HomeTradingFutures perpetui derivati oltre le crypto: Kalshi può intercettare 90 trilioni?

Futures perpetui derivati oltre le crypto: Kalshi può intercettare 90 trilioni?

Novanta trilioni di dollari scambiati offshore, in una zona grigia regolatoria. Ora Kalshi vuole portare quei volumi dentro i confini regolamentati degli Stati Uniti — e non solo sul fronte crypto. La piattaforma di prediction markets è in trattativa avanzata con la CFTC per espandere i propri futures perpetui su metalli, valute estere e materie prime energetiche, dopo aver già lanciato a maggio i primi contratti di questo tipo approvati negli USA.

Punti chiave

  • Kalshi ha lanciato a maggio i primi futures perpetui crypto regolamentati negli Stati Uniti, dopo il via libera della CFTC.
  • Da allora la piattaforma ha registrato 16,1 miliardi di dollari di volumi di trading su questi strumenti, con una base prevalentemente istituzionale.
  • L’espansione pianificata copre metalli (incluso l’oro), valute estere, energia e potenzialmente indici e singoli titoli azionari.
  • CME ha citato in giudizio la CFTC e il suo presidente Michael Selig per contestare l’approvazione dei perpetui a Kalshi e Coinbase.
  • Kalshi stima che nel 2023 i futures perpetui abbiano raggiunto 90 trilioni di dollari di volumi sulle piattaforme offshore.

Da strumento offshore a prodotto regolamentato: la mossa di Kalshi

I futures perpetui — detti anche “perps” — sono contratti derivati senza data di scadenza. A differenza dei futures tradizionali, non richiedono di chiudere o rinnovare la posizione: l’investitore può tenerla aperta a tempo indeterminato. A questo si aggiunge la possibilità di usare una leva finanziaria fino a 50 volte il valore del contratto, amplificando sia i potenziali guadagni che le perdite.

Fino a poco tempo fa, questi strumenti vivevano in un limbo normativo: né vietati né esplicitamente autorizzati negli USA, erano trattati quasi esclusivamente su piattaforme offshore. Kalshi stima che nel solo 2023 i volumi globali su questi contratti abbiano toccato i 90 trilioni di dollari, più del triplo rispetto all’anno precedente.

A maggio, dopo che la CFTC ha aperto la strada alle venue registrate negli Stati Uniti, Kalshi ha lanciato i primi futures perpetui crypto autorizzati nel paese. Il risultato è stato immediato: da allora la piattaforma ha accumulato 16,1 miliardi di dollari di volumi, con la componente istituzionale che guida la domanda.

Metalli, valute ed energia: dove punta Kalshi

L’oro è la prossima frontiera. Udesh Jha, chief risk officer di Kalshi, ha spiegato che i metalli preziosi sono emersi naturalmente come priorità perché “retail friendly” — adatti cioè anche agli investitori non professionali — ma con una domanda solida anche dal lato istituzionale.

Jha ha indicato che geopolitica e stagionalità rendono valute, metalli ed energia le classi di attivo con la domanda più alta da parte degli investitori. La società è già in trattative avanzate con i regolatori per ottenere le autorizzazioni necessarie. Nel mirino ci sono anche indici broad-based e singoli titoli azionari, anche se su questi fronti i tempi e le modalità di ingresso sono ancora da definire.

Il co-fondatore Tarek Mansour aveva già anticipato a giugno l’intenzione di espandere i perpetui, senza specificare le classi di attivo. Ora i dettagli emergono, e il quadro è più ambizioso di quanto sembrava.

La CFTC apre la consultazione sull’energia

Sul fronte energetico, il regolatore stesso sta muovendo i primi passi. A giugno la CFTC ha avviato una consultazione pubblica sull’eventuale espansione dei futures perpetui a materie prime energetiche fisicamente consegnabili o stoccabili, come il greggio. È un segnale che il percorso normativo è in corso, anche se i tempi di approvazione restano incerti.

Secondo fonti vicine alla questione, i contratti su classi di attivo diverse dalla crypto verrebbero negoziati durante gli orari regolari di mercato, non 24 ore su 24 come avviene per i derivati crypto offshore.

La risposta del mercato e la sfida legale di CME

L’ingresso di Kalshi nel mercato dei derivati futures regolamentati ha già prodotto effetti visibili. Nell’immediato dopo l’approvazione CFTC, i titoli delle principali borse derivati americane — CME, CBOE, Nasdaq e Intercontinental Exchange — hanno subito vendite significative, con gli investitori che hanno prezzato il rischio competitivo.

CME ha reagito in modo più diretto. Il CEO uscente Terry Duffy a giugno ha definito i perpetui “un disastro in attesa di accadere”, criticando apertamente la CFTC per aver autorizzato questi strumenti. La società ha poi formalizzato la propria opposizione con un’azione legale: CME ha citato in giudizio sia la CFTC che il suo presidente Michael Selig, contestando le approvazioni concesse a Kalshi e all’exchange crypto Coinbase.

La mossa è letta da molti osservatori come un tentativo di proteggere la posizione dominante di CME nel mercato americano dei derivati, più che come una preoccupazione genuina per i rischi sistemici. Ma la battaglia legale potrebbe rallentare l’espansione del settore, almeno nel breve periodo.

Perché il mercato istituzionale conta

Il fatto che la gran parte dei 16,1 miliardi di dollari di volumi su Kalshi provenga da investitori istituzionali è un dato strategicamente rilevante. Significa che i perps regolamentati non stanno cannibalizzando solo il retail, ma stanno attrarre capitali che prima si muovevano offshore — o che semplicemente non partecipavano a questi mercati per mancanza di un veicolo regolamentato.

Se l’espansione su oro, valute ed energia andrà a buon fine, Kalshi potrebbe diventare un punto di riferimento per quella domanda istituzionale che oggi non ha un’alternativa americana regolamentata per i futures perpetui su asset tradizionali. È esattamente questo scenario che preoccupa le borse consolidate.

FAQ

Cosa sono i futures perpetui e in cosa differiscono dai futures tradizionali?

I futures perpetui sono contratti senza data di scadenza, che permettono agli investitori di mantenere la posizione su un asset a tempo indeterminato. I futures tradizionali hanno invece una scadenza fissa, dopo la quale la posizione va chiusa o rinnovata.

Su quali classi di attivo Kalshi punta ad espandere i futures perpetui oltre alle crypto?

Kalshi sta cercando l’approvazione per estendere i futures perpetui a metalli come l’oro, valute estere, mercati energetici e potenzialmente indici broad-based e singoli titoli azionari.

Perché CME ha fatto causa alla CFTC sui futures perpetui?

CME ha citato in giudizio la CFTC e il suo presidente Michael Selig per contestare la decisione di autorizzare Kalshi e Coinbase a listare futures perpetui. Il CEO uscente Terry Duffy li ha definiti “un disastro in attesa di accadere”, e molti analisti leggono la causa come un tentativo di CME di difendere la propria posizione dominante nel mercato americano dei derivati.

Chi sono i principali utenti dei futures perpetui di Kalshi finora?

La maggior parte dei volumi registrati su Kalshi proviene da investitori istituzionali, anche se la partecipazione retail è presente e risulta particolarmente attiva sul segmento dell’oro.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo
Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.
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