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La posizione di Trump sulle criptovalute ha un prezzo: $7 mld persi dai sostenitori

Donald Trump si definisce un “grande appassionato di crypto” e sostiene che le criptovalute siano “potenti”. Eppure, mentre rivendica questa vicinanza al mondo digitale, cerca di tenere le distanze dalle attività della sua famiglia in quel settore — un equilibrio sempre più difficile da mantenere, soprattutto dopo che l’Office of Government Ethics ha reso pubblici i documenti finanziari che rivelano l’entità reale delle operazioni crypto legate ai Trump. La posizione di Trump sulle criptovalute, insomma, è tutt’altro che semplice da leggere.

Punti chiave

  • Trump si è definito un “big crypto guy” durante il lancio di nuovi conti d’investimento con vantaggi fiscali per bambini, il 6 luglio 2026.
  • L’Office of Government Ethics ha pubblicato le dichiarazioni patrimoniali di Trump, rivelando centinaia di miliardi di dollari in bitcoin ed ethereum legati a World Liberty Financial (WLFI), la società crypto della famiglia.
  • Trump ha dichiarato a CNBC: “Non c’è nulla di illegale, non c’è nulla di sbagliato” nelle attività crypto della sua famiglia, aggiungendo di non discuterne mai con i figli.
  • Legislatori di entrambi i partiti stanno negoziando da mesi disposizioni etiche per limitare i profitti dei funzionari federali dagli asset digitali mentre sono in carica.
  • Secondo i calcoli di Forbes, la famiglia Trump ha incassato complessivamente circa 1,9 miliardi di dollari dalle sue iniziative crypto, mentre i sostenitori avrebbero perso una stima di 7 miliardi di dollari.

La posizione favorevole di Trump sulle criptovalute

Il 6 luglio 2026, durante la presentazione dei cosiddetti “Trump accounts” — veicoli d’investimento con agevolazioni fiscali destinati ai minori di 18 anni — il presidente è stato interpellato sulla possibilità di includere bitcoin tra gli asset ammessi. Non ha risposto direttamente alla domanda, ma ha colto l’occasione per ribadire il suo entusiasmo verso il settore.

“Mi sono avvicinato un po’ per ragioni politiche, perché ho capito che tantissime persone amano le crypto”, ha spiegato Trump. “E anche io, da imprenditore, vedevo un sacco di soldi che iniziavano ad arrivare con bitcoin e le altre forme — ho pensato: questa cosa ha un sacco di vita.”

Un’apertura che punta anche alla geopolitica: Trump ha citato la competizione con la Cina come ulteriore motivazione per abbracciare il settore digitale. “So yeah, I’m very much for crypto because it’s not a question of a personal thing”, ha aggiunto, usando parole che suonano come una dichiarazione programmatica più che una preferenza personale.

Conti d’investimento per bambini e possibile spazio al crypto

I nuovi conti presentati il 6 luglio sono pensati come strumenti di risparmio a lungo termine per le nuove generazioni. Se bitcoin o altri asset digitali potranno effettivamente farne parte non è ancora confermato — Trump non ha dato una risposta diretta sul punto. L’interrogativo, però, apre uno scenario interessante: l’inclusione di crypto in conti fiscalmente agevolati per i più giovani rappresenterebbe un segnale politico potente, oltre che un messaggio ai mercati.

Le controversie intorno alle imprese crypto della famiglia Trump

A complicare il quadro è arrivata, la settimana scorsa, la pubblicazione delle dichiarazioni patrimoniali presidenziali da parte dell’Office of Government Ethics. Il documento — 927 pagine secondo quanto riportato dal Guardian — ha rivelato che Trump ha guadagnato complessivamente più di 2,2 miliardi di dollari nell’ultimo anno, e che circa 1,1 miliardi di dollari provengono da World Liberty Financial e da CIC Digital LLC, le due entità legate alle sue attività crypto.

La famiglia Trump gestisce World Liberty Financial, una società che detiene centinaia di miliardi in bitcoin ed ethereum. La cifra, emersa dalle disclosure ufficiali, ha aggiunto urgenza al dibattito a Washington sui conflitti d’interesse legati al settore digitale.

Trump prende le distanze, ma la famiglia è dentro fino al collo

Di fronte a questi numeri, Trump ha scelto la linea della separazione formale. “Lascio che i miei figli facciano quello che vogliono fare… Non gli parlo mai di queste cose, mi è consentito, credo… ma non mi preoccupo perché questo incarico è una chiamata molto più alta”, ha detto lunedì.

E sulla questione della legalità, parlando con CNBC giovedì: “Potrei saperne qualcosa. Non ne sapevo. Voglio dire, non c’è nulla di illegale, non c’è nulla di sbagliato.”

La realtà, però, è più intrecciata. Secondo Forbes, le iniziative crypto della famiglia Trump — tra cui World Liberty Financial, il memecoin presidenziale e quello di Melania Trump — hanno già fruttato ai Trump circa 1,9 miliardi di dollari complessivi, mentre i sostenitori che le hanno acquistate avrebbero perso una stima di 7 miliardi. I token di World Liberty Financial sono scesi dell’82% rispetto al picco; il memecoin presidenziale ha perso il 98%.

Le rivelazioni ufficiali sulle attività crypto della famiglia

Le disclosure dell’Office of Government Ethics non riguardano solo le cifre: mettono a fuoco l’ampiezza dell’ecosistema finanziario della famiglia presidenziale. Oltre alle criptovalute, Trump ha incassato proventi da immobili, campi da golf, accordi di royalty, prodotti brandizzati e accordi giudiziari. Le entrate crypto, però, sono quelle che stanno attirando la maggiore attenzione politica — anche perché arrivano in un momento in cui il Congresso sta cercando di fissare regole precise su come i funzionari federali possono detenere o guadagnare da asset digitali.

Sfide regolamentari ed etiche federali

Il caso Trump sta accelerando un dibattito che a Washington dura ormai da mesi. Negoziatori di entrambi i partiti stanno lavorando su disposizioni etiche che potrebbero limitare la possibilità di presidenti, vicepresidenti, membri del Congresso e altri funzionari federali di trarre profitto da asset digitali mentre sono in carica.

Questa trattativa si inserisce nel quadro più ampio della prima legislazione federale organica sul settore crypto, che gli Stati Uniti stanno cercando di varare. Il timing non è casuale: le disclosure su World Liberty Financial hanno reso evidente che il vuoto normativo attuale crea situazioni ambigue, in cui chi ha il potere di disegnare le regole del mercato crypto è anche, contemporaneamente, uno dei maggiori beneficiari di quel mercato.

Il nodo dei conflitti d’interesse

È qui che la posizione di Trump sulle criptovalute rivela la sua tensione più profonda. Da un lato, il presidente promuove attivamente il settore — ha dichiarato di voler fare degli USA la “capitale mondiale del crypto” — e firma legislazione favorevole all’industria. Dall’altro, la sua famiglia gestisce una delle più grandi holding crypto legate a una figura politica mai vista nella storia americana recente.

Più di 400 americani interpellati dal Guardian hanno espresso reazioni che vanno dall’indignazione alla rassegnazione. “È un insulto agli americani della classe lavoratrice, ovviamente una fregatura”, ha detto Gregg Savajian, veterano 72enne dello stato di Washington. Brad Windsor, pompiere in pensione, è stato ancora più diretto: “È corruzione palese. Il Congresso dovrebbe intervenire per renderla illegale.”

Trump sostiene che non ci siano irregolarità

La posizione ufficiale della Casa Bianca, affidata alla portavoce Anna Kelly, è che “né il presidente né la sua famiglia si è mai impegnata — o si impegnerà mai — in conflitti d’interesse”. Trump in persona ha respinto le critiche con una risposta tipicamente pragmatica: “Ho sempre fatto soldi. Sono un uomo d’affari. Sono un uomo d’affari davvero bravo.”

Le prossime settimane diranno se le norme etiche in discussione al Congresso riusciranno a trovare un compromesso bipartisan. Se dovessero passare, potrebbero cambiare radicalmente le regole del gioco per chiunque voglia ricoprire cariche federali mantenendo esposizioni significative nel mondo delle criptovalute. Per ora, l’unica certezza è che il confine tra politica crypto e affari di famiglia nella Casa Bianca è più sottile che mai.

FAQ

Qual è la posizione personale di Trump sulle criptovalute?

Trump si considera un “big crypto guy” e ha definito le criptovalute “potenti”, citando sia l’interesse politico che quello imprenditoriale. Ha spiegato di essersi avvicinato al settore in parte per le sue implicazioni politiche e in parte perché ha visto un notevole flusso di capitali verso bitcoin e altri asset digitali.

Trump ha confermato l’inclusione di bitcoin nei nuovi conti d’investimento per bambini?

No. Alla domanda diretta, Trump non ha dato una risposta chiara. Ha lanciato i nuovi conti d’investimento con agevolazioni fiscali per i minori di 18 anni, ma non ha confermato ufficialmente se bitcoin o altre criptovalute saranno inclusi tra gli asset ammessi.

Cosa si sa del coinvolgimento della famiglia Trump nel settore crypto?

La famiglia Trump gestisce World Liberty Financial (WLFI), una società che secondo le disclosure dell’Office of Government Ethics detiene centinaia di miliardi in bitcoin ed ethereum. Secondo Forbes, le iniziative crypto della famiglia hanno fruttato complessivamente circa 1,9 miliardi di dollari, mentre i sostenitori che hanno acquistato i token avrebbero perso una stima di 7 miliardi. Trump ha dichiarato di non discutere mai queste attività con i figli.

Come stanno affrontando i legislatori USA i conflitti d’interesse legati alle crypto degli ufficiali in carica?

Negoziatori di entrambi i partiti stanno lavorando da mesi a disposizioni etiche specifiche che limiterebbero la possibilità di presidenti, vicepresidenti e membri del Congresso di trarre profitto da asset digitali durante il loro mandato. Queste norme fanno parte di un più ampio tentativo di regolamentare per la prima volta a livello federale l’intera industria crypto negli Stati Uniti.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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