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Causa Bored Ape chiusa: accordo Yuga Labs–Ryder Ripps e stop definitivo agli NFT RR/BAYC

Dopo quasi due anni di contenzioso, Yuga Labs ha raggiunto un accordo nella causa Bored Ape contro l’artista Ryder Ripps e il socio Jeremy Cahen, mettendo fine alla disputa sui token RR/BAYC.

La disputa legale sugli NFT RR/BAYC

La controversia nasce nel 2022, quando Yuga Labs cita in giudizio Ryder Ripps e il business partner Jeremy Cahen per una collezione NFT definita copia del Bored Ape Yacht Club. Il progetto contestato, denominato RR/BAYC, riprendeva le stesse immagini degli avatar originali.

Secondo l’accusa, i due avrebbero venduto token dall’aspetto quasi identico, sfruttando la notorietà della collezione principale per confondere gli acquirenti e incassare “milioni” facendo credere a un legame commerciale con Yuga. Tuttavia, la difesa ha sempre respinto questa ricostruzione.

Le argomentazioni di Ripps e le accuse a Yuga

Ripps ha definito il proprio progetto “espressive appropriation art”, una forma di appropriazione creativa a fini critici e concettuali. A suo dire, la collezione RR/BAYC costituiva una satira e doveva essere tutelata dal Primo Emendamento della Costituzione statunitense.

Inoltre, l’artista ha sostenuto che le opere originali del Bored Ape Yacht Club conterrebbero simboli nascosti razzisti e antisemiti. Yuga Labs ha respinto con forza queste accuse, giudicandole parte di una vera e propria campagna di molestie contro il marchio e la community del progetto.

La prima sentenza e il maxi risarcimento

Nel 2023, il giudice distrettuale federale John Walter si schiera con Yuga. In sentenza afferma che i token RR/BAYC potevano generare confusione nel mercato degli NFT, violando i diritti di marchio della società californiana.

Walter ordina a Ripps e Cahen di versare a Yuga quasi 9 milioni di dollari tra restituzione dei profitti, sanzioni e rimborso delle spese legali. Detto ciò, la vicenda non si chiude e la decisione viene impugnata dalla difesa davanti alla Corte d’Appello.

Il ruolo della Corte d’Appello del Nono Circuito

La Corte d’Appello del Nono Circuito interviene successivamente, modificando in modo sostanziale l’impianto della prima decisione. Pur respingendo larga parte dell’argomentazione di fair use proposta da Ripps, i giudici annullano il maxi risarcimento da 9 milioni di dollari.

La Corte stabilisce che una giuria dovrà pronunciarsi su un punto cruciale: capire se i compratori dei token RR/BAYC siano stati effettivamente tratti in inganno. Inoltre, questa pronuncia viene letta dagli analisti come un precedente importante sulla tutela dei marchi nel settore degli NFT.

Accordo extragiudiziale ed effetti pratici

L’intesa raggiunta consente ora di chiudere la causa Bored Ape senza arrivare al processo con giuria. Un deposito presso il tribunale federale della California propone ordini permanenti che vietano a Ripps e Cahen di utilizzare in futuro marchi, loghi o immagini riconducibili a Yuga Labs.

In pratica, per i due artisti scatta un divieto definitivo di sfruttare qualsiasi elemento visivo associato alla collezione originale. Tuttavia, i dettagli economici dell’accordo restano riservati: le parti non hanno reso pubblici gli eventuali importi o modalità del componimento.

Strategie difensive e mosse collaterali

Nel corso del contenzioso, Ripps aveva dichiarato di aver distrutto le chiavi private collegate al progetto RR/BAYC. Questa mossa, presentata come gesto politico e artistico, ha suscitato ulteriore attenzione mediatica attorno alla vicenda giudiziaria.

Yuga Labs ha chiesto alla corte di valutare possibili sanzioni per questa condotta, ritenendo la distruzione delle chiavi un ostacolo alla corretta esecuzione di eventuali ordini giudiziari. Nel complesso, la strategia difensiva di Ripps ha contribuito ad alzare il profilo pubblico del caso.

Il coinvolgimento di Jeremy Cahen e Not Larva Labs

Il coimputato Jeremy Cahen, noto online come Pauly0x, è a sua volta una figura di rilievo nella scena NFT. È il creatore del marketplace Not Larva Labs, il cui nome richiama in modo esplicito gli storici sviluppatori di CryptoPunks, Larva Labs.

Yuga Labs ha acquisito in passato la proprietà intellettuale dei CryptoPunks, elemento che ha reso ancora più delicata la scelta del marchio Not Larva Labs. In questo contesto, l’accordo Yuga Labs Ryder Ripps chiude uno dei fascicoli più osservati sulle cause legali Yuga Labs Bored Ape.

Un marchio simbolo dell’euforia NFT

La collezione Bored Ape Yacht Club è diventata uno dei brand più riconoscibili nel periodo di massimo entusiasmo del mercato degli NFT. Le immagini dei primati stilizzati hanno attirato acquirenti celebri e raggiunto prezzi tra i più alti dell’intero comparto digitale.

Rispetto ad altri progetti, le Bored Ape hanno rappresentato un simbolo della nuova economia degli asset digitali da collezione. Detto ciò, la causa RR/BAYC copia NFT ha mostrato quanto i conflitti su marchi e diritti possano incidere sulla gestione di queste proprietà intangibili.

Chiusura del contenzioso e prospettive future

Con il deposito dell’accordo l’8 aprile 2026, la disputa legale tra Yuga Labs, Ryder Ripps e Jeremy Cahen si considera formalmente conclusa. Non sono previsti ulteriori passaggi processuali, salvo nuovi sviluppi imprevedibili.

Nel complesso, questa vicenda ha contribuito a definire il quadro giuridico per i marchi nel settore NFT, pur senza un verdetto finale della giuria. Il dibattito su creatività, satira e diritti di proprietà intellettuale nel mondo digitale resta comunque aperto.

Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
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