da algoritmi non soddisfano il requisito di paternità umana necessario per il copyright.

Nel 2019 lo US Copyright Office aveva respinto la domanda di registrazione di un’immagine intitolata “A Recent Entrance to Paradise”, presentata da Thaler per conto di un algoritmo da lui sviluppato.

Successivamente, nel 2022, l’ufficio ha riesaminato il caso, confermando il rigetto e chiarendo che l’opera non presenta “paternità umana”, elemento ritenuto indispensabile per ottenere protezione autoriale.

Le motivazioni dei giudici federali

Dopo il ricorso di Thaler, nel 2023 la giudice distrettuale federale Beryl A. Howell ha stabilito che la paternità umana rappresenta un “principio fondamentale” del diritto d’autore statunitense.

Nel 2025 una corte d’appello federale a Washington, DC, ha confermato integralmente quella sentenza, ribadendo che un sistema di intelligenza artificiale non può essere considerato autore ai fini del copyright.

Nell’ottobre 2025 Thaler ha chiesto alla Corte Suprema di riesaminare il caso, sostenendo che tale impostazione avrebbe “un effetto raggelante” su chiunque voglia usare in modo creativo strumenti di IA generativa.

Tuttavia, con il rifiuto di intervenire, la Corte Suprema ha di fatto consolidato l’orientamento secondo cui l’arte generata dall’IA, se priva di contributo creativo umano riconoscibile, resta esclusa dalla tutela del copyright.

Impatto su brevetti e altre giurisdizioni

Parallelamente, la corte federale competente in materia di brevetti ha stabilito che i sistemi di IA non possono essere titolari di invenzioni brevettabili, poiché non sono persone fisiche.

Nel 2024 lo U.S. Patent Office ha ribadito questa impostazione introducendo nuove linee guida che escludono espressamente i sistemi di intelligenza artificiale dalla titolarità dei brevetti.

Inoltre, la Corte Suprema del Regno Unito è giunta a conclusioni analoghe, rafforzando a livello internazionale l’idea che la paternità e l’inventiva giuridicamente rilevanti restino prerogative umane.

Implicazioni per l’ecosistema creativo digitale

Queste decisioni delineano un quadro normativo chiaro per chi utilizza algoritmi generativi, indicando che la semplice produzione automatica di immagini o contenuti non è sufficiente per rivendicare diritti esclusivi.

Detto ciò, restano aperti i margini interpretativi su quanto intervento umano sia necessario perché un’opera realizzata con strumenti algoritmici possa rientrare tra le creazioni protette.

Nel complesso, il caso Thaler rappresenta un precedente centrale nel dibattito su come il diritto d’autore statunitense debba confrontarsi con la rapida evoluzione dell’arte generata dall’IA e, più in generale, dei contenuti creati tramite sistemi di intelligenza artificiale.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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