Decta, piattaforma di pagamenti fondata a Londra nel 2015, ha scelto di regolare i propri fondi aziendali su scala internazionale utilizzando USDC. È il primo passo concreto verso un regolamento tesoreria stablecoin che, per ora, riguarda esclusivamente le operazioni interne della società e non tocca i flussi verso i clienti finali. L’annuncio, diffuso martedì e condiviso con Cointelegraph, segna un altro tassello nel progressivo ingresso delle crypto nelle infrastrutture finanziarie tradizionali.
Summary
Perché Decta passa a USDC per la tesoreria interna
Decta userà USDC per trasferire e regolare i propri fondi tra le diverse entità internazionali del gruppo, appoggiandosi all’infrastruttura di OpenPayd, società di infrastrutture finanziarie con sede a Londra. Non si tratta di un nuovo servizio per i clienti, ma di uno strumento operativo pensato per la gestione della liquidità aziendale.
Lux Thiagarajah, chief commercial officer di OpenPayd, ha spiegato a Cointelegraph che si tratta di “un caso d’uso proprietario di tesoreria, piuttosto che di un flusso di pagamenti verso i clienti”. Decta trasferisce i propri fondi nell’infrastruttura regolamentata di OpenPayd, dove vengono convertiti in USDC attraverso servizi over-the-counter, prima di essere impiegati per i regolamenti operativi internazionali.
La distinzione è importante: i clienti di Decta non entrano mai in contatto diretto con la stablecoin durante le transazioni. L’azienda, che opera in 32 paesi e serve centinaia di imprese offrendo elaborazione dei pagamenti, acquiring, emissione di carte e servizi bancari, mantiene quindi separati i due binari — quello rivolto al mercato e quello interno di tesoreria.
I vantaggi rispetto ai bonifici bancari tradizionali
Scott Dawson, CEO di Decta UK, ha raccontato che l’azienda muove regolarmente fondi propri tra le diverse relazioni bancarie per finanziare le operazioni e regolare obbligazioni interne tra entità regolamentate e mercati diversi. Tradizionalmente, questi trasferimenti passano per binari bancari soggetti a orari di chiusura, weekend e valute a più giorni.
Con l’infrastruttura regolamentata di OpenPayd, ha detto Dawson, Decta converte il proprio fiat in uno strumento di regolamento digitale e lo sposta tra i mercati quasi istantaneamente. È qui che si misura il vero valore aggiunto: non un prodotto crypto per il pubblico, ma un modo per superare i limiti temporali delle reti bancarie classiche.
L’infrastruttura regolamentata di OpenPayd dietro la conversione in USDC
OpenPayd rende possibile questa conversione fiat stablecoin grazie a un’autorizzazione ottenuta secondo il regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation), che le permette di offrire servizi crypto in tutto lo Spazio Economico Europeo, inclusi i corridoi fiat-to-stablecoin in entrata e in uscita.
La società, fondata a Londra nel 2018, connette infrastrutture fiat tradizionali e asset digitali. Ha ottenuto l’autorizzazione MiCA a giugno, poco prima della chiusura del periodo di transizione dell’Unione Europea fissato al 1° luglio. Tra i clienti di OpenPayd figurano nomi noti del settore crypto come Kraken, eToro, OKX e il fornitore istituzionale di liquidità B2C2.
Questo posizionamento non è casuale. Con l’autorizzazione MiCA in tasca, OpenPayd si presenta come ponte regolamentato tra il mondo bancario e quello degli asset digitali, offrendo alle aziende come Decta un canale conforme per muovere capitali senza dover costruire in proprio l’infrastruttura di conformità richiesta dalle norme europee.
Un possibile stablecoin in euro sotto il regolamento MiCA
Decta non è nuova a progetti legati alle stablecoin. Già nell’agosto 2024, Decta Limited e la francese Next Generation avevano annunciato di star esplorando la possibile emissione di uno stablecoin ancorato all’euro, che Decta avrebbe potuto lanciare proprio sotto la cornice normativa del MiCA, subordinatamente all’approvazione regolamentare.
Quel progetto resta, a oggi, in fase di esplorazione. Ma letto insieme all’accordo con OpenPayd, disegna una traiettoria coerente: Decta sta costruendo gradualmente competenze e infrastrutture per operare con asset digitali, partendo dall’uso interno per arrivare, potenzialmente, a un ruolo più attivo come emittente.
Il fatto che due iniziative separate — l’integrazione USDC per la tesoreria e l’ipotesi di uno stablecoin in euro con Next Generation — condividano lo stesso quadro regolamentare MiCA non è un dettaglio secondario. Suggerisce che, per le società di pagamento europee, la regolamentazione pagamenti MiCA sta diventando il terreno comune su cui sperimentare nuovi strumenti di liquidità, prima ancora che le stablecoin arrivino davvero nelle tasche dei consumatori finali.
FAQ
Come utilizza Decta le stablecoin nelle sue operazioni?
Decta usa la stablecoin USDC esclusivamente per la propria tesoreria interna e per le operazioni di regolamento internazionale, non per i pagamenti rivolti ai clienti.
Che ruolo ha OpenPayd nel processo di regolamento in USDC di Decta?
OpenPayd fornisce l’infrastruttura regolamentata che converte i fondi fiat di Decta in USDC tramite servizi over-the-counter, permettendo regolamenti operativi internazionali quasi istantanei.
Decta ha in programma di emettere una propria stablecoin?
Sì, Decta e la francese Next Generation stanno esplorando l’emissione di uno stablecoin ancorato all’euro sotto il regolamento MiCA dell’Unione Europea, in attesa di approvazione regolamentare.
Quali vantaggi offre il regolamento in stablecoin rispetto ai canali bancari tradizionali?
Il regolamento tramite stablecoin consente trasferimenti quasi istantanei tra i mercati, evitando gli orari di chiusura, i weekend e le valute a più giorni tipici dei binari bancari tradizionali.
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