Nei mesi scorsi si è verificato un vero e proprio boom del trading dell’oro tokenizzato.
Infatti secondo i dati di CoinGecko nel solo primo trimestre del 2026 l’oro tokenizzato ha generato un volume di scambi superiore a quello dell’intero 2025.
L’oro tokenizzato viene sempre più scambiato sugli exchange crypto perchè di fatto è diventato una sorta di alternativa alle criptovalute, per certi versi.
Summary
L’oro tokenizzato
L’oro tokenizzato non è altro che oro vero, fisico, che però si può scambiare sugli exchange crypto sotto forma di token.
Infatti le società che immettono sul mercato token legati all’oro detengono presso le proprie riserve una quantità d’oro fisico pari a quella dei token immessi sul mercato.
Questo mercato però è dominato da soli due token: XAUT di Tether e PAXG di Pax.
Entrambi i token hanno lo stesso prezzo di un’oncia d’oro spot, ovvero il prezzo di riferimento del gold sui mercati finanziari, ed hanno una capitalizzazione di mercato molto simile: quasi 2,8 miliardi di dollari per XAUT, e quasi 2,2 miliardi per PAXG.
Sono inoltre scambiabili su molti exchange, compresi quelli decentralizzati.
A fronte di una capitalizzazione totale di circa 5,5 miliardi di dollari del mercato dell’oro tokenizzato, XAUT e PAXG da sole capitalizzano complessivamente quasi 5 miliardi di dollari, ovvero quasi il 90% di questo mercato.
I volumi
Secondo i dati di CoinGecko, nei soli primi tre mesi dell’anno in corso l’oro tokenizzato ha generato volumi di scambio pari a quasi 91 miliardi di dollari, mentre in tutto il 2025 si era fermato a meno di 85.
In realtà l’impennata era già iniziata l’anno scorso, ma solo dopo il mese di agosto. Si sono però verificate in tutto tre impennate da allora, una per l’appunto ad agosto 2025, una seconda a novembre, ed una terza, ancora più grande, tra fine gennaio ed inizio febbraio 2026.
Va però specificato che il primo trimestre si è concluso il 31 marzo, e da allora i volumi sononun po’ scesi. Sono però rimasti sui livelli elevati di inizio gennaio, ovvero quelli precedenti all’ultima impennata, che ha avuto durata molto breve.
Ovviamente tutto ciò è legato all’andamento del prezzo dell’oro, ma molto probabilmente anche al bear-market crypto, dato che molti trader crypto hanno ridotto di molto i volumi di scambio sulle criptovcalute.
Ad esempio, la principale coppia di scambio spot al mondo tra Bitcoin e USDT è passata dai quasi 3 miliardi di dollari di scambi giornalieri a fine 2024 agli attuali 1,4. In altre parole in un anno e mezzo i suoi volumi sono dimezzati. Di sicuro sulle altcoin minori il calo è stato decisamente maggiore.
Invece prendendo come riferimento la principale coppia di scambio spot di oro tokenizzato con USDT, nel medesimo periodo si è passati da meno di 4 milioni di dollari a più di 23. Inoltre a marzo la media giornaliera ha superato persino i 30 milioni.
Pur trattandosi nel complesso di volumi ancora molto contenuti, la crescita è strabiliante.
Tanto per avere un punto di riferimento, sui future sull’oro sulle borse tradizionali la media giornaliera sfiora i 900 milioni di dollari.
Il prezzo dell’oro
Proprio ad inizio 2025 il prezzo dell’oro ha iniziato la sua ultima corsa, per ora conclusa a gennaio 2026 con i nuovi massimi storici.
In un anno il prezzo è passato da 2.600$ ad oltre 5.500$ l’oncia, per poi ridiscendere agli attuali 4.660$.
Il primo boom dei volumi di scambio dell’oro tokenizzato è avvenuto in contemporanea con il superamento del prezzo di 3.500$ l’oncia, mentre il secondo in contemporanea al superamento dei 4.000$.
Quando poi a gennaio 2026 ha superato in un solo mese prima i 5.000$ e poi i 5.500$ c’è stato l’ultimo boom degli scambi, durato però solamente poco più di una settimana.
A dire il vero c’è stata anche una quarta piccola impennata a marzo, ovvero durante la caduta del prezzo dell’oro da 5.300$ a 4.200$ l’oncia.
Questo rende abbastanza evidente che a spingere gli scambi di oro tokenizzato siano proprio i movimenti repentini del prezzo, che solitamente invece sono abbastanza rari sull’oro.
Inoltre non va dimenticato che a scambiare oro tokenizzato sugli exchange crypto sono quasi esclusivamente investitori (o speculatori) retail, mentre le balene istituzionali preferiscono altri asset su altri mercati, come ad esempio i future sulle borse tradizionali.
Previsioni
Confrontando i volumi medi giornalieri dei future sull’oro sulle borse tradizionali, con quelli dell’oro tokenizzato sugli exchange crypto, si scopre che le balene istituzionali erano molto operative già un anno fa, a maggio 2025.
Mentre da allora i volumi di scambio sui future sull’oro sulle borse tradizionali sono solamente aumentati di poco più del 40%, e poi tornati sui livelli di un anno fa, quelli dell’oro tokenizzato sugli exchange crypto sono prima aumentati di quasi il 500%, e poi scesi solo di poco.
Ciò porta a credere che le balene istituzionali non abbiano più aperto posizioni long di lungo periodo sull’oro sopra quei 3.500$ l’oncia che hanno dato il via al boom degli scambi dell’oro tokenizzato, e probabilmente non hanno più nemmeno aperto posizioni long di medio periodo sopra i 4.000$.
In effetti per ora hanno avuto ragione, dato che sono stati soprattutto i retail a comprare oro sopra i 4.000$ l’oncia, mentre le balene a quei prezzi invece vendevano.
Resta però da capire se la corsa dell’oro possa prima o poi ricominciare, perchè secondo diversi analisti le potenzialità per un’ultima bullrun ci sono, anche se molto probabilmente decisamente più piccola di quella dell’anno scorso.

