Per anni, Vanguard è stata la voce più scettica del mercato finanziario tradizionale di fronte all’avanzata delle criptovalute. Ora, con la pubblicazione di un’offerta di lavoro per un responsabile degli asset digitali, il colosso da circa 10 trilioni di dollari in gestione segnala qualcosa di più di una semplice apertura tattica: suggerisce che la strategia Vanguard sui digital assets stia entrando in una fase completamente nuova.
Summary
Punti chiave
- Vanguard ha aperto la ricerca di un head of digital assets con mandato su tokenizzazione, stablecoin, infrastruttura blockchain e prodotti per i clienti.
- Il nuovo dirigente svilupperà una roadmap pluriennale e rappresenterà Vanguard nei confronti di regolatori e gruppi di settore.
- Il CEO Salim Ramji aveva dichiarato ad agosto 2024 che Vanguard non avrebbe lanciato crypto ETF propri.
- A dicembre, Vanguard aveva già allentato la posizione, consentendo ai clienti di operare su ETF e fondi crypto di terze parti.
- La mossa segna un’inversione rispetto agli anni in cui la piattaforma aveva bloccato l’accesso agli spot Bitcoin ed Ether ETF.
Il nuovo ruolo di Vanguard sugli asset digitali
La posizione è inserita all’interno di Vanguard Personal Wealth e richiede un profilo in grado di costruire la visione strategica dell’azienda sugli asset digitali, identificare opportunità di business e guidare l’esecuzione trasversale tra product, technology, operations, legal e compliance. Non si tratta di un ruolo operativo di secondo piano: il candidato dovrà consigliare il senior management sui cambiamenti nei mercati digitali e contribuire a definire l’approccio di lungo termine dell’azienda.
Ambito delle responsabilità
Il perimetro del mandato è ampio. L’esecutivo dovrà valutare prodotti per i clienti, modelli di custodia, settlement basato su blockchain, infrastruttura operativa per gli asset digitali e wallet digitali. Dovrà anche stabilire se Vanguard debba costruire nuove capacità internamente, affidarsi a partnership con terzi oppure rimandare l’ingresso in certi segmenti del mercato. Un approccio deliberatamente aperto, che riflette quanto sia ancora fluida la strategia complessiva.
La costruzione di una roadmap pluriennale è tra i compiti espliciti del ruolo, insieme alla definizione di framework di governance e gestione del rischio. Non un semplice scouting, dunque, ma una funzione strutturale destinata a incidere sull’intera organizzazione.
Rapporti con regolatori e settore
Tra le responsabilità figura anche la rappresentanza di Vanguard nei confronti di regolatori, clienti e associazioni di categoria. Questo dettaglio non è secondario: significa che chiunque ricoprirà il ruolo dovrà navigare un contesto normativo ancora in evoluzione, in un momento in cui la regolamentazione degli asset digitali nei principali mercati occidentali sta prendendo forma in modo accelerato.
Per un’azienda della dimensione di Vanguard, avere una figura dedicata al dialogo regolatorio sul digitale è già di per sé una dichiarazione di intenzioni.
Da scetticismo crypto a esplorazione degli asset digitali
Il contrasto con il passato recente è netto. Fino a poco tempo fa, Vanguard era rimasta uno dei più grandi scettici istituzionali del settore crypto, mentre concorrenti come BlackRock, Fidelity e Franklin Templeton lanciavano spot Bitcoin ETF e iniziative basate su blockchain.
Scetticismo storico su crypto ed ETF
Ad agosto 2024, il CEO Salim Ramji — arrivato da BlackRock dove aveva guidato il business iShares, responsabile tra l’altro del lancio dell’iShares Bitcoin ETF (IBIT) — aveva dichiarato apertamente che Vanguard non avrebbe lanciato crypto ETF propri, sostenendo che l’azienda non avrebbe “copiato i concorrenti” nonostante la rapida adozione degli spot Bitcoin ETF. Prima ancora di prendere il timone, Ramji aveva sottolineato che la decisione di non offrire un Bitcoin ETF era “del tutto coerente” con la filosofia di investimento di Vanguard.
L’analista ETF Nate Geraci ha evidenziato la portata del cambiamento commentando su X: Vanguard aveva in precedenza bloccato attivamente i propri clienti dall’acquisto di spot Bitcoin ed Ether ETF attraverso la sua piattaforma di brokeraggio. “La vita va abbastanza in fretta”, ha scritto, sintetizzando in una frase l’ironia del momento.
Evoluzioni recenti che indicano un cambiamento
Il primo segnale concreto di ammorbidimento era arrivato a dicembre, quando Vanguard aveva iniziato a consentire ai clienti di fare trading su ETF e fondi comuni legati alle criptovalute, pur mantenendo la posizione di non voler emettere prodotti crypto propri. Una distinzione sottile, ma significativa: accettare ciò che esiste sul mercato non equivale a costruirlo.
L’apertura di questa ricerca va oltre quella soglia. Non annuncia un lancio imminente di prodotti, ma allarga il focus ben oltre la semplice distribuzione di fondi di terze parti. Vanguard sta costruendo la capacità interna per decidere — con cognizione di causa — come e se entrare in ogni segmento del mercato digitale.
La scala di Vanguard e la strategia futura sugli asset digitali
Fondata nel 1975, Vanguard gestisce circa 10 trilioni di dollari in asset globali. Quando un’istituzione di questa dimensione inizia a costruire una funzione strutturata sugli asset digitali, le implicazioni per l’intero settore vanno oltre la singola azienda. Significa che la domanda non è più se i grandi gestori tradizionali si avvicineranno al mondo blockchain e crypto, ma con quale velocità e con quali modelli.
Il peso specifico di Vanguard nel risparmio gestito globale fa sì che ogni passo — anche solo l’apertura di una ricerca di personale — venga letto come un indicatore di tendenza. Il fatto che la nuova figura sia chiamata a valutare tokenizzazione, stablecoin, digital wallet e modelli di settlement blockchain suggerisce un interesse che va ben oltre la semplice esposizione ai prezzi di Bitcoin o Ether.
Resta aperta la questione più importante: se e quando questa esplorazione strategica si tradurrà in prodotti concreti per i clienti. La posizione pubblica dell’azienda resta quella di non voler lanciare crypto ETF propri, ma il mandato del nuovo dirigente include esplicitamente la valutazione di prodotti per i clienti finali. La distanza tra i due punti potrebbe essere più breve di quanto sembri oggi.
FAQ
Su cosa si concentrerà il nuovo ruolo dedicato agli asset digitali in Vanguard?
Il nuovo responsabile degli asset digitali guiderà la strategia su tokenizzazione, stablecoin, infrastruttura blockchain e prodotti per i clienti, sviluppando una roadmap pluriennale e rappresentando Vanguard nei confronti di regolatori e gruppi di settore.
Vanguard ha in programma di lanciare propri crypto ETF?
Ad agosto 2024, il CEO Salim Ramji aveva dichiarato che Vanguard non avrebbe lanciato crypto ETF propri, ritenendo la scelta coerente con la filosofia di investimento dell’azienda. La posizione ufficiale non è cambiata, ma il nuovo ruolo include la valutazione di prodotti per i clienti finali.
In che modo questa assunzione riflette il cambiamento rispetto alla posizione passata di Vanguard sulle criptovalute?
La ricerca del nuovo dirigente segnala uno spostamento strategico dopo anni di scetticismo verso i prodotti crypto. Vanguard aveva persino bloccato i propri clienti dall’acquisto di spot Bitcoin ed Ether ETF sulla sua piattaforma, prima di consentire il trading di ETF crypto di terze parti a dicembre.
Qual è la dimensione di Vanguard come gestore patrimoniale?
Vanguard gestisce circa 10 trilioni di dollari in asset a livello globale, posizionandosi tra i più grandi gestori di patrimoni al mondo.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

