Quando Visa, Mastercard, BlackRock, Google, Stripe, Coinbase e Shopify si siedono allo stesso tavolo per lanciare insieme un progetto, il mercato tende ad ascoltare. Stavolta lo fanno per dare vita a Open USD, una stablecoin progettata per muovere denaro su scala globale, senza commissioni di emissione e senza limiti di volume. Il messaggio è chiaro: le stablecoin esistenti non bastano più per le esigenze delle aziende moderne, e la stablecoin Open USD vuole colmare quel vuoto diventando l’infrastruttura di pagamento digitale per l’economia del futuro.
Summary
Punti chiave
- Open USD è una nuova stablecoin per pagamenti globali: le aziende possono emettere e riscattare token senza costi e senza limiti di volume.
- I partner guadagnano dai rendimenti delle riserve di Open USD, al netto di una piccola commissione di gestione operativa.
- La governance è affidata a Open Standard, una società indipendente con un consiglio composto dai partner stessi.
- Oltre 140 aziende di diversi settori hanno già aderito, tra cui Visa, Mastercard, BlackRock, Google, Coinbase e Shopify.
- Open USD sarà la stablecoin predefinita su Stripe e dovrebbe essere attiva entro la fine dell’anno.
Una nuova stablecoin per i pagamenti globali
Le stablecoin hanno guadagnato terreno rapidamente negli ultimi anni grazie alla loro velocità, ai costi ridotti e alla programmabilità. Secondo i dati citati da Open Standard con riferimento al report a16z Crypto 2025, il volume transazionale delle stablecoin si avvicina ormai a quello della rete ACH negli Stati Uniti. Eppure le aziende si scontrano ancora con ostacoli concreti: le commissioni per emettere e riscattare le stablecoin più diffuse diventano proibitive ad alti volumi, e le società non sempre riescono a beneficiare dei rendimenti generati dalle riserve sottostanti.
Open USD nasce per rispondere a questi problemi con tre principi fondamentali. Il primo è la scalabilità: nessun costo di minting o redemption, nessun limite artificiale sui volumi. Il secondo è la condivisione economica: i partner ricevono tutti i proventi delle riserve, meno una piccola fee per coprire i costi operativi. Il terzo è la governance collettiva.
Caratteristiche principali e principi di design
La scelta di azzerare i costi di emissione e rimborso non è solo un dettaglio tecnico: è una scelta strategica che punta a eliminare la barriera economica che oggi scoraggia l’adozione delle stablecoin su larga scala da parte delle imprese. Molte soluzioni esistenti penalizzano i volumi elevati, rendendo di fatto l’utilizzo massiccio poco conveniente per le grandi piattaforme.
Open USD vuole essere, nelle parole degli stessi promotori, “aperta, a basso costo, ad alto throughput, ampiamente accessibile e allineata agli interessi delle aziende che la fanno crescere.” Una stablecoin, insomma, costruita non per un singolo emittente ma per un ecosistema industriale.
Tempistiche di lancio e obiettivi
Il lancio ufficiale di Open USD è previsto entro la fine del 2025, anche se una data precisa non è stata ancora comunicata. L’obiettivo dichiarato è costruire un’infrastruttura pensata non per i volumi dell’economia del 2026, ma per quelli dell’economia del 2040, secondo le parole di Stripe, che ha definito Open USD la stablecoin predefinita per tutte le imprese che operano sulla propria piattaforma.
Governance collaborativa e modello di ricavi
Il modello di governance è uno degli aspetti più innovativi di Open USD. La stablecoin sarà gestita da Open Standard, una società indipendente il cui consiglio di amministrazione è composto direttamente dai partner aderenti. Questo significa che le decisioni strategiche non saranno nelle mani di un singolo emittente privato, ma del collettivo delle aziende che usano e fanno crescere il token.
Governance di Open Standard e consiglio dei partner
La struttura di Open Standard è pensata per evitare che interessi particolari possano distorcere lo sviluppo del progetto. Con i partner rappresentati nel board, ogni decisione — dalla gestione delle riserve alle modifiche del protocollo — riflette l’interesse collettivo dell’ecosistema. È un modello raro nel mondo delle stablecoin, dove di solito è un singolo emittente a controllare il destino del token.
Questo approccio alla governance condivisa è anche una risposta alle critiche mosse alle stablecoin esistenti, spesso percepite come strumenti nelle mani di pochi soggetti privati con scarsa trasparenza verso gli utilizzatori.
Condivisione dei ricavi dalle riserve
Sul fronte economico, il meccanismo è semplice ma potente: i partner ricevono l’intero rendimento generato dalle riserve di Open USD, dedotta solo una piccola commissione di gestione per sostenere i costi operativi di Open Standard. In un contesto di tassi ancora elevati, questo rappresenta un incentivo economico concreto per le aziende che decidono di adottare la stablecoin e mantenerla nei propri sistemi.
Per le istituzioni finanziarie tradizionali, che già gestiscono riserve di liquidità, si tratta di un modello familiare. Per le piattaforme tech e le aziende di pagamento, è un’opportunità di generare nuove fonti di ricavo semplicemente partecipando all’ecosistema.
Ampia adozione industriale e partnership strategiche
Il numero di aziende coinvolte al lancio è già un segnale di per sé: oltre 140 organizzazioni di settori diversi hanno già aderito a Open USD. Non si tratta di un consorzio di nicchia o di un esperimento pilota, ma di una coalizione che copre pagamenti, banking, tecnologia e crypto in modo trasversale e globale.
Grandi aziende e istituzioni finanziarie coinvolte
Tra i partecipanti spiccano nomi del calibro di Visa, Mastercard, American Express, Discover, BlackRock, BNY, Standard Chartered, Sumitomo Mitsui Financial Group, Commonwealth Bank of Australia, DBS, U.S. Bank, BBVA, Itaú, Westpac e decine di altre banche internazionali. Sul fronte tecnologico ci sono Google, Samsung Electronics, IBM, Shopify, Mercado Libre e Grab. Dal mondo crypto aderiscono Coinbase, Ripple, Solana, OKX, Bybit, Gemini, MetaMask, Aave, Fireblocks, Stellar, Polygon e Aptos Labs, tra gli altri.
È difficile ricordare un altro lancio nel settore delle stablecoin con una base di adesione così eterogenea e geograficamente distribuita fin dal primo giorno.
Integrazione con Stripe come stablecoin predefinita
Il ruolo di Stripe è particolarmente significativo. La piattaforma di pagamenti ha annunciato che Open USD diventerà la stablecoin predefinita per tutte le imprese che operano sui propri sistemi. Stripe ha motivato la scelta sottolineando la necessità di una stablecoin progettata per scalare all’economia del 2040, non a quella attuale. Una dichiarazione che posiziona Open USD come infrastruttura di lungo periodo, non come strumento speculativo o esperimento temporaneo.
Per le migliaia di aziende che già usano Stripe per gestire pagamenti, l’integrazione nativa di Open USD potrebbe tradursi in una transizione quasi automatica verso l’uso quotidiano di stablecoin nei processi commerciali.
Prospettive del settore sul potenziale di Open USD
Le voci che provengono dai partner fondatori disegnano un quadro in cui Open USD non è solo un nuovo prodotto, ma un tentativo di definire gli standard dell’economia digitale dei prossimi decenni.
BNY, una delle più grandi banche custodi al mondo, ha stimato che il mercato delle stablecoin potrebbe raggiungere 1.500 miliardi di dollari entro il 2030 e ha dichiarato di vedere in Open USD un passo concreto verso l’adozione di asset digitali con governance neutrale ed economia condivisa. Chime ha sottolineato come le stablecoin siano una tecnologia trasformativa, ma che il loro potenziale si realizzi solo con un framework comune per muovere valore nell’economia digitale.
Shopify ha posto l’accento su un aspetto spesso trascurato: le stablecoin diventano davvero utili per i commercianti quando tutto l’ecosistema si costruisce insieme. La partecipazione a Open Standard consente a Shopify di influenzare le regole del gioco a favore delle piccole imprese, rendendo i pagamenti in stablecoin parte dell’esperienza quotidiana al checkout.
Visa ha usato parole precise: nella fase attuale, il focus deve spostarsi dalla velocità alla affidabilità, governance e interoperabilità. È lo stesso rigore operativo che Visa applica alla propria rete globale che intende portare in Open USD, contribuendo a costruire lo strato di fiducia che permette alle stablecoin di operare con credibilità all’interno del sistema finanziario tradizionale.
Questo è il punto che conta davvero. Open USD non compete con le stablecoin esistenti sul terreno tecnologico — compete sul terreno istituzionale. La coalizione di 140 partner è prima di tutto un messaggio di legittimità: le stablecoin non sono più un territorio riservato alla finanza decentralizzata, ma diventano infrastruttura condivisa per banche, reti di pagamento e piattaforme globali. Se Open USD riesce a mantenere le promesse su governance e ricavi, potrebbe ridefinire quale stablecoin diventa lo standard di fatto per i pagamenti aziendali internazionali nei prossimi anni.
FAQ
Che cos’è Open USD?
Open USD è una nuova stablecoin progettata per facilitare i movimenti di denaro a livello globale. Le aziende possono emetterla e riscattarla senza costi e senza limiti di volume, con un modello di governance collettiva gestito da Open Standard.
Chi governa Open USD?
Open USD è governata da Open Standard, una società indipendente il cui consiglio di amministrazione è composto direttamente dai partner aderenti al progetto, garantendo che le decisioni vengano prese nell’interesse collettivo e non di un singolo soggetto.
Quali aziende hanno aderito a Open USD?
Oltre 140 aziende di diversi settori hanno già aderito, tra cui Visa, Stripe, Mastercard, BlackRock, Google, Coinbase e Shopify, insieme a decine di banche internazionali, piattaforme tecnologiche e operatori crypto.
Quando sarà disponibile Open USD?
Il lancio di Open USD è previsto entro la fine del 2025, anche se una data esatta non è stata ancora comunicata ufficialmente.
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