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Inchiesta su banche e crypto nel Regno Unito: a rischio le ambizioni di hub globale

Le imprese crypto britanniche si trovano da anni in una situazione paradossale: operano all’interno di framework legali, rispettano le normative vigenti, eppure faticano ad aprire un semplice conto corrente. Ora il Parlamento del Regno Unito ha deciso di indagare formalmente su questo problema, avviando un’inchiesta su banche e crypto nel Regno Unito che potrebbe ridefinire il rapporto tra il sistema finanziario tradizionale e il settore degli asset digitali.

Punti chiave

  • Il Crypto and Digital Assets All-Party Parliamentary Group (APPG) ha avviato un’inchiesta formale sull’accesso ai servizi bancari per le imprese crypto nel Regno Unito.
  • L’APPG raccoglierà prove scritte da banche, fintech e aziende crypto dal 21 luglio al 31 agosto 2026, per poi pubblicare un rapporto con raccomandazioni al governo.
  • L’inchiesta esaminerà anche i modelli adottati in altre giurisdizioni: USA, Hong Kong, Australia e UE.
  • Il nuovo quadro normativo crypto UK entrerà in vigore il 25 ottobre 2027: l’inchiesta vuole verificare che le barriere bancarie non ne compromettano l’efficacia.
  • Il nuovo premier Andy Burnham ha annunciato lo stop al piano di identità digitale del governo precedente, aprendo un dibattito su come il paese intende gestire l’identità dei cittadini nell’era digitale.

Il Parlamento UK avvia un’inchiesta sulle difficoltà bancarie per le crypto

Il Crypto and Digital Assets All-Party Parliamentary Group ha annunciato martedì l’apertura dell’indagine. Il gruppo trasversale — presieduto da Lord Vaizey of Didcot, ex ministro per l’economia digitale e membro della Camera dei Lord, e dal deputato laburista Gurinder Singh Josan CBE — ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni sistematiche negli ultimi anni da aziende del settore che descrivono ostacoli concreti nell’accedere ai servizi bancari.

Il nodo centrale è semplice ma pesante: molte imprese crypto, pur operando in modo lecito, si vedono rifiutare l’apertura di conti correnti aziendali o subiscono chiusure improvvise di quelli già attivi. Non si tratta solo delle aziende crypto in senso stretto: anche i fornitori di servizi professionali collegati al settore — come le compagnie assicurative — hanno incontrato difficoltà simili.

Accesso a conti bancari e restrizioni sulle transazioni

L’inchiesta si concentra su due fronti distinti. Il primo riguarda l’apertura e il mantenimento di conti bancari per le imprese del settore. Il secondo tocca le restrizioni che alcune banche britanniche hanno imposto sulle transazioni legate alle crypto: blocchi sui pagamenti verso determinate piattaforme, limiti agli importi trasferibili, misure che di fatto isolano le aziende dal sistema dei pagamenti ordinario.

L’APPG vuole capire se queste misure siano proporzionate ai rischi reali che le banche cercano di gestire, e quale impatto abbiano su consumatori, imprese, innovazione e concorrenza. È una domanda che il settore pone da anni senza ricevere risposta ufficiale.

Tempi dell’inchiesta e raccolta prove

La raccolta di prove scritte è aperta dal 21 luglio al 31 agosto 2026. L’invito è rivolto a banche, operatori dei pagamenti, aziende fintech e imprese crypto. Al termine del periodo di consultazione, il gruppo parlamentare pubblicherà un rapporto con le proprie conclusioni e raccomandazioni al governo. I tempi sono stretti e il segnale politico è chiaro: si vuole arrivare a risposte concrete prima che il nuovo quadro normativo entri a regime.

Ambito dell’inchiesta e confronti internazionali

L’inchiesta non si limita al perimetro britannico. L’APPG ha esplicitamente incluso nell’analisi gli approcci adottati in altre giurisdizioni chiave per capire dove il Regno Unito si colloca rispetto ai propri competitor globali.

Approcci bancari internazionali sotto esame

Negli Stati Uniti, la pressione coordinata di regolatori e istituti finanziari per allontanare le banche dal settore crypto è diventata nota come “Operation Chokepoint 2.0”, un fenomeno che ha alimentato accuse di discriminazione sistematica verso aziende legalmente operative. L’APPG non ha tracciato un parallelo diretto con la situazione britannica, ma il richiamo implicito è evidente. Saranno esaminati anche i modelli di Hong Kong, Australia e Unione Europea, dove l’approccio normativo verso le crypto — e di conseguenza quello bancario — si è sviluppato in modo diverso.

Valutazione delle restrizioni bancarie e dei loro effetti

Qui emerge la dimensione più strategica dell’inchiesta. Il Regno Unito ha ambizioni dichiarate di diventare un hub globale per gli asset digitali. Se le banche continuano a trattare le imprese crypto come clienti ad alto rischio da evitare — indipendentemente dalla loro conformità normativa — quell’ambizione rischia di restare sulla carta. L’inchiesta vuole stabilire se le barriere bancarie attuali siano un ostacolo strutturale all’ecosistema digitale britannico, non una semplice frizione operativa.

Contesto normativo e politico che influenza l’inchiesta

L’avvio dell’indagine non avviene nel vuoto. Si inserisce in un momento di transizione sia normativa che politica particolarmente denso.

Tempistiche del nuovo quadro normativo crypto UK

Poche settimane fa il governo britannico ha pubblicato il nuovo quadro normativo per le crypto, con entrata in vigore fissata al 25 ottobre 2027. L’APPG ha sottolineato che proprio questo momento rappresenta l’occasione giusta per verificare se le barriere bancarie esistenti rischino di vanificare il lavoro normativo già fatto. Un framework regolatorio solido non serve a molto se le imprese regolamentate non riescono comunque ad accedere al sistema bancario.

Cambiamenti politici e nuove politiche sull’identità digitale

L’inchiesta coincide con un cambio di governo. Andy Burnham, nuovo primo ministro laburista, ha annunciato l’intenzione di cancellare il piano di identità digitale del governo precedente, riorientando le risorse verso misure sul costo della vita. Burnham ha anche nominato John Healey come Cancelliere dello Scacchiere. Secondo Jonathan Herbst, Global Head of Financial Services dello studio legale Norton Rose Fulbright, il nuovo cancelliere garantirà probabilmente che le riforme finanziarie in corso vengano portate avanti in modo prevedibile e coordinato. «Per le imprese attive a livello internazionale, l’attrattività del Regno Unito dipende non solo dalla sostanza delle regole ma dalla stabilità dell’ambiente regolatorio», ha dichiarato Herbst.

Punti di vista del settore sull’identità digitale

La scelta di Burnham di abbandonare il progetto di identità digitale centralizzata ha suscitato reazioni contrastanti nel settore. Stefan Deiss, co-fondatore e CEO di The Hashgraph Group, ha difeso la logica della decisione pur chiedendo di non abbandonare l’ambizione complessiva. «La tecnologia è andata avanti, e ora esiste un modo migliore: credenziali conservate in un wallet sicuro sul telefono del cittadino, non su un server statale», ha dichiarato Deiss. «Burnham ha promesso un governo che lavora per le persone comuni. Un’identità che i cittadini possiedono davvero è esattamente questo. Metti in pausa il vecchio modello, ma non perdere l’ambizione.»

Il punto è rilevante per il settore crypto perché un’infrastruttura di identità digitale robusta e interoperabile è considerata un abilitatore fondamentale per l’adozione di servizi finanziari decentralizzati. Rinunciare a quel progetto senza un’alternativa chiara lascia aperta una lacuna che potrebbe rallentare l’integrazione tra finanza tradizionale e asset digitali.

Il quadro che emerge è quello di un paese che vuole guidare la corsa globale agli asset digitali ma deve ancora risolvere contraddizioni di base: banche che chiudono i conti alle imprese crypto mentre il governo le invita a operare in UK, un framework normativo in arrivo ma non ancora operativo, e ora un cambio di leadership che riapre domande su infrastrutture digitali che sembravano già definite. L’inchiesta parlamentare è il primo tentativo istituzionale serio di misurare questa distanza — e di capire quanto costi davvero colmarla.

FAQ

Qual è il focus dell’inchiesta del Parlamento UK sul settore crypto?

L’inchiesta si concentra sulle difficoltà che le imprese crypto incontrano nell’accedere ai conti bancari e sulle restrizioni imposte da alcune banche britanniche sulle transazioni legate agli asset digitali, inclusi blocchi ai pagamenti e limiti ai trasferimenti.

Chi guida l’inchiesta del Crypto and Digital Assets APPG?

L’inchiesta è presieduta da Lord Vaizey of Didcot, ex ministro per l’economia digitale e membro della Camera dei Lord, e dal deputato laburista Gurinder Singh Josan CBE.

Quali giurisdizioni internazionali saranno esaminate per le pratiche bancarie?

L’APPG analizzerà gli approcci adottati negli Stati Uniti, a Hong Kong, in Australia e nell’Unione Europea, per valutare come il Regno Unito si posizioni rispetto ad altri mercati chiave per gli asset digitali.

Come incide la politica del nuovo premier sull’identità digitale?

Andy Burnham ha annunciato lo stop al piano di identità digitale del governo precedente. Esperti del settore come Stefan Deiss di The Hashgraph Group hanno accolto positivamente l’abbandono del modello centralizzato, chiedendo però di sviluppare un’alternativa basata su wallet digitali controllati dai cittadini, anziché rinunciare del tutto all’ambizione.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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