Il settore del mining globale affronta una svolta decisiva con il recente fallimento Poolin Bitcoin, un evento che segna il collasso definitivo di uno dei principali attori storici del settore. Questa evoluzione rappresenta la fine di una parabola iniziata con le restrizioni asiatiche.
Summary
Le origini della crisi e il divieto mining Cina 2021
Le difficoltà della società affondano le radici nel divieto mining Cina 2021, un provvedimento che ha imposto la ricollocazione forzata delle attività. Questa pressione operativa ha innescato un progressivo deterioramento della stabilità aziendale. Lo spostamento forzato verso i mercati occidentali ha generato costi insostenibili per l’infrastruttura.
Durante il suo massimo splendore, situato attorno al 2019, la società controllava una quota compresa tra il 18% e il 20% dell’hashrate globale. Negli anni successivi la produzione si è fermata del tutto. L’hashrate Poolin azzerato ha evidenziato l’inefficacia delle nuove operazioni, ormai inattive da tempo.
Il fallimento Poolin Bitcoin e il Chapter 11 negli Stati Uniti
La situazione è precipitata nel New Jersey con la presentazione della domanda per il Poolin Chapter 11 Stati Uniti. Poolin Technology ha depositato la richiesta di bancarotta presso la Corte fallimentare del Distretto del New Jersey. Questa procedura di bancarotta coinvolge direttamente anche le consociate americane Lonestar Dream e Lonestar Taproot.
I documenti ufficiali depositati in tribunale rivelano passività stimate per circa 173 milioni di dollari. Alcuni rapporti indicano una forbice di debiti compresa tra i 100 milioni e i 500 milioni di dollari. Questa situazione debitoria evidenzia la gravità della crisi finanziaria che ha colpito l’intero gruppo.
Il co-fondatore Kevin Pan aveva ammesso pubblicamente le difficoltà aziendali attraverso un messaggio sul social network WeChat. Quella dichiarazione confermava l’esistenza di gravi problemi di liquidità, anticipando la successiva chiusura e il definitivo fallimento Poolin Bitcoin.
Il blocco dei prelievi e la ristrutturazione con Thor CALAP
La crisi era diventata manifesta già nel settembre 2022, periodo in cui si sono registrati i primi prelievi Poolin bloccati per gli utenti del servizio. La società ha deciso di sospendere le operazioni del wallet proprietario. Per arginare le proteste sono stati emessi dei certificati sotto forma di IOU.
La misura straordinaria ha colpito circa 11.700 clienti, per un controvalore complessivo stimato in circa 163,7 milioni di dollari in crediti non riscossi. I possessori dei wallet vedono i propri fondi bloccati dal settembre 2022. Le speranze di ottenere un IOU Poolin rimborso rimangono legate alla ristrutturazione guidata dal tribunale.
Il piano di rientro si concentra sulla svalutazione e liquidazione dei siti di mining situati nel West Texas. L’offerta iniziale di tipo stalking-horse presentata da Thor CALAP LLC ammonta a 52 milioni di dollari. Questo rappresenta l’unico reale livello minimo per il recupero dei capitali.

