Nell’ultimo mese il gruppo Core Scientific vende bitcoin per sostenere la riconversione dei data center verso l’intelligenza artificiale, mentre ProCap di Anthony Pompliano continua ad accumulare BTC.
Summary
Core Scientific cede 1.900 Bitcoin per 175 milioni di dollari
Il 3 marzo 2026 Core Scientific, storico operatore di data center nato per il mining di Bitcoin, ha comunicato di aver venduto circa 1.900 BTC nel mese di gennaio per un controvalore complessivo di 175 milioni di dollari.
L’aggiornamento è arrivato durante la conference call sui risultati del quarto trimestre, in cui il direttore finanziario Jim Nygaard ha illustrato la riconfigurazione del business verso infrastrutture dedicate all’AI e all’high-performance computing.
Secondo un recente filing alla SEC, la società deteneva oltre 2.500 BTC alla fine del 2025. Con l’ultima operazione, il patrimonio in criptovaluta scende così a meno di 1.000 monete.
La vendita implica un prezzo medio di circa 92.000 dollari per Bitcoin. Nygaard ha spiegato che il gruppo ha sfruttato le condizioni di mercato favorevoli a inizio anno per rafforzare la liquidità, mantenendo al contempo flessibilità strategica per il futuro.
Al momento della comunicazione, la quotazione di Bitcoin oscillava intorno a 67.000 dollari, in calo di oltre il 30% rispetto al massimo di 97.000 dollari toccato il mese precedente, secondo i dati di TradingView.
Core Scientific espande la capacità dei data center per l’AI
L’operazione di cessione rientra in un trend più ampio del settore, in cui diversi miner con forte disponibilità energetica stanno ridirezionando risorse verso l’AI e il calcolo ad alte prestazioni.
Nel caso di Core Scientific, la trasformazione è avanzata: il management ha segnalato una progressione costante del programma di espansione dei data center dedicati all’AI, con circa 350 megawatt di capacità già attivati al momento della call.
Di questa potenza, quasi 100 megawatt risultavano già in fatturazione verso i clienti, a conferma del passaggio dalla sola fase di costruzione a quella di generazione di ricavi ricorrenti.
Detto ciò, i vertici hanno chiarito che le trattative commerciali sono ancora in corso. Sono in essere negoziazioni con più grandi controparti, mentre circa 500 megawatt di capacità ricadono attualmente sotto accordi di esclusiva.
La pipeline complessiva ammonta a circa 1,5 gigawatt di capacità potenzialmente locabile, collegata a opportunità di sviluppo considerate concrete su diversi siti di proprietà e in gestione.
La strategia dichiarata prevede di portare rapidamente i siti a uno stato di readiness avanzato, assicurarsi per tempo le apparecchiature con tempi di consegna lunghi e, soprattutto, selezionare solo conduttori con elevato merito creditizio.
Inoltre, la società punta su contratti supportati da garanzie di hyperscaler, produttori di chip o altri partner con rating investment grade, allo scopo di ridurre il rischio di credito legato alla riconversione verso l’AI.
I vertici prevedono che i ricavi da colocation cresceranno progressivamente man mano che ulteriori megawatt passeranno dalla costruzione alla fase di fatturazione, contribuendo all’espansione dei margini operativi nel medio periodo.
Implicazioni strategiche: Core Scientific vende bitcoin per l’AI
Nel complesso, la scelta con cui Core Scientific vende bitcoin in quantità rilevante conferma una strategia di rotazione degli asset: meno esposizione diretta a BTC e maggiore focalizzazione su infrastrutture fisiche a supporto dell’intelligenza artificiale.
Rispetto alla fase originaria incentrata sul mining, il gruppo sembra puntare su flussi di cassa più stabili e su contratti di lungo termine con clienti istituzionali, in linea con quanto stanno facendo altri operatori del settore energetico-digitale.
ProCap di Anthony Pompliano aumenta l’esposizione a Bitcoin
In netto contrasto con la riduzione di riserve digitali da parte di Core Scientific, il 2 marzo 2026 ProCap Financial, società d’investimento focalizzata su Bitcoin guidata da Anthony Pompliano, ha annunciato l’acquisto di 450 BTC.
Con questa operazione, il totale delle partecipazioni sale a 5.457 Bitcoin, riducendo al contempo il costo medio di carico del portafoglio, secondo quanto comunicato lunedì dalla società.
L’acquisto è stato finanziato con circa 35 milioni di dollari provenienti dal conto di capitale circolante, senza ricorrere quindi a emissioni di nuovo debito o azioni.
Con Bitcoin scambiato intorno a 66.341 dollari, il valore della tesoreria in BTC di ProCap supera ora i 360 milioni di dollari, posizionando la società come diciannovesimo maggiore detentore aziendale dell’asset a livello globale.
Pompliano ha fondato ProCap nel 2025 come veicolo quotato per offrire esposizione istituzionale diretta a Bitcoin, con una struttura pensata per replicare l’andamento del prezzo dell’asset sottostante.
Programma di buyback e raccolta di capitali istituzionali
L’ultima acquisizione di BTC si accompagna a un aggressivo programma di riacquisto azionario. Negli ultimi 10 giorni la società ha riacquistato 782.408 proprie azioni, con l’obiettivo dichiarato di ridurre lo sconto persistente tra prezzo di Borsa e valore netto dell’attivo.
Il buyback ha già contribuito a restringere il divario rispetto al NAV e la società prevede di mantenere l’iniziativa finché il mercato continuerà a prezzare uno scostamento considerato ingiustificato.
Nel complesso, ProCap conta oltre 82 milioni di azioni base in circolazione. La combinazione di accumulo di Bitcoin e riacquisto di titoli rappresenta una strategia esplicita di creazione di valore per gli azionisti esposti al rally e alla volatilità dell’asset digitale.
Dalla sua nascita, la società ha raccolto più di 750 milioni di dollari da investitori istituzionali, posizionandosi come veicolo puro di tesoreria ancorato alla performance del prezzo di Bitcoin e come alternativa alle tradizionali strategie di gestione della liquidità aziendale.
Due approcci opposti alla gestione delle riserve in Bitcoin
Le mosse di Core Scientific e ProCap mostrano due approcci opposti alla gestione delle riserve in Bitcoin: da un lato la monetizzazione delle partecipazioni per finanziare infrastrutture AI, dall’altro l’accumulo come asset strategico di bilancio.
Detto ciò, entrambe le strategie riflettono una crescente maturità del mercato, in cui le società quotate utilizzano Bitcoin in modo sempre più mirato, sia come fonte di capitale, sia come strumento di esposizione diretta al settore delle criptovalute.


