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Conti Bitcoin Trump, 6 miliardi da Dell: si apre la porta a BTC per i bambini

Il 6 luglio 2026, Donald Trump ha fatto qualcosa che nessun presidente americano aveva mai tentato prima: ha suonato contemporaneamente i campanelli di apertura del New York Stock Exchange e del Nasdaq direttamente dall’Ufficio Ovale. L’occasione era il lancio ufficiale dei Trump Accounts, i nuovi conti di risparmio federali per i bambini americani. Ma la notizia che ha catturato l’attenzione dei mercati crypto è arrivata quando un giornalista gli ha chiesto se Bitcoin potesse entrare in questi conti. La sua risposta: «qualcosa potrebbe succedere».

Punti chiave

  • Trump ha dichiarato di essere diventato un «grande fan delle crypto» e ha aperto alla possibilità di includere Bitcoin nei Trump Accounts, senza indicare tempi certi.
  • I Trump Accounts sono conti d’investimento agevolati fiscalmente per i bambini nati tra il 2025 e il 2028, con un deposito federale iniziale di 1.000 dollari.
  • La famiglia Dell ha impegnato oltre 6 miliardi di dollari per integrare il programma.
  • L’amministrazione Trump ha già creato una Riserva Strategica Bitcoin, firmato il GENIUS Act per le stablecoin e allentato le politiche di enforcement crypto.
  • Il CLARITY Act, la legge più ampia sulla struttura del mercato crypto, è ancora in discussione al Congresso.

Trump apre ai conti Bitcoin: cosa ha detto davvero

Alla domanda diretta su un’eventuale inclusione di Bitcoin nel programma di risparmio, Trump non si è sbilanciato su date o meccanismi, ma ha descritto una traiettoria personale che pochi avrebbero previsto anni fa. «Sono diventato un grande fan delle crypto, per una sola ragione», ha detto. «Se non lo facciamo noi, lo farà la Cina. E loro vorrebbero davvero averlo. Ma ora non ci stanno nemmeno provando così tanto, perché noi abbiamo preso il controllo delle crypto.»

Ha anche ammesso che la sua conversione non è stata immediata. Nel primo mandato era rimasto ai margini del settore, osservando senza partecipare. Poi, ha spiegato, ha cominciato a notare il volume di capitali che si muovevano verso Bitcoin e la dimensione della comunità di appassionati. «Ho capito che molta gente ama le crypto, e anche io come uomo d’affari vedevo entrare tanti soldi con Bitcoin.»

Il punto strategico che Trump continua a ripetere è la competizione tecnologica con Pechino. Nella stessa cerimonia ha citato il vantaggio americano sull’intelligenza artificiale, collegandolo alle sue politiche energetiche per i data center. Per lui, Bitcoin e crypto non sono un fenomeno finanziario isolato: sono un fronte nella rivalità globale con la Cina.

Cosa sono i Trump Accounts e chi può averli

I Trump Accounts — tecnicamente chiamati conti 530A nelle linee guida del Tesoro — sono nati dalla firma dell’One Big Beautiful Bill Act nel 2025. Il lancio operativo è avvenuto il 4 luglio 2026, con il governo che ha depositato contributi iniziali una tantum da 1.000 dollari in conti intestati a oltre 500.000 bambini.

Possono accedervi i cittadini americani nati tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2028. Le famiglie possono aggiungere fino a 5.000 dollari all’anno. I fondi sono bloccati fino ai 18 anni, quando il conto si converte automaticamente in un IRA tradizionale. Si tratta, in sostanza, di uno strumento di risparmio a lungo termine agevolato fiscalmente, pensato per costruire ricchezza generazionale fin dalla nascita.

L’eventuale apertura a Bitcoin trasformerebbe questi conti in qualcosa di molto più rilevante per l’ecosistema crypto: un canale istituzionale diretto verso milioni di famiglie americane, con una componente digitale sin dall’inizio della vita finanziaria di un bambino.

Ospiti di peso e un impegno miliardario

La cerimonia all’Ufficio Ovale era tutt’altro che informale. Accanto a Trump c’erano il Segretario al Tesoro Scott Bessent, il presidente della SEC Paul Atkins, i vertici di NYSE e Nasdaq, e il fondatore di Dell Technologies Michael Dell con la moglie Susan Dell.

La coppia ha annunciato un impegno finanziario di oltre 6 miliardi di dollari per integrare il programma Trump Accounts. È un segnale che il settore privato — almeno una parte di esso — ha deciso di scommettere concretamente su questo schema, al di là della retorica politica.

La presenza congiunta del Tesoro e della SEC non è casuale. Entrambe le agenzie hanno un ruolo determinante nell’eventuale strutturazione di asset digitali all’interno di strumenti di risparmio federali. Il fatto che i loro massimi rappresentanti fossero presenti al lancio suggerisce che il tema Bitcoin nei Trump Accounts non è solo una battuta presidenziale.

Politiche crypto e norme dell’amministrazione Trump

Riserva strategica Bitcoin e stockpile digitale

Il contesto regolatorio va letto in continuità con ciò che l’amministrazione ha già fatto. Nel marzo 2025, Trump ha firmato un ordine esecutivo che ha istituito la Strategic Bitcoin Reserve e un U.S. Digital Asset Stockpile: invece di vendere i Bitcoin sequestrati attraverso procedimenti penali, il governo ha scelto di trattenerli. Al momento della firma, il governo americano deteneva oltre 207.000 Bitcoin, per un valore stimato vicino ai 17 miliardi di dollari.

È una scelta che cambia la postura degli Stati Uniti nei confronti dell’asset digitale più capitalizzato al mondo: da venditore occasionale a detentore strategico.

GENIUS Act e alleggerimento delle regole sulle crypto

Nel luglio 2025, Trump ha firmato il GENIUS Act, la prima grande legge federale dedicata alle crypto, che stabilisce un quadro normativo per le stablecoin di pagamento. Parallelamente, l’amministrazione ha smantellato parte dell’apparato di enforcement della stagione Biden: il Dipartimento di Giustizia e la SEC hanno allentato le pressioni sulle aziende crypto, e le banche hanno visto rimuovere alcune restrizioni sulle attività digitali.

Questo alleggerimento normativo ha avuto un effetto tangibile sull’industria, che si è trovata a operare in un ambiente molto meno ostile rispetto agli anni precedenti. Ma apre anche interrogativi su come vengano bilanciate le tutele per gli investitori retail.

CLARITY Act in discussione al Congresso

Il quadro normativo non è ancora completo. Il CLARITY Act, una legge più ampia sulla struttura del mercato delle criptovalute, è ancora in esame al Congresso. La sua approvazione — o il suo affossamento — definirà quanto il sistema americano delle crypto sia davvero costruito su basi solide o resti dipendente dalle scelte di una singola amministrazione.

La logica geopolitica dietro la svolta crypto di Trump

Trump ha inquadrato esplicitamente la sua apertura alle crypto come risposta alla Cina. Non è una novità nella sua retorica, ma applicarla al Bitcoin — un asset decentralizzato per definizione — è una scelta narrativa interessante. L’argomento è che se gli Stati Uniti non guidano l’adozione e la regolamentazione degli asset digitali, sarà Pechino a farlo.

Che questa lettura sia accurata o semplifichi dinamiche più complesse, ha una funzione politica precisa: togliere il Bitcoin dall’ambito della speculazione finanziaria e inserirlo nel perimetro della sicurezza nazionale e della competitività tecnologica. È un frame che rafforza il consenso interno e offre una giustificazione bipartisan all’espansione delle politiche crypto federali.

Se e quando Bitcoin entrerà nei conti di risparmio dei bambini americani, l’equazione cambierà definitivamente: non si tratterà più solo di tollerare un asset alternativo, ma di incorporarlo nella struttura del welfare finanziario statunitense fin dalla nascita. Il passo successivo dipenderà da quanto velocemente il Congresso chiuderà il cantiere normativo aperto dal CLARITY Act.

FAQ

Cosa sono i Trump Accounts e chi può ottenerli?

I Trump Accounts sono conti d’investimento agevolati fiscalmente creati per i cittadini americani nati tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2028. Ogni conto riceve un deposito iniziale di 1.000 dollari dal governo federale, le famiglie possono versare fino a 5.000 dollari all’anno e i fondi rimangono bloccati fino ai 18 anni, quando il conto si converte in un IRA tradizionale.

Bitcoin è stato ufficialmente incluso nei Trump Accounts?

No. Trump ha espresso apertura all’idea, dicendo che «qualcosa potrebbe succedere», ma non ha indicato un calendario né dettagli operativi sull’eventuale integrazione di Bitcoin nel programma.

Quali misure crypto ha adottato l’amministrazione Trump?

L’amministrazione ha istituito la Strategic Bitcoin Reserve e un Digital Asset Stockpile ritenendo i Bitcoin sequestrati invece di venderli, ha firmato il GENIUS Act per le stablecoin, ha allentato l’enforcement crypto al Dipartimento di Giustizia e alla SEC, e ha rimosso alcune restrizioni per le banche sulle attività digitali. Il CLARITY Act, che definirebbe un quadro più ampio, è ancora in attesa di approvazione al Congresso.

Chi era presente al lancio dei Trump Accounts?

Alla cerimonia all’Ufficio Ovale erano presenti il Segretario al Tesoro Scott Bessent, il presidente della SEC Paul Atkins, i vertici di NYSE e Nasdaq, e Michael e Susan Dell, che hanno impegnato oltre 6 miliardi di dollari per integrare il programma.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo
Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.
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