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Causa Hedera Exponential Science: a New York scontro su 76 milioni

La causa Hedera Exponential Science è arrivata alla Supreme Court di New York e mette al centro una disputa potenzialmente da decine di milioni di dollari sui fondi grant destinati alla crescita dell’ecosistema Hedera. Secondo l’atto depositato il 15 maggio 2026 con Index No. 652870/2026, Hedera Hashgraph, LLC ha citato in giudizio Exponential Science Foundation (Cayman Islands), Exponential Science Capital (Cayman Islands), Exponential Science OpCo (Cayman Islands) ed Exponential Science Foundation (Switzerland).

Il caso nasce da un Grant Agreement firmato il 14 agosto 2022 per finanziare programmi di ricerca, educazione e innovazione legati alla rete Hedera e sostenuti attraverso HBAR. Nella ricostruzione contenuta nel ricorso, Hedera sostiene di aver esercitato il diritto di recesso il 25 febbraio 2026, con efficacia dal 26 maggio 2026, chiedendo la restituzione dei fondi non spesi o non impegnati.

Il punto di rottura, secondo la società, è la mancata restituzione degli unspent grant funds dopo la cessazione del contratto. Hedera contesta anche il trasferimento del 98% degli asset di ESF Cayman verso controllate e affiliate. Se il giudice darà peso a questa ricostruzione, la causa Hedera Exponential Science potrebbe diventare un caso importante per tutto il settore crypto: non solo per i grant, ma anche per la loro custodia, rendicontazione e restituzione.

Che cosa sostiene Hedera nella causa contro Exponential Science

Nel testo della causa, Hedera afferma che l’accordo obbligava ESF Cayman a restituire prontamente a Hedera gli Uncommitted Grant Funds una volta terminato il rapporto. La controversia riguarda quindi non solo l’uso dei fondi, ma soprattutto la loro qualificazione al momento della chiusura del grant.

Hedera collega il contenzioso a un programma di finanziamento ampio. Nel fascicolo si legge che il primo tranche funding ammontava a $12,753,333 worth of HBAR, mentre il potenziale totale del grant poteva arrivare fino a $161,860,000 worth of HBAR. Un successivo emendamento del 5 settembre 2024 avrebbe poi autorizzato un’ulteriore distribuzione da $33,800,000 worth of HBAR.

Perché conta? Perché qui non si discute solo di un pagamento mancato, ma di una struttura di finanziamento dell’ecosistema Hedera che tocca grant, governance, trasferimenti infra-gruppo e responsabilità tra entità collegate. Quando un progetto Web3 finanzia la crescita del proprio network con token nativi, la chiarezza sulle regole di restituzione diventa essenziale quanto l’erogazione iniziale.

Il rapporto di grant e la terminazione del contratto

Il ricorso ricostruisce una relazione iniziata nel 2022, quando Hedera selezionò la DLT Science Foundation come beneficiaria nell’ambito di una richiesta di proposte per fondazioni interessate a usare fondi HBAR per promuovere l’adozione del network. L’accordo fu inizialmente concluso con DSF OpCo, Ltd., poi, secondo la documentazione, nel giugno 2024 tutti i diritti e gli obblighi sarebbero stati assegnati a Exponential Science Foundation (Cayman Islands).

Un passaggio chiave riguarda le clausole di uscita. Hedera sostiene che il contratto le consentisse di terminare il Grant Agreement con 90 giorni di preavviso, “for any reason or no reason at all”. Dopo la comunicazione del 25 febbraio 2026, la società avrebbe chiesto dati finanziari aggiornati per determinare l’ammontare dei fondi da restituire.

La causa segnala anche il quadro giuridico scelto dalle parti. Il ricorso indica New York County come sede del procedimento sulla base di una clausola contrattuale e richiama NY GOB § 5-1402, sostenendo che l’accordo riguarda una transazione superiore a $1,000,000 e contiene clausole di scelta della legge e del foro di New York.

Questo elemento pesa molto nel dossier: una disputa su grant in HBAR tra soggetti con base tra Cayman e Svizzera finisce davanti a un tribunale statale di New York. È un segnale chiaro di come i contratti del mondo crypto cerchino ancora ancoraggi giuridici tradizionali, soprattutto quando in gioco ci sono cifre elevate e strutture societarie internazionali.

I trasferimenti di asset contestati da Hedera

La parte più delicata del ricorso riguarda i movimenti patrimoniali attribuiti a ESF Cayman. Hedera sostiene che, dopo aver chiesto la documentazione finanziaria in vista della chiusura del rapporto, abbia ricevuto dati che mostravano un drastico calo degli asset.

Secondo quanto riportato nel fascicolo, al 31 dicembre 2025 “DSF & ESF” avrebbero avuto asset complessivi per circa $70.3 million, tra HBAR, stablecoins, other cryptocurrencies e valute fiat. Al 31 marzo 2026, il bilancio di ESF Cayman avrebbe mostrato asset scesi da circa $69 million a meno di $1 million. ESF Cayman avrebbe spiegato di aver trasferito il 20 ottobre 2025 circa $76 million in fondi a ES Capital, ES OpCo ed ESF Switzerland.

Nel dettaglio, il ricorso attribuisce a questi spostamenti $52.7 million verso ES Capital, $19.9 million verso ES OpCo e $3.4 million verso ESF Switzerland. È da qui che nasce una delle accuse centrali della causa Hedera Exponential Science: la presunta scelta di trasferire il 98% degli asset a soggetti collegati per svuotare la capacità patrimoniale dell’entità principale.

Hedera sostiene inoltre che ESF Cayman avrebbe continuato a riportare in precedenza conti consolidati delle entità Exponential Science, per poi sostenere, al momento della terminazione del contratto, che tali entità non operavano come un’unica unità. Questo passaggio è strategico, perché nel contenzioso può incidere sulla lettura del perimetro effettivo dei fondi grant e sulla responsabilità delle altre società convenute.

Perché la disputa sui fondi HBAR va oltre il singolo caso

La contesa per fondi di sovvenzione non spesi ha una portata che va oltre l’esito economico immediato. Il ricorso richiama espressamente HBAR funding, la Hedera public distributed ledger e una gestione del treasury distribuita tra più entità. In sostanza, il caso mette a confronto due logiche opposte: da un lato la flessibilità operativa tipica delle organizzazioni Web3, dall’altro la rigidità delle clausole contrattuali quando il rapporto si interrompe.

Per investitori e operatori crypto, il messaggio è chiaro. I grant in token non sono solo incentivi alla crescita; possono trasformarsi in un’area di rischio legale quando la definizione di “fondi impegnati”, il tracciamento delle risorse e i trasferimenti intercompany non sono allineati con ciò che il contratto prevede in fase di recesso.

C’è anche un effetto reputazionale. Hedera è uno degli ecosistemi che hanno investito di più nella costruzione di programmi strutturati attorno a HBAR. Se una disputa sui grant arriva a chiedere un accounting completo dei fondi, misure ingiuntive e danni per decine di milioni, il tema della trasparenza finanziaria diventa subito centrale per tutte le fondazioni e i veicoli che operano con treasury crypto.

Le domande legali sul tavolo a New York

Sul piano giuridico, Hedera formula quattro domande principali: breach of contract, breach of the duty of good faith and fair dealing, unjust enrichment e declaratory judgment. Sono i quattro capi di domanda elencati nel ricorso, accanto alla richiesta di superare la separazione societaria tra alcune entità per attribuire responsabilità anche a soggetti collegati.

La società chiede al tribunale:

  • danni monetari per decine di milioni di dollari
  • relief di natura equitativa
  • un full accounting di tutti i Grant Funds, della loro collocazione, dei loro impegni e delle spese
  • misure preliminari e permanenti per impedire ai convenuti di spendere, impegnare, vincolare o altrimenti disporre degli Uncommitted Grant Funds

Il cuore della disputa resta nella definizione operativa di Uncommitted Grant Funds. Hedera sostiene che i fondi non spesi dovessero essere restituiti anche se trasferiti a controllate al 100% o ad altre entità indicate nell’Appendix 3 dell’accordo emendato. Nel ricorso, questa interpretazione viene rafforzata dal riferimento alla gestione unitaria della “Liquid Treasury” tra ESF Cayman e le entità collegate.

Anche la scelta del foro conta. La causa per breach of contract New York non è solo una formalità procedurale: è il meccanismo con cui un contratto Web3 cerca esecutività e certezza. In presenza di strutture globali, il forum selection clause può diventare il vero campo di battaglia prima ancora del merito economico.

I nomi coinvolti e il contesto societario

Nel fascicolo compaiono anche alcuni riferimenti personali e organizzativi che aiutano a leggere la struttura del caso. Gli avvocati di Hedera sono Stephen D. Palley, Daniel L. Sachs e Johanna P. Fay di Brown Rudnick LLP. Tra i nomi citati nel ricorso figurano Paolo Tasca, indicato come Executive Chairman di ESF Cayman e President di ESF Switzerland, e Nikhil Vadgama come rappresentante delle entità Exponential Science.

La causa richiama inoltre una serie di collegamenti interni tra le entità convenute. ES Capital ed ES OpCo vengono descritte come controllate integralmente da ESF Cayman, mentre ESF Switzerland è presentata come affiliata con leadership sovrapposta. È su questo impianto che Hedera fonda parte della propria strategia per tentare di estendere la responsabilità oltre la sola fondazione delle Cayman.

Il fascicolo cita anche la presenza di rappresentanti Exponential Science a un Hedera Council meeting a New York tra l’8 e il 10 maggio 2024 e menziona un programma del settembre 2025 alla Columbia University finanziato attraverso il grant. Sono elementi che il ricorso usa per rafforzare il legame con New York.

Perché la causa Hedera Exponential Science interessa il mercato crypto

La causa Hedera Exponential Science mostra come un grant in HBAR possa trasformarsi in una disputa societaria complessa, con profili contrattuali, patrimoniali e di giurisdizione internazionale. Per il mercato, il punto centrale è semplice: i fondi di sovvenzione devono essere tracciabili, separabili e restituiti quando il contratto lo prevede.

In questa vicenda, Hedera chiede al tribunale di New York di leggere in modo rigoroso il rapporto tra grant agreement, trasferimenti di asset e responsabilità delle entità collegate. Sarà il giudice a stabilire se la struttura descritta nel ricorso regga davvero davanti alla legge e al testo del contratto.

Cosa può cambiare ora per Hedera e per l’ecosistema grant crypto

A questo punto la vicenda entra in una fase che sarà osservata da vicino non solo dai soggetti coinvolti, ma anche da chi finanzia innovazione Web3 tramite token treasury. La richiesta di un accounting completo e di misure ingiuntive segnala che la priorità di Hedera non è soltanto ottenere un risarcimento, ma ricostruire con precisione dove siano finiti i fondi e con quali vincoli siano stati spostati.

Per il mercato, la lezione è immediata: i grant crypto non vivono in una zona grigia fuori dal diritto commerciale classico. Quando il contratto prevede restituzione dei fondi non impegnati, scelta del foro e legge applicabile, il contenzioso può seguire binari molto tradizionali anche se gli asset in gioco sono HBAR, stablecoins e altre criptovalute.

Ed è proprio questo il passaggio più interessante della vicenda: un ecosistema nato per accelerare l’innovazione si ritrova ora a misurarsi con le stesse domande che dominano i grandi contenziosi societari — chi controlla i fondi, chi ne risponde davvero e cosa succede quando la struttura del gruppo diventa parte della lite.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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