Visa ha appena costruito qualcosa che potrebbe cambiare le regole del gioco nel mercato dei pagamenti digitali istituzionali. La piattaforma stablecoin Visa, nota come VSP (Visa Stablecoin Platform), è stata lanciata con Open USD come primo asset digitale supportato, offrendo a banche, fintech e operatori di pagamento un sistema centralizzato per gestire dollari digitali. La vera domanda è quanto questa mossa pesi su Circle, l’azienda che ha costruito la dominanza di USDC nel corso di anni.
Summary
Punti chiave
- Visa ha lanciato la VSP (Visa Stablecoin Platform), piattaforma enterprise per la gestione di stablecoin, con Open USD come primo asset supportato.
- La piattaforma supporta anche USDC e USDG e integra minting, storage, trasferimento e redemption tramite sistemi gestiti da Visa.
- Open USD offre minting e redemption senza commissioni con condivisione dei ricavi da riserva tra i partner, un modello economico diverso da quello di Circle.
- Oltre 140 aziende — tra cui Mastercard, BlackRock e Coinbase — sostengono l’iniziativa Open USD annunciata il 30 giugno.
- Visa aveva già registrato un run rate di 7 miliardi di dollari in settlement di stablecoin prima del lancio della VSP.
Visa lancia la piattaforma enterprise per stablecoin con Open USD
VSP non è un semplice esperimento pilota. È un’infrastruttura completa che consente alle istituzioni finanziarie di operare con le stablecoin senza dover abbandonare i sistemi di pagamento tradizionali già in uso. Il punto di forza, almeno sulla carta, è proprio la coesistenza: i clienti possono affiancare la nuova infrastruttura digitale a quella esistente, senza sostituirla.
Jack Forestell, Chief Product and Strategy Officer di Visa, ha sintetizzato il problema con una frase diretta: “la parte difficile non è il concetto, è la realtà operativa” quando le istituzioni adottano le stablecoin. VSP nasce per rispondere esattamente a quella complessità operativa.
Funzionalità e integrazione della piattaforma
La piattaforma integra quattro funzioni fondamentali: minting, storage, trasferimento e redemption di stablecoin, il tutto attraverso sistemi gestiti direttamente da Visa. A queste si aggiungono infrastruttura Wallet-as-a-Service, connettività blockchain e i sistemi di risk management e sicurezza già consolidati nel network Visa.
Non è un dettaglio secondario. Le istituzioni che oggi esitano ad adottare le stablecoin spesso lo fanno per ragioni operative e di compliance, non per mancanza di interesse. Avere un unico operatore come Visa che gestisce tutta la filiera riduce drasticamente quella frizione.
Supporto per più stablecoin
La piattaforma non è esclusiva di Open USD. Al lancio supporta anche USDC e USDG, il che la rende un hub multi-stablecoin piuttosto che uno strumento pensato per spingere un singolo asset. Questa scelta è strategicamente rilevante: Visa si posiziona come infrastruttura neutrale, non come emittente di stablecoin.
Il modello economico di Open USD e il sostegno istituzionale
Open USD è la stablecoin di Open Standard, e il suo modello economico è il vero elemento dirompente. Mentre USDC di Circle genera ricavi significativi dalle riserve mantenendo per sé la maggior parte degli interessi, Open Standard ha scelto una strada diversa.
Minting, redemption e condivisione ricavi senza commissioni
Open USD offre minting e redemption completamente gratuiti e redistribuisce la maggior parte dei ricavi da riserva ai partner distributori, al netto dei costi operativi. È un modello che incentiva la distribuzione: più soggetti hanno interesse a integrare Open USD perché ci guadagnano direttamente.
Per le istituzioni finanziarie, questo cambia il calcolo economico. Non si tratta solo di scegliere quale stablecoin usare tecnicamente, ma di valutare quale porta più valore economico all’interno della propria struttura.
Sostegno da grandi aziende
Il peso del consorzio dietro Open USD è difficile da ignorare. Quando l’iniziativa è stata annunciata il 30 giugno, oltre 140 aziende avevano già aderito. Tra i nomi: Mastercard, BlackRock, Coinbase e decine di altri operatori nei settori finanza, tecnologia e crypto. Visa stessa fa parte del gruppo.
Quella lista non è solo un endorsement simbolico. È una rete di potenziali distributori e integratori che potrebbe accelerare significativamente l’adozione di Open USD rispetto a quanto impiegherebbe un asset senza questo tipo di supporto coordinato.
Impatto sul mercato e competizione con USDC di Circle
Circle ha costruito USDC in anni di lavoro, costruendo liquidità, relazioni regolamentari e fiducia istituzionale. Ma il lancio della VSP con Open USD apre un fronte competitivo che va oltre la semplice rivalità tra stablecoin.
Open USD sfida USDC con un modello di ricavi diverso
Il problema per Circle non è solo che esiste un nuovo concorrente. È che Open USD attacca il modello di business di USDC dal lato economico. Se i partner distributori ottengono una quota dei ricavi da riserva con Open USD e non con USDC, l’incentivo a promuovere quest’ultimo si riduce nel tempo.
Visa aveva già registrato un run rate di circa 7 miliardi di dollari in settlement di stablecoin prima del lancio della VSP. Quella cifra indica che l’infrastruttura stava già funzionando. Ora con una piattaforma dedicata, la capacità di indirizzare flussi verso Open USD cresce in modo strutturale.
Reazioni degli investitori e pressioni sui margini di Circle
I mercati hanno già risposto. Le azioni di Circle sono scese dopo l’annuncio di Open USD, riflettendo la preoccupazione che il nuovo modello di revenue sharing possa erodere i margini dell’emittente di USDC. Mizuho ha poi declassato Circle e tagliato il suo target price da 85 a 50 dollari, citando esplicitamente la pressione che Open USD potrebbe esercitare sui flussi di reddito da riserva verso i partner distributori.
È un segnale che gli analisti considerano la minaccia concreta, non teorica. Al tempo stesso, Open USD deve ancora costruire la liquidità, la copertura regolamentare e la penetrazione di mercato che USDC ha accumulato nel corso di anni. Quella distanza non si colma con un annuncio, per quanto potente sia il consorzio alle spalle.
Il vero banco di prova arriverà quando banche e fintech dovranno decidere se integrare davvero gli strumenti VSP su scala. Visa ha costruito l’infrastruttura. Ora tocca alle istituzioni scegliere se usarla — e in che misura quella scelta ridisegnerà i flussi di dollari digitali nel sistema finanziario globale.
FAQ
Che cos’è la Visa Stablecoin Platform (VSP)?
VSP è una piattaforma enterprise che consente a banche, fintech e operatori di pagamento di effettuare minting, storage, trasferimento e redemption di stablecoin attraverso sistemi gestiti direttamente da Visa, integrandosi con l’infrastruttura di pagamento tradizionale già esistente.
Quali stablecoin supporta la piattaforma Visa?
Al lancio, la piattaforma supporta tre stablecoin: Open USD, USDC e USDG.
In cosa si differenzia il modello economico di Open USD da quello di USDC di Circle?
Open USD offre minting e redemption senza commissioni e redistribuisce la maggior parte dei ricavi generati dalle riserve ai partner distributori, al netto dei costi operativi. USDC di Circle opera con una struttura diversa, in cui Circle trattiene una quota maggiore di quei proventi.
Perché Open USD è considerata una sfida per USDC di Circle?
Open USD mette sotto pressione USDC perché propone un modello economico più vantaggioso per i distributori, ha il sostegno di oltre 140 aziende tra cui Mastercard, BlackRock e Coinbase, e ora può contare sulla distribuzione diretta attraverso la rete istituzionale di Visa. Questo potrebbe modificare nel tempo gli incentivi a promuovere USDC rispetto a Open USD.
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