HomeTradingBitcoin -14% e Ether -25%: il calo volumi trading Coinbase nel Q2

Bitcoin -14% e Ether -25%: il calo volumi trading Coinbase nel Q2

I numeri del secondo trimestre di Coinbase raccontano una storia che Wall Street conosceva già, ma che fa comunque male: il calo dei volumi di trading nel Q2 ha costretto le principali banche d’investimento a rivedere al ribasso le proprie stime sugli utili della più grande piattaforma crypto americana. La vera domanda, però, non riguarda il trimestre appena chiuso. Riguarda quello che viene dopo.

Punti chiave

  • Barclays stima che Coinbase abbia processato circa 152 miliardi di dollari di volumi nel Q2, contro un’attesa di mercato di circa 178 miliardi.
  • Bitcoin ha perso circa il 14% nel trimestre, Ether circa il 25%, pesando sull’attività di trading retail.
  • I ricavi da abbonamenti e servizi — USDC, staking, custody — sono attesi come ammortizzatore contro il calo delle commissioni sulle transazioni.
  • I segmenti più nuovi come derivati e mercati predittivi mostrano potenziale ma hanno contribuito poco ai ricavi del Q2.
  • Il Clarity Act negli USA resta la principale variabile regolatoria per gli investitori di Coinbase.

Volumi in caduta libera: le stime degli analisti

Aprile e maggio sono stati mesi difficili per l’intero settore crypto, con la partecipazione retail ai minimi e prezzi in costante pressione. Giugno ha mostrato qualche segnale di ripresa, ma non abbastanza da compensare la debolezza dei mesi precedenti. Il risultato è un trimestre che quasi tutti gli analisti avevano già scontato, ma che conferma una vulnerabilità strutturale di Coinbase.

Barclays, Benchmark, Clear Street e Compass Point hanno tutte abbassato le proprie stime prima della pubblicazione dei risultati. L’analista di Barclays Benjamin Budish stima che la piattaforma abbia elaborato circa 152 miliardi di dollari in volumi, ben al di sotto delle aspettative di consenso ferme intorno a 178 miliardi. Budish prevede anche un EBITDA rettificato circa il 3% sotto il consenso, con pressioni particolari sui ricavi istituzionali e sulle blockchain rewards.

Owen Lau di Clear Street ha proiettato volumi intorno a 160 miliardi di dollari e un EBITDA rettificato di 301 milioni, citando un’attività retail più debole del previsto. Mark Palmer di Benchmark ha ridotto la sua stima di EBITDA a 377 milioni, mentre Compass Point si aspetta che i ricavi manchino leggermente il consenso, pur prevedendo un EBITDA sostanzialmente in linea.

Quello che emerge è un quadro coerente: il calo dei volumi di trading Coinbase nel Q2 non è in discussione. Il dibattito riguarda la profondità del danno e la velocità con cui i nuovi segmenti di business potranno ridurre la dipendenza dalle commissioni sulle transazioni.

I ricavi da abbonamenti come scudo

Non tutti i segnali sono negativi. Gli analisti convergono su un punto: i ricavi da abbonamenti e servizi rappresentano un elemento di stabilità in un trimestre altrimenti difficile.

Questo segmento comprende gli interessi su USDC, le ricompense dallo staking, le commissioni di custody, gli abbonamenti Coinbase One e i servizi istituzionali. Sono entrate meno esposte alle oscillazioni giornaliere dei mercati crypto, e per questo considerate un cuscinetto contro la volatilità delle commissioni transazionali.

Benchmark si aspetta che questo segmento fornisca un “contrappeso” agli utili. Barclays proietta ricavi verso il limite inferiore della guidance aziendale, riflettendo prezzi crypto più bassi e una crescita modesta dei saldi USDC. Compass Point è più cauta, avvertendo che i risultati potrebbero attestarsi sotto il punto medio della guidance a causa della crescita rallentata delle stablecoin.

Il nodo centrale è che USDC rimane un elemento importante di questo segmento — ma è anche un asset esposto alla concorrenza crescente nel mercato delle stablecoin.

Derivati e mercati predittivi: promesse ancora da mantenere

Guardando oltre il Q2, gli analisti identificano due aree di potenziale crescita a lungo termine: i derivati e i mercati predittivi. Entrambi, però, hanno contribuito poco ai ricavi del trimestre appena chiuso.

Sul fronte dei mercati predittivi, Barclays li considera una categoria in rapida crescita, trainata dall’attività intorno agli eventi sportivi. Clear Street li vede come uno dei driver di crescita futura. Ma Compass Point solleva un punto critico: Coinbase registra i ricavi lordi pur condividendo una quota degli economics con Kalshi, il che rende il contributo netto significativamente più basso di quanto suggeriscano le cifre di superficie.

Per i derivati, l’acquisizione di Deribit e il business dei futures perpetui internazionali offrono a Coinbase un’esposizione a un mercato globale molto più grande del solo spot trading. Gli analisti concordano nel vedere i derivati come un’opportunità strutturale, ma non come una risposta immediata alla debolezza del Q2.

Il Clarity Act e l’incertezza regolatoria

Il dibattito più acceso tra gli investitori non riguarda il trimestre passato, ma Washington. Il Clarity Act — il disegno di legge che stabilirebbe un quadro regolatorio per gli asset digitali negli Stati Uniti — è considerato il principale catalizzatore potenziale per il titolo COIN.

Le posizioni degli analisti divergono nettamente. Benchmark ritiene che i recenti progressi sulle disposizioni etiche abbiano migliorato materialmente le probabilità di approvazione al Senato. Barclays è più cauta, avvertendo che il calendario legislativo è stretto e che le priorità concorrenti potrebbero ancora ritardare il provvedimento. Compass Point è la più scettica: il Senato ha poco margine prima della pausa di agosto, e se la legge si impantanasse, la valutazione di Coinbase potrebbe risentirne.

Questo è il punto dove il Q2 diventa quasi irrilevante. Gli investitori che guardano avanti sanno che un quadro regolatorio chiaro negli USA cambierebbe le regole del gioco per l’intero settore — e Coinbase, come exchange dominante, ne sarebbe tra i principali beneficiari.

La dipendenza dal trading: un nodo ancora irrisolto

Coinbase ha investito pesantemente per diversificare: stablecoin, derivati, pagamenti, tokenizzazione, la blockchain Base. Queste attività crescono. Ma restano piccole rispetto ai ricavi transazionali.

Il titolo COIN ha perso circa l’1,7%, scendendo a circa 165 dollari, nel mercoledì precedente alla pubblicazione dei risultati prevista per giovedì. Un movimento che riflette l’incertezza del mercato più che una condanna definitiva.

La tensione narrativa che circonda Coinbase è quella tra due visioni opposte. Chi è ottimista sostiene che la società stia costruendo flussi di ricavi ricorrenti capaci di smorzare la ciclicità del trading. Chi è pessimista risponde che, nonostante tutti gli sforzi, il business dipende ancora in modo massiccio dall’umore del retail crypto — e il Q2 è lì a ricordarlo.

Con Bitcoin sceso di circa il 14% nel trimestre e Ether di circa il 25%, il contesto macro non ha certo aiutato. Ma la vera prova per Coinbase non sarà nei numeri del Q2: sarà nella capacità del management di convincere gli investitori che il prossimo ciclo rialzista, quando arriverà, troverà un’azienda strutturalmente diversa da quella di oggi.

FAQ

Perché gli analisti di Wall Street hanno ridotto le stime sugli utili di Coinbase per il Q2?

I volumi di trading spot sono crollati ad aprile e maggio, spingendo diverse banche d’investimento — tra cui Barclays, Benchmark, Clear Street e Compass Point — a tagliare le proprie previsioni per il secondo trimestre di Coinbase.

In che modo i ricavi da abbonamenti e servizi influenzano la stabilità degli utili di Coinbase?

I ricavi da abbonamenti e servizi — che includono gli interessi su USDC, le ricompense dallo staking e le commissioni di custody — sono meno legati ai volumi giornalieri di trading. Per questo gli analisti li considerano un ammortizzatore parziale contro il calo delle commissioni sulle transazioni.

Qual è l’impatto del Clarity Act sulle prospettive di Coinbase?

Il Clarity Act è il disegno di legge che stabilirebbe un quadro regolatorio per gli asset digitali negli Stati Uniti. La sua approvazione è incerta: Benchmark è relativamente ottimista, mentre Barclays e Compass Point avvertono che il calendario legislativo è stretto. Per gli investitori di Coinbase, il destino di questa legge rappresenta uno dei principali fattori di rischio e opportunità.

I nuovi segmenti come derivati e mercati predittivi hanno contribuito in modo significativo ai ricavi del Q2 di Coinbase?

No. Pur mostrando potenziale come aree di crescita futura, questi segmenti hanno contribuito poco ai ricavi del Q2 in un contesto di volumi spot deboli. L’acquisizione di Deribit e l’attività nei mercati predittivi sono considerate opportunità strutturali, ma i loro effetti sui conti non si sono ancora materializzati in modo rilevante.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo
Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.
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