HomeBlockchainSicurezzaRischi cybersecurity dell'AI: FINMA mobilita il 95% dei mercati globali

Rischi cybersecurity dell’AI: FINMA mobilita il 95% dei mercati globali

I regolatori finanziari di tutto il mondo stanno correndo ai ripari. La minaccia non viene più solo dai mercati instabili o dalle crisi di liquidità: viene dall’intelligenza artificiale, che sta moltiplicando la velocità e la sofisticazione degli attacchi informatici contro banche e istituzioni finanziarie. A lanciare l’allarme — e a tracciare la via d’uscita — è Marlene Amstad, presidente della FINMA, l’autorità svizzera di vigilanza sui mercati finanziari, in un’intervista rilasciata il 26 giugno 2026 a Reuters. Il messaggio è diretto: chi supervisiona i mercati deve adottare le stesse tecnologie che minacciano il sistema, prima che sia troppo tardi. I rischi cybersecurity dell’AI non aspettano.

Punti chiave

  • Marlene Amstad, presidente FINMA, avverte che gli hacker accelerano grazie all’AI e le banche devono correggere le vulnerabilità più rapidamente.
  • FINMA ha contribuito a creare un forum internazionale sotto IOSCO che riunisce autorità di vigilanza responsabili di circa il 95% dei mercati finanziari globali.
  • Un hackathon ha riunito circa 100 esperti di policy e tecnologia per sviluppare strumenti di supervisione dei mercati crypto.
  • Il governo degli Stati Uniti ha ordinato ad Anthropic di sospendere le esportazioni dei modelli AI Mythos e Fable per ragioni di sicurezza nazionale.
  • La società cinese 360 Security Technology ha sviluppato un’alternativa domestica al modello Mythos.

FINMA guida un forum internazionale per l’AI nella regolamentazione finanziaria

Il punto di partenza è un’intuizione semplice ma potente: i regolatori non possono combattere l’AI con gli strumenti del passato. Per questo la FINMA ha contribuito a costruire un forum internazionale all’interno della International Organization of Securities Commissions (IOSCO), l’organismo che stabilisce gli standard per la regolamentazione dei mercati a livello mondiale.

L’obiettivo del forum è promuovere l’adozione dell’intelligenza artificiale tra le autorità di vigilanza. Non si tratta di un progetto di nicchia: le istituzioni che vi partecipano sono responsabili di circa il 95% dei mercati finanziari globali. Una copertura che trasforma questa iniziativa in qualcosa che assomiglia molto a un coordinamento sistemico, più che a una semplice collaborazione tecnica.

Amstad presiede il forum e ne incarna la filosofia: la supervisione deve evolvere alla stessa velocità delle minacce. Non è retorica. È una risposta operativa a un problema concreto.

Un hackathon per costruire strumenti di supervisione crypto

La teoria si è tradotta in pratica questa settimana. Circa 100 specialisti tra esperti di policy e tecnologi si sono riuniti per un hackathon dedicato alla supervisione dei mercati delle criptovalute, con l’obiettivo di costruire insieme nuovi strumenti di controllo. L’evento, citato direttamente da Amstad nell’intervista, segna un passaggio importante: i regolatori non si limitano più ad analizzare le tecnologie esistenti, ma iniziano a produrre le proprie.

Tra le direzioni esplorate c’è anche la possibilità di incorporare misure di sicurezza direttamente nei sistemi di asset digitali — un approccio che sposterebbe il controllo a monte, dentro le infrastrutture stesse, invece di intervenire solo a posteriori.

Accelerare l’adozione tecnologica per fronteggiare i rischi di cybersecurity

«Man mano che gli hacker si muovono più velocemente, le banche devono adattarsi correggendo le vulnerabilità in modo più rapido», ha dichiarato Amstad nell’intervista. Una frase che vale come principio operativo. Il problema non è solo tecnologico: è di velocità di reazione.

I rischi cybersecurity legati all’AI stanno accelerando perché i modelli di intelligenza artificiale, paradossalmente, sono anche strumenti efficaci per individuare vulnerabilità nei software — e quindi per sfruttarle. Questo crea un circolo vizioso: più l’AI avanza, più le superfici di attacco si allargano, e più le istituzioni finanziarie sono esposte.

La risposta della FINMA è duplice. Da un lato, spingere per un’adozione rapida di tecnologie di difesa nelle banche. Dall’altro, costruire a livello internazionale una capacità regolatoria all’altezza del momento. La Svizzera, in questo quadro, vuole mantenere l’accesso ai modelli AI più avanzati disponibili: «La Svizzera deve conservare l’accesso ai modelli AI più avanzati», ha sottolineato Amstad, aggiungendo che l’intelligenza artificiale sarà determinante per rafforzare i sistemi prima che vengano messi in produzione.

Le tensioni geopolitiche attorno ai modelli AI

Il quadro si complica quando entra in gioco la dimensione geopolitica. Questo mese il governo degli Stati Uniti ha ordinato ad Anthropic di sospendere le esportazioni dei suoi ultimi modelli AI — Mythos e Fable — citando preoccupazioni di sicurezza nazionale. Una mossa che ha effetti immediati anche sull’accesso dei regolatori europei a strumenti che potrebbero essere rilevanti per la loro operatività.

Nel frattempo, dall’altra parte del mondo, la risposta cinese non si è fatta attendere. La società di cybersecurity 360 Security Technology ha annunciato questa settimana di aver sviluppato un’alternativa domestica al modello Mythos. Una mossa che si inserisce nella più ampia competizione tecnologica tra grandi potenze, con i modelli AI che diventano asset strategici alla pari delle risorse energetiche o delle infrastrutture critiche.

Vulnerabilità software e rischi operativi nei sistemi finanziari

L’esperienza con modelli come Mythos ha fatto emergere vulnerabilità nel software che aumentano i rischi di cybersecurity e di sicurezza nazionale. I rischi AI in finanza non sono più ipotetici: si manifestano come falle operative reali, che i regolatori devono imparare a rilevare e neutralizzare prima che vengano sfruttate da attori malevoli.

Questa consapevolezza spinge verso una nuova filosofia regolatoria: non è sufficiente stabilire regole sull’uso dell’AI, bisogna anche dotarsi degli strumenti per verificarne l’applicazione e per rispondere quando qualcosa va storto.

Perché questo cambia il modo in cui funziona la supervisione finanziaria

L’iniziativa FINMA-IOSCO e il progetto hackathon rivelano una trasformazione strutturale nel modo in cui le autorità di vigilanza concepiscono il loro ruolo. Per decenni, i regolatori hanno operato principalmente come controllori ex post: analizzavano i dati, verificavano la conformità, applicavano sanzioni. L’era dell’AI richiede un approccio completamente diverso.

I regolatori devono diventare costruttori di tecnologia, oltre che utilizzatori. Devono anticipare le vulnerabilità, non solo catalogarle. E devono farlo in un contesto in cui i confini tra sicurezza informatica, stabilità finanziaria e sicurezza nazionale sono sempre più sfumati.

Il fatto che un forum che copre il 95% dei mercati globali stia lavorando su questi temi in modo coordinato è un segnale forte. Non una rassicurazione — il problema rimane aperto e complesso — ma la prova che il settore ha almeno compreso l’urgenza del momento. La prossima domanda è se la velocità di adozione dei regolatori riuscirà davvero a tenere il passo con quella degli attaccanti.

FAQ

Perché la FINMA insiste sull’adozione rapida di nuove tecnologie nelle istituzioni finanziarie?

Marlene Amstad ha spiegato che gli hacker si muovono sempre più velocemente grazie all’AI, e che le banche devono rispondere correggendo le vulnerabilità con la stessa rapidità. Il ritardo nell’adozione tecnologica si traduce direttamente in un’esposizione maggiore ai rischi cybersecurity dell’AI.

Qual è la portata del forum internazionale creato da FINMA sotto IOSCO?

Il forum promuove l’adozione dell’intelligenza artificiale tra le autorità di supervisione che nel complesso coprono circa il 95% dei mercati finanziari mondiali. Si tratta di uno degli sforzi di coordinamento regolatório più ampi mai avviati sul tema dell’AI nella finanza.

Cosa è emerso dall’hackathon recente organizzato dai regolatori?

Circa 100 esperti di policy e tecnologia si sono riuniti per costruire nuovi strumenti dedicati alla supervisione dei mercati crypto. L’evento ha anche esplorato la possibilità di incorporare misure di sicurezza direttamente nei sistemi di asset digitali.

Quali problemi di cybersecurity hanno evidenziato modelli AI come Mythos di Anthropic?

Secondo quanto dichiarato da Amstad, l’esperienza con questi modelli ha messo in luce vulnerabilità software che aumentano i rischi operativi, di cybersecurity e di sicurezza nazionale nelle istituzioni finanziarie.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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