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Fidelity spinge sulla regolamentazione delle criptovalute: pressing sulla SEC tra DeFi e tokenizzati

Nel suo ultimo intervento verso la Securities and Exchange Commission, Fidelity ha chiesto una regolamentazione sulle criptovalute più chiara per broker-dealer, titoli tokenizzati e infrastrutture basate su blockchain.

Fidelity sollecita la SEC su quadro normativo per asset digitali

Fidelity Investments ha inviato un formale appello alla SEC degli Stati Uniti per ottenere maggiore chiarezza regolamentare su asset digitali e titoli basati su blockchain. La lettera è stata indirizzata alla Crypto Task Force dell’autorità di vigilanza e trasmessa venerdì, come risposta diretta a un precedente invito al settore.

L’iniziativa nasce infatti dalla richiesta formulata a dicembre dal commissario Hester Peirce, che aveva sollecitato commenti da parte degli operatori. L’obiettivo era raccogliere proposte su come strutturare i framework per le borse valori nazionali e le piattaforme alternative che gestiscono attività collegate alle criptovalute.

Fidelity ha espresso un giudizio complessivamente favorevole rispetto allo sforzo della SEC di aggiornare le regole alle nuove tecnologie. Tuttavia, secondo il gestore, permangono ampie aree di incertezza che ostacolano lo sviluppo ordinato del mercato e l’adozione su scala istituzionale.

Quattro linee guida proposte da Fidelity alla SEC

Nel documento, il colosso della gestione ha indicato quattro linee guida di policy ritenute prioritarie. In primo luogo, ha chiesto di proseguire nella definizione di standard regolamentari specifici per il coinvolgimento dei broker-dealer in attività legate agli asset digitali, sia di natura security sia non-security.

Fidelity ha riconosciuto come passo avanti le indicazioni più recenti della SEC, che hanno chiarito la possibilità per i broker-dealer di detenere in custodia criptovalute considerate titoli e altre forme di asset digitali. Detto ciò, il gestore ritiene che permanga una forte ambiguità in merito alle modalità di trading, ai protocolli di custodia e ai presidi operativi applicabili.

La richiesta, dunque, è di un quadro coerente che consenta agli intermediari regolati di operare con maggiore certezza giuridica. Questo dovrebbe avvenire senza imporre requisiti sproporzionati rispetto ai rischi effettivi delle diverse attività, soprattutto in ambito istituzionale.

Focus sui titoli tokenizzati e sulle piattaforme ATS

Una parte significativa della lettera è dedicata ai titoli tokenizzati. Si tratta di strumenti che replicano prodotti finanziari tradizionali, come azioni, obbligazioni, immobili o credito privato, emessi o registrati su infrastrutture blockchain, oppure monitorati tramite registri distribuiti.

In questo ambito, Fidelity ha chiesto parametri normativi espliciti che permettano alle piattaforme di Alternative Trading System di gestire il trading di titoli tokenizzati emessi da soggetti terzi. Inoltre, secondo il gestore, i broker-dealer devono poter contare su processi chiari di classificazione degli asset, senza esporsi a rischi legali eccessivi rispetto alla funzione svolta.

Fidelity ha domandato alla SEC anche una conferma formale che le rappresentazioni tokenizzate di titoli tradizionali mantengano la stessa disciplina regolamentare degli strumenti sottostanti. Una simile precisazione contribuirebbe a ridurre significativamente gli attriti operativi tra mercati basati su blockchain e sistemi di negoziazione tradizionali.

Fidelity chiede regolamentazione criptovalute anche per reporting e DeFi

Il general counsel di Fidelity, Roberto Braceras, ha sottolineato come la SEC debba valutare con attenzione i modelli operativi che consentono la coesistenza tra infrastrutture di negoziazione centralizzate e quelle decentralizzate. In particolare, il gestore ritiene necessario aggiornare i requisiti di reporting per adattarli a un’architettura distribuita.

Le piattaforme di finanza decentralizzata, infatti, non dispongono di strutture di governance centralizzate in grado di soddisfare integralmente gli obblighi informativi concepiti per le borse valori tradizionali. Di conseguenza, secondo Fidelity, gli attuali requisiti regolamentari generano oneri di conformità sproporzionati per questi sistemi alternativi.

Per il gruppo, una modernizzazione degli schemi di rendicontazione potrebbe consentire di integrare in modo più efficiente protocolli DeFi e infrastrutture on-chain nel mercato regolamentato. Ciò faciliterebbe anche l’ingresso di nuovi operatori istituzionali in un contesto maggiormente presidiato.

Integrazione blockchain nei processi di vigilanza

Un altro punto centrale della proposta riguarda la possibilità per i broker-dealer di utilizzare in modo esplicito la tecnologia blockchain per gli adempimenti di conservazione delle scritture e di recordkeeping regolamentare. Fidelity ha chiesto alla SEC di confermare che l’impiego di sistemi di regolamento on-chain non comporti, di per sé, l’assoggettamento automatico degli intermediari alle regole previste per le agenzie di compensazione e regolamento.

Secondo il gestore, un chiarimento in questa direzione favorirebbe l’adozione di soluzioni tecnologiche più efficienti, con potenziali benefici in termini di trasparenza, tracciabilità e riduzione dei costi operativi per l’intero ecosistema dei mercati dei capitali.

Inoltre, Fidelity richiama il fatto che l’uso di registri distribuiti non altera, di per sé, la natura economica o giuridica degli strumenti negoziati. Per questo motivo, la valutazione regolamentare dovrebbe concentrarsi sui rischi effettivi, più che sulla mera infrastruttura tecnologica di supporto.

Orientamento della SEC e progetti pilota sui mercati tokenizzati

In questo contesto, il presidente della SEC Paul Atkins ha mostrato apertura verso forme di operatività dei mercati dei capitali più continue, abilitate anche da soluzioni basate su registri distribuiti. Ha inoltre consentito ad alcune istituzioni finanziarie di avviare progetti pilota per iniziative di trading tokenizzato, volte a testare il funzionamento di queste nuove infrastrutture in un perimetro controllato.

Questi esperimenti rappresentano un banco di prova importante per comprendere come l’integrazione tra strumenti tradizionali e tokenizzati possa incidere sulla liquidità, sulla formazione dei prezzi e sulla gestione dei rischi. Tuttavia, secondo Fidelity, resta essenziale che tali iniziative siano accompagnate da linee guida chiare, per evitare incertezze interpretative e divergenze applicative.

La richiesta complessiva avanzata dal gestore è dunque di un approccio regolamentare che favorisca l’innovazione mantenendo saldi gli obiettivi di tutela degli investitori e stabilità dei mercati.

Posizione delle autorità bancarie federali sui titoli tokenizzati

Parallelamente al confronto con la SEC, il dibattito ha coinvolto anche le autorità bancarie federali. A marzo, tre tra le principali istituzioni di vigilanza degli Stati Uniti hanno diffuso una dichiarazione congiunta: il Federal Reserve Board, la Federal Deposit Insurance Corporation e l’Office of the Comptroller of the Currency hanno chiarito la loro posizione sui titoli tokenizzati.

Secondo la nota, tali strumenti restano soggetti a requisiti patrimoniali identici a quelli previsti per gli asset che rappresentano. In altre parole, la tokenizzazione non modifica il trattamento in termini di capitale regolamentare richiesto alle banche, che devono continuare ad applicare gli stessi parametri di vigilanza prudenziale.

Le agenzie hanno specificato che l’infrastruttura tecnologica utilizzata per l’emissione o per il trading di uno strumento finanziario non altera il modo in cui l’esposizione viene considerata ai fini del capitale. Questo principio mira a evitare arbitraggi regolamentari legati alla forma tecnica di rappresentazione del titolo.

Dialogo continuo tra operatori e regolatori

La commissaria Peirce ha più volte incoraggiato le realtà impegnate in progetti di tokenizzazione a mantenere un canale di confronto diretto con le autorità. Questo approccio, più dialogico e meno incentrato esclusivamente sull’enforcement, rappresenta una discontinuità rispetto a fasi precedenti della regolamentazione del settore.

Nel complesso, la posizione di Fidelity punta a costruire un quadro stabile in cui gli operatori regolamentati possano integrare asset digitali, titoli tokenizzati e protocolli decentralizzati all’interno di strutture di mercato già esistenti. Un’evoluzione ordinata potrebbe ridurre i rischi sistemici percepiti, favorire l’ingresso di capitali istituzionali e sostenere lo sviluppo di servizi finanziari più efficienti.

Se il regolatore risponderà alle sollecitazioni e definirà regole più precise, il mercato delle criptovalute e della tokenizzazione potrebbe entrare in una nuova fase di maturità, capace di conciliare innovazione tecnologica e disciplina prudenziale.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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