In un contesto di crescita più debole e inflazione ancora sensibile, i tassi d’interesse restano al centro delle decisioni delle banche centrali e delle scelte di risparmio delle famiglie.
Summary
Il taglio del tasso SELIC in Brasile
La Banca centrale del Brasile ha ridotto il tasso SELIC di 25 punti base, portandolo al 14,50% al termine della riunione COPOM del 28-29 aprile 2026. La decisione è stata unanime e rappresenta il secondo taglio consecutivo da 25 punti base dall’avvio dell’attuale ciclo di allentamento, iniziato il mese precedente.
Tuttavia, il messaggio dell’istituto resta prudente. La banca centrale ha infatti segnalato che l’economia sta rallentando e che il mantenimento di tassi elevati per un periodo prolungato si sta trasmettendo all’economia reale. Allo stesso tempo, però, le previsioni sull’inflazione sono peggiorate e restano sopra l’obiettivo.
Per questo, il taglio dei tassi in Brasile non equivale a una svolta priva di rischi. Piuttosto, mostra il tentativo di bilanciare il rallentamento dell’attività economica con una dinamica dei prezzi che continua a richiedere attenzione. La prossima riunione della banca centrale brasiliana è prevista per il 16-17 giugno 2026.
I tassi BCE tra inflazione ed energia
Anche nell’area euro il dibattito sui tassi d’interesse resta aperto. Piero Cipollone, membro del board della BCE, ha affermato che la guerra in Medio Oriente ha aumentato la probabilità che la BCE debba “aggiustare” i tassi, soprattutto a causa dei maggiori prezzi dell’energia e dei rischi per l’inflazione.
Il quadro evidenzia quanto le decisioni sui tassi BCE dipendano non solo dalla domanda interna e dalla crescita, ma anche da shock esterni capaci di riaccendere le pressioni sui prezzi. Attualmente, il tasso sui depositi BCE è al 2,00%, mentre il tasso di rifinanziamento principale è al 2,15% e il tasso di rifinanziamento marginale al 2,40%.
Di conseguenza, il tasso di interesse della banca centrale continua a essere uno strumento centrale per gestire aspettative, costo del denaro e stabilità dei prezzi. Nel caso europeo, l’evoluzione del contesto geopolitico potrebbe quindi incidere sulle prossime valutazioni dell’istituto.
Come i tassi si riflettono sui depositi bancari
Le condizioni monetarie più restrittive si riflettono anche sui prodotti di risparmio. In Italia, diversi articoli rivolti al pubblico retail segnalano conti deposito con rendimenti fino al 4%, a conferma del fatto che le banche stanno usando tassi più elevati per attrarre liquidità in una fase di costo del denaro ancora sostenuto.
Inoltre, questo passaggio mostra gli effetti dei tassi sull’economia reale in modo concreto. Da un lato, i rendimenti più alti possono favorire i risparmiatori; dall’altro, un contesto di tassi elevati tende a incidere anche sul costo del credito per famiglie e imprese.
Un equilibrio ancora delicato
Nel complesso, i tassi e inflazione restano legati da un equilibrio fragile. Il Brasile ha già avviato un percorso di riduzione del tasso guida, ma in presenza di previsioni inflattive ancora deteriorate. La BCE, invece, monitora un contesto in cui il fattore energetico può modificare il sentiero dei tassi di riferimento.
Intanto, il mercato bancario trasferisce parte di queste dinamiche ai risparmiatori, soprattutto attraverso tassi sui depositi bancari più competitivi. È proprio in questa trasmissione, tra politica monetaria ed economia quotidiana, che si misura oggi l’impatto reale dei tassi d’interesse.

