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Approvazione del Clarity Act: settore crypto in febbrile attesa

Il settore crypto è in febbrile attesa dell’approvazione del Clarity Act statunitense. 

Ieri ad esempio il CEO di Tether, Paolo Ardoino, ha pubblicato un post esplitico: “il Clarity Act sta arrivando”. 

Il fatto è che da un lato l’approvazione sembra effettivamente possibile nel giro di un tempo relativamente breve, e dall’altro l’effetto positivo sul settore crypto americano, e mondiale, potrebbe essere significativo. 

Approvazione del Clarity Act

Oggi il Banking Committee del Senato USA terrà una sessione di emendamenti e voto sulla versione aggiornata del disegno di legge Digital Asset Market Clarity Act. 

La bozza definitiva del testo che verrà messo al voto oggi è stata resa pubblica solo pochi giorni fa, e include regole su stablecoin, divisione di competenze tra SEC e CFTC, protezioni per gli sviluppatori DeFi, classificazione di asset digitali e misure anti-illeciti.

Il disegno di legge è già stato approvato dalla Camera, addirittura nel luglio dell’anno scorso, con voto bipartisan, ma una volta arrivato al Senato il suo iter si è bloccato. 

Ad esempio sono stati presentati più di 100 emendamenti, probabilmente con il chiaro intento di frenarne o bloccarne l’approvazione. Non solo c’è la contrarietà di un folto gruppo di democratici, ma ci sono anche lobby bancarie contrarie ad alcuni punti, come ad esempio i rendimenti delle stablecoin. 

Dopo una parziale mediazione però si è arrivati ad una bozza emendata del testo, ed oggi il comitato del Senato che si occupa di questioni finanziarie la dovrà approvare o bocciare. 

Va detto però che anche in caso di voto favorevole, non si tratterà affatto dell’approvazione definitiva. 

Infatti il voto di oggi serve solo per approvare la bozza definitiva del testo da mandare al Senato stesso per il voto, perchè non è certo il Banking Committee che può legiferare. 

Inoltre anche in caso di approvazione oggi della bozza, e di successivo voto favorevole del Senato (che però dovrà essere bipartisan), per diventare legge il Clarity Act dovrà ancora fare un ultimo passaggio alla Camera, dato che il testo è stato emendato, e poi in caso di approvazione definitiva occorrerà anche la firma del Presidente, che però pare scontata. 

L’attesa del settore crypto

L’attesa del settore crypto è febbrile. 

Già l’eventuale approvazione odierna della bozza del testo sarebbe un gran passo in avanti, perchè così come la Camera aveva approvato la prima bozza con voto bipartisan, se la bozza approvata dal Banking Committee arriverà al Senato è possibile che questo la approvi. 

Presumibilmente però occorreranno ancora dei giorni, così come per il successivo ulteriore (e si spera definitivo) passaggio alla Camera, che probabilmente non sarà affatto immediato. 

Secondo molti operatori del settore crypto, il Clarity Act potrebbe essere un catalizzatore enorme per l’adozione istituzionale e la chiarezza regolatoria delle criptovalute negli USA, e di conseguenza anche nel resto del mondo.

Tecnicamente infatti rappresenterebbe il primo framework regolatorio completo per gli asset digitali negli USA, tanto che il settore crypto americano lo considera un punto di svolta storico, grazie al passaggio dal “regolamento per enforcement” a regole chiare e prevedibili. 

Le conseguenze

Innanzitutto il Clarity Act dovrebbe portare negli USA chiarezza regolatoria sulle crypto e divisione netta tra i compiti della SEC e quelli della CFTC.

Va ricordato che il settore crypto statunitense è il più importante al mondo, tra quelli delle varie nazioni, non fosse altro per il fatto che tutti i principali ETF crypto sono gestiti e scambiati da operatori statunitensi sul mercato americano. 

Il Clarity Act dovrebbe far cessare l’incertezza che ha frenato per anni gli investimenti istituzionali nel settore crypto negli USA. 

Inoltre Bitcoin, Ethereum, e criptovalute simili diverranno giuridicamente delle come commodity decentralizzate, e questo dovrebbe giovare soprattutto a quelle legate a blockchain mature con ampio utilizzo, esteso network, e relativa bassa concentrazione del possesso dei token. 

Il Clarity Act potrebbe persino portare maggiore liquidità sul mercato crypto, grazie a più ETF e più adozione da parte di banche e fondi. 

Norme specifiche

Le norme specifiche più interessanti sembrano essere quelle relative alle stablecoin, come attesta la febbrile attesa di Tether. 

Ad esempio ci sarà l’obbligo di possedere riserve 1:1 e di avere una supervisione chiara per gli emittenti. 

Sarà introdotto un divieto di yield o interessi passivi sulle stablecoin detenute dai clienti USA. Saranno permessi solo reward legati ad attività reali (pagamenti, trasferimenti, eccetera).

Ciò dovrebbe generare più sicurezza e fiducia per gli investitori retail, ma meno appeal per chi usava stablecoin per yield farming passivo (cosa fortemente voluta dalla lobby bancaria).

Altre norme specifiche riguarderanno la DeFi.

Ad esempio non verranno più considerati money transmitter gli sviluppatori open-source, i wallet non-custodial, e gli operatori di nodi e protocolli DeFi, a meno che non controllino i fondi degli utenti. Saranno però previste eccezioni solo per chi aiuta deliberatamente attività criminali.

In questo modo migliaia di sviluppatori USA potranno innovare senza rischiare sanzioni o pene giudiziarie. 

Conclusione

Per il settore crypto l’approvazione del Clarity Act potrebbe essere un enorme boost di legittimità e crescita a lungo termine, mentre per gli investitori retail dovrebbe aumentare la sicurezza grazie ad una riduzione delle pratiche a rischio. 

Per le aziende crypto invece sarà possibile ottenere maggiore compliance, e via libera per scalare.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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