Bruciare oltre 110 milioni di token in un solo giorno dovrebbe essere una buona notizia per chi detiene SHIB. Invece, nonostante la burn di Robinhood e Shiba abbia raggiunto il massimo giornaliero degli ultimi sei mesi, il prezzo è sceso di circa il 5% nella stessa seduta. È il segnale più chiaro che qualcosa di strutturale non funziona nella narrativa “brucia e aspetta”.
Summary
Punti chiave
- Sono stati bruciati oltre 110 milioni di SHIB, il maggiore burn giornaliero in sei mesi, con Robinhood come principale contributore (circa 109 milioni di token).
- Le burn settimanali sono salite a 152 milioni di token, un aumento del 56% rispetto al periodo precedente.
- Nonostante i record, i grandi investitori hanno trasferito sugli exchange oltre un trilione di SHIB, annullando l’effetto positivo delle burn.
- La supply circolante rimane a circa 585,6 trilioni di token: un numero talmente alto da rendere marginale qualsiasi campagna di burn attuale.
- Il vero ostacolo al recupero del prezzo non è l’offerta, ma la domanda assente.
Il record di burn: numeri impressionanti, effetti limitati
Il burn è stato tecnicamente notevole. Un wallet riconducibile a Robinhood ha inviato circa 109 milioni di SHIB verso indirizzi morti, con piccoli holder che hanno aggiunto ulteriori milioni al totale. Il risultato finale: oltre 110 milioni di token eliminati permanentemente dalla circolazione in un’unica giornata, il dato più alto degli ultimi sei mesi.
Su base settimanale, la tendenza è altrettanto marcata. Le burn sono salite a 152 milioni di token, con un balzo di quasi il 56% rispetto alla settimana precedente. La community ha dimostrato coordinazione e volontà. Ma il mercato ha risposto nella direzione opposta.
SHIB ha perso circa il 5% nella giornata del record. Su base mensile, le perdite raggiungono circa il 9%. Il prezzo è rimasto compresso in un range ristretto, senza segnali di momentum rinnovato. La disconnessione tra attività di burn e reazione del mercato è difficile da ignorare.
Le vendite whale annullano l’effetto delle burn
Mentre la community bruciava token, i grandi investitori facevano l’opposto. Oltre un trilione di SHIB è confluito sugli exchange in quel periodo, aggiungendo pressione di vendita massiccia. I whale non stavano accumulando: stavano riducendo l’esposizione.
Questo squilibrio racconta tutto. Un burn da 110 milioni di token non può competere con trasferimenti da un trilione verso le piattaforme di trading. Le proporzioni sono semplicemente incomparabili.
Il sentiment nel settore memecoin continua a deteriorarsi. Il trader James Wynn ha pubblicamente definito SHIB un token “morto”. Non è un’opinione isolata: il comportamento dei whale, che preferiscono uscire piuttosto che aumentare le posizioni, segnala una fiducia fragile. Quando i grandi holder vendono invece di comprare, le campagne di burn diventano rumore di fondo.
L’offerta circolante: un problema di scala
Per capire perché le burn attuali abbiano un impatto così limitato, basta guardare i numeri assoluti. Nonostante anni di campagne, la supply circolante di SHIB si attesta ancora intorno a 585,6 trilioni di token. Bruciare 110 milioni in un giorno, o anche 152 milioni in una settimana, è come togliere un secchio d’acqua da un oceano.
Il contesto storico rende tutto ancora più chiaro. Nel 2021, il co-fondatore di Ethereum Vitalik Buterin ricevette metà della supply originale di SHIB e successivamente bruciò oltre 410 trilioni di token in una singola transazione. Quella mossa da sola rappresenta ancora quasi la totalità dei token mai rimossi dalla circolazione. Tutte le campagne comunitarie successive, messe insieme, impallidiscono al confronto.
Questo non significa che le burn siano inutili in assoluto. Nel lungo periodo, una riduzione costante dell’offerta può avere effetti cumulativi. Ma il ritmo attuale — qualche centinaio di milioni di token a settimana contro una supply di centinaia di trilioni — non è sufficiente a spostare gli equilibri nel breve termine.
Domanda, non offerta: il vero nodo per Shiba Inu
Il problema centrale di SHIB oggi non è quanto token ci siano in circolazione. È quante persone vogliano comprarli.
Le campagne di burn funzionano teoricamente secondo un principio semplice: meno offerta a parità di domanda significa prezzo più alto. Ma quel meccanismo presuppone che la domanda esista o stia crescendo. Se i nuovi acquirenti non arrivano — e i dati attuali suggeriscono che non stiano arrivando — ridurre l’offerta di qualche decimale percentuale non cambia la traiettoria del prezzo.
I whale che vendono invece di accumulare sono un segnale di mercato preciso: chi conosce meglio il token e ha le risorse per muoversi in anticipo sta uscendo. Questo tipo di comportamento tende a precedere, non a seguire, le fasi di debolezza prolungata.
Il sentiment nel settore dei memecoin è complessivamente in deterioramento. SHIB non è un caso isolato, ma è uno dei token più esposti a questa dinamica per via della sua supply astronomica e della sua dipendenza da cicli di entusiasmo speculativo.
Cosa serve davvero per invertire la rotta
Le burn possono ridurre i token disponibili nel tempo. Ma perché il prezzo si muova in modo significativo, serve che torni la domanda: nuovi acquirenti, nuovi casi d’uso, nuovi catalizzatori narrativi capaci di attrarre capitali freschi.
Finché i whale continuano a ridurre l’esposizione e il sentiment nel settore memecoin rimane debole, anche i record di burn rischiano di passare inosservati. La storia di SHIB degli ultimi anni lo conferma: nessuna campagna di burn, al di fuori di quella straordinaria di Vitalik Buterin nel 2021, ha generato guadagni di prezzo duraturi.
La prossima mossa rilevante per SHIB non verrà probabilmente da un wallet che invia token verso indirizzi morti. Verrà dal momento in cui i compratori torneranno a superare i venditori — e oggi quel momento sembra ancora lontano.
FAQ
Perché il prezzo di Shiba Inu è sceso nonostante una burn record?
I grandi investitori hanno trasferito sugli exchange oltre un trilione di SHIB nello stesso periodo, generando una pressione di vendita che ha ampiamente superato l’effetto positivo della burn. Il risultato è stato un calo di circa il 5%.
L’aumento delle burn ha migliorato il sentiment di mercato su SHIB?
No. Nonostante le burn settimanali siano aumentate del 56% e abbiano raggiunto un record giornaliero, il sentiment nel settore memecoin continua a indebolirsi. I whale stanno riducendo l’esposizione anziché accumulare, segnale che la fiducia rimane fragile.
Qual è il principale ostacolo al recupero del prezzo di Shiba Inu?
La domanda debole, non l’offerta elevata, è l’ostacolo principale. Anche con una supply circolante ancora intorno ai 585,6 trilioni di token, il problema centrale è l’assenza di acquirenti sufficienti a sostenere o far salire il prezzo.
Quanto sono significative le burn recenti rispetto a quelle storiche?
Le burn attuali sono marginali rispetto all’evento storico del 2021, quando Vitalik Buterin bruciò oltre 410 trilioni di SHIB in una singola transazione — un’operazione che rappresenta ancora quasi la totalità dei token mai rimossi dalla circolazione. Le campagne comunitarie recenti, pur in crescita, non si avvicinano lontanamente a quella scala.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

