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Stablecoin di Coinbase al centro dello scontro: nuovo stop al Digital Asset Market Clarity Act USA

Nel dibattito sulle regole per le criptovalute negli Stati Uniti, le stablecoin di Coinbase tornano al centro dello scontro politico con il nuovo compromesso sul Digital Asset Market Clarity Act.

Il nuovo testo di legge e la posizione di Coinbase

A gennaio, il CEO di Coinbase Brian Armstrong aveva già bloccato un precedente tentativo, dichiarando su X, alla vigilia di una seduta della Commissione bancaria del Senato, che l’exchange non poteva sostenere il disegno di legge.

L’intervento pubblico costrinse allora i senatori a rinviare la discussione. Ora, dopo la presentazione di un nuovo compromesso sul Digital Asset Market Clarity Act, la società sta inviando segnali di resistenza analoghi, alimentando una nuova fase di tensione con Washington.

Un compromesso che scontenta il settore

I senatori Thom Tillis e Angela Alsobrooks hanno annunciato il testo rivisto il 20 marzo, con l’appoggio esplicito della Casa Bianca. Il compromesso vieta le ricompense riconosciute semplicemente per il possesso di una stablecoin.

Inoltre, il disegno di legge consente solo incentivi basati sull’attività, legati a pagamenti o all’uso delle piattaforme. Le banche ottengono così la tutela principale richiesta, mentre per gli operatori crypto resta un margine operativo molto più ristretto.

Tuttavia, resta poco chiaro che cosa sarà considerato, in concreto, una ricompensa “basata sull’attività”. Secondo fonti vicine al testo, la definizione è ancora giudicata frustrantemente vaga dagli addetti ai lavori.

La proposta prevede che SEC, CFTC e Tesoro USA abbiano 12 mesi di tempo per definire in modo più preciso le regole. Detto ciò, questo orizzonte temporale non offre sollievo immediato a un’industria che chiede certezze regolamentari rapide.

Critiche dagli insider e prime reazioni

Alcuni rappresentanti del settore crypto presenti a una riunione a porte chiuse a Capitol Hill, lunedì, hanno giudicato il linguaggio del compromesso eccessivamente restrittivo. Secondo una fonte che ha partecipato alla prima lettura del testo, l’impressione iniziale è stata definita una delusione.

Nel frattempo, Bitcoin scambia a circa 70.749 dollari sul cambio BTCUSD, secondo i dati TradingView, a conferma di un mercato ancora tonico nonostante le incertezze regolatorie.

Cosa c’è in gioco per Coinbase

I numeri spiegano bene perché l’exchange stia opponendosi con forza. Nel terzo trimestre del 2025, i ricavi legati alle stablecoin rappresentavano circa il 20% degli utili complessivi della società.

Nel complesso, secondo le ricostruzioni, l’exchange avrebbe incassato circa 1,35 miliardi di dollari dalle stablecoin nel 2025, in gran parte grazie agli accordi di distribuzione di USDC con Circle.

Armstrong sostiene pubblicamente che le ricompense su USDC non costituiscono un prodotto di deposito, ma un meccanismo di condivisione dei ricavi derivanti dagli interessi sui Treasury detenuti a riserva.

Questa impostazione entra però in attrito con l’obiettivo del compromesso, che mira a limitare proprio le ricompense corrisposte per il mero possesso di token stabili, ridefinendo il perimetro consentito per gli incentivi agli utenti.

Stablecoin di Coinbase e frattura politica a Washington

Il nodo delle stablecoin di Coinbase si inserisce in una frattura politica più ampia. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha già criticato quelli che ha definito attori “recalcitranti” contrari al compromesso, sollecitando il Senato a un’approvazione entro la primavera.

Tuttavia, banche tradizionali, altre società crypto e Casa Bianca appaiono sempre più allineate sulla necessità di un quadro normativo, mentre Coinbase resta isolata su diverse parti chiave del disegno di legge.

Calendario fragile e ostacoli procedurali

Il testo deve superare ancora molte tappe prima di diventare legge. Serve innanzitutto un voto in aula al Senato, con una soglia di 60 voti, e poi la riconciliazione con la versione già approvata dalla Camera a luglio 2025.

Il senatore Bernie Moreno è stato chiaro: se il provvedimento non arriverà in aula entro maggio, il rischio è che ogni legislazione sulle criptovalute venga rinviata a dopo il ciclo di elezioni di metà mandato.

Inoltre, eventuali modifiche chieste dal Senato potrebbero riaprire il confronto con la Camera, allungando ulteriormente i tempi e aumentando il rischio di uno stallo legislativo prolungato.

Un mercato stabile, ma in attesa di regole

Il mercato globale delle stablecoin vale oggi circa 316 miliardi di dollari. Rispetto ai cicli precedenti, questo segmento è diventato cruciale tanto per la finanza decentralizzata quanto per la strategia dei grandi exchange.

Detto ciò, il disallineamento tra Coinbase e il fronte politico favorevole al compromesso aumenta l’incertezza su come verranno strutturati i prodotti di rendimento in dollari digitali nei prossimi mesi.

Per ora, il tempo gioca un ruolo centrale: l’orologio legislativo corre, ma la piattaforma ha chiarito di non essere ancora pronta a sostenere l’intesa, lasciando aperto il rischio di nuove tensioni su questo asse regolatorio.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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