Mentre migliaia di operatori crypto europei si trovano costretti a scegliere tra ottenere una licenza o uscire dal mercato, Bridge — la società di pagamenti in stablecoin acquisita da Stripe — ha già mosso la sua pedina più importante: ha ottenuto sia l’autorizzazione come fornitore di crypto-asset ai sensi del framework MiCA sia una licenza EMI (Electronic Money Institution) in Lussemburgo, aprendo l’accesso regolamentato a tutti e 27 gli Stati membri dell’Unione Europea in un colpo solo.
Summary
Punti chiave
- Bridge ha ottenuto la doppia autorizzazione MiCA ed EMI in Lussemburgo, valida per tutti i 27 Paesi UE.
- Le aziende potranno emettere stablecoin personalizzati garantiti in euro e creare IBAN nominativi virtuali senza dover aprire rapporti bancari separati in ogni Paese.
- La fase finale del framework MiCA è entrata in vigore il 1° luglio 2026, obbligando le piattaforme crypto regolamentate a supportare solo stablecoin conformi.
- Visa sta espandendo la propria partnership con Bridge per portare carte Visa legate a stablecoin in oltre 100 Paesi entro fine 2026.
- Coinbase, Kraken e Crypto.com hanno rimosso USDT per gli utenti europei dopo che Tether non ha richiesto l’autorizzazione MiCA.
Bridge ottiene le licenze MiCA ed EMI in Lussemburgo
L’autorizzazione arriva in un momento preciso: pochi giorni dopo che l’Unione Europea ha completato la transizione finale verso il regime MiCA, il 1° luglio 2026. Da quella data, qualsiasi piattaforma crypto che serve clienti nel blocco dei 27 deve essere titolare di una licenza valida o cessare le operazioni. Chi non si è adeguato ha dovuto fermarsi.
Bridge ha scelto il Lussemburgo come sede della propria struttura regolamentata europea. Le due licenze — quella MiCA come crypto-asset service provider e quella EMI — operano sotto un unico regime normativo che include requisiti di riserve di capitale, custodia degli asset e salvaguardie operative. Il risultato pratico è un passaporto regolamentare valido in tutta l’Unione.
Cosa copre l’autorizzazione
La portata dell’autorizzazione non è banale. Un’unica licenza lussemburghese consente a Bridge di offrire servizi in ogni Stato membro senza dover negoziare accordi bancari distinti Paese per Paese. Per le aziende fintech che vogliono operare in Europa, questo elimina uno dei principali colli di bottiglia operativi del settore.
Nuovi prodotti: stablecoin euro e conti virtuali per le imprese
Le licenze non sono solo un traguardo burocratico: abilitano una suite di prodotti concretamente nuovi per il mercato europeo.
Stablecoin personalizzati garantiti in euro
Le imprese potranno emettere i propri stablecoin denominati in euro direttamente sulla piattaforma di Bridge, senza dover costruire in autonomia l’infrastruttura di gestione delle riserve né affrontare il percorso di autorizzazione regolamentare da zero. Questo apre la porta a casi d’uso che fino a ieri richiedevano risorse considerevoli: programmi fedeltà, sistemi di reward, rampe di ingresso e uscita dal crypto, pagamenti in-app.
Un’applicazione particolarmente rilevante riguarda la tesoreria aziendale: le imprese con più filiali nell’UE possono usare stablecoin personalizzati per trasferire fondi tra le proprie strutture interne, bypassando le reti di banche corrispondenti. Per le banche stesse, Bridge offre la possibilità di regolare transazioni interbancarie attraverso infrastruttura stablecoin al posto dei classici sistemi di messaggistica interbancaria.
IBAN nominativi e conti euro virtuali
L’altro prodotto abilitato dalle licenze sono gli IBAN virtuali nominativi. I partner di Bridge potranno creare conti euro intestati ai loro clienti, operativi su tutto il territorio dell’Unione senza aprire relazioni bancarie separate in ciascun Paese.
Come ha sintetizzato Mai Leduc Blount, Head of Product di Bridge: «Un’azienda nell’UE può ora emettere il proprio stablecoin euro e abbinarlo a IBAN nominativi e pagamenti EUR nominativi in tutti i 27 Stati membri, su una singola integrazione.»
Il punto chiave è nell’ultima parte della frase: una singola integrazione. Il che significa infrastruttura ridotta, tempi di go-to-market compressi e costi operativi sensibilmente più bassi per chi costruisce su Bridge.
Impatto del framework MiCA sui mercati crypto europei
Il contesto in cui arriva questa notizia racconta molto di quello che sta succedendo nel settore. Il MiCA non è solo una questione di conformità: sta ridisegnando il mercato europeo dei crypto-asset in modo strutturale.
Chi è rimasto e chi è uscito
La fase finale del MiCA ha prodotto effetti immediati e visibili. Coinbase, Kraken e Crypto.com hanno rimosso il trading in USDT per gli utenti europei dopo che Tether ha scelto di non richiedere l’autorizzazione MiCA. Binance ha invece adeguato i propri servizi nell’UE, garantendo agli utenti l’accesso a prelievi e trasferimenti secondo quanto precedentemente comunicato.
Il numero complessivo di operatori autorizzati si sta riducendo sensibilmente. Secondo stime di settore citate da CoinDesk, l’Europa potrebbe passare da circa 3.000 crypto-asset service provider registrati a sole 300-400 entità pienamente licenziate sotto MiCA. Una contrazione che premia chi ha investito in compliance e penalizza chi non ha le risorse per sostenerne i costi.
Un mercato che si concentra
Qui emerge la tensione più profonda attorno al MiCA: il framework porta chiarezza normativa e tutele per i consumatori, ma i costi di compliance tendono a favorire i player già capitalizzati. Le startup, come ha riconosciuto anche chi ha ottenuto la licenza MiCA tramite la Francia, affrontano le difficoltà maggiori. L’innovazione rischia di rallentare proprio nel segmento dove di solito nasce più velocemente.
Per Bridge — e per Stripe, che ne è la casa madre — la doppia licenza europea arriva in un momento in cui il vantaggio di primo entrante in un mercato regolamentato vale molto. E non solo in Europa.
L’espansione globale con Visa
Parallelamente alle mosse europee, Bridge sta costruendo una presenza globale attraverso la propria partnership con Visa. A marzo 2026, Visa ha annunciato l’estensione dell’accordo con la società controllata da Stripe per portare carte Visa legate a stablecoin in oltre 100 Paesi entro la fine del 2026. È un’espansione che trasforma Bridge da player regolamentato nell’UE a infrastruttura per pagamenti in stablecoin su scala mondiale.
La combinazione di licenze europee solide e una rete di distribuzione globale attraverso Visa posiziona Bridge in modo difficilmente replicabile nel breve periodo. Mentre altri operatori si confrontano ancora con la complessità della conformità MiCA, Bridge ha già il passaporto europeo in tasca e un canale di distribuzione che arriva ovunque ci sia una carta Visa.
FAQ
Quali licenze ha ottenuto Bridge di Stripe per operare nell’UE?
Bridge ha ottenuto sia l’autorizzazione come crypto-asset service provider ai sensi del framework MiCA sia una licenza EMI (Electronic Money Institution) in Lussemburgo, che le consentono di operare in tutti e 27 gli Stati membri dell’Unione Europea.
Quali nuovi servizi possono accedere le aziende tramite la piattaforma Bridge con queste licenze?
Le aziende possono emettere stablecoin personalizzati garantiti in euro, creare IBAN virtuali nominativi e offrire conti euro operativi in tutta l’UE senza dover stabilire relazioni bancarie separate in ogni singolo Paese.
Come influisce il framework MiCA sulle piattaforme crypto riguardo agli stablecoin?
Dal 1° luglio 2026, le piattaforme crypto regolamentate nell’UE sono obbligate a supportare solo stablecoin conformi al framework MiCA. Stablecoin non conformi come USDT sono stati rimossi da diverse piattaforme europee — tra cui Coinbase, Kraken e Crypto.com — dopo che Tether ha scelto di non richiedere l’autorizzazione MiCA.
Qual è il significato dell’espansione della partnership Visa con Bridge?
Visa sta espandendo la propria collaborazione con Bridge per portare carte Visa legate a stablecoin in oltre 100 Paesi a livello globale entro la fine del 2026, trasformando Bridge in un’infrastruttura di pagamento in stablecoin su scala mondiale.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

