HomeBlockchainSicurezzaWallet Bitcoin: 6 milioni di BTC esposti al rischio quantistico, Taproot escluso

Wallet Bitcoin: 6 milioni di BTC esposti al rischio quantistico, Taproot escluso

Oltre 6 milioni di BTC — circa il 30% dell’intera offerta circolante — hanno già la chiave pubblica esposta onchain. Non è un bug, è una caratteristica strutturale di Bitcoin che oggi non rappresenta un pericolo concreto, ma che potrebbe diventarlo nel momento in cui un computer quantistico sufficientemente potente entrasse in gioco. BitGo ha deciso di non aspettare quel momento: il 22 luglio ha annunciato quattro nuovi controlli di gestione del rischio quantistico pensati per i wallet Bitcoin istituzionali, posizionandosi come primo custode a offrire strumenti operativi su questo fronte.

Punti chiave

  • BitGo ha introdotto quattro controlli il 22 luglio: Quantum Risk Score, rimedio guidato degli indirizzi, selezione UTXO e aggiornamento dei default di wallet.
  • Secondo dati Glassnode di maggio, 6,04 milioni di BTC (il 30,2% dell’offerta emessa) presentano esposizione della chiave pubblica a riposo.
  • Nessun computer quantistico è oggi in grado di attaccare Bitcoin in modo pratico; gli strumenti preparano le istituzioni per un rischio futuro.
  • I Taproot e i Pay-to-Public-Key output richiedono una rimediazione separata non ancora supportata nel rilascio attuale.
  • BIP 360 è una proposta di soft-fork in bozza che mira a ridurre l’esposizione quantistica a lungo termine sulla rete Bitcoin.

BitGo introduce quattro controlli per il rischio quantistico nei wallet Bitcoin

La mossa di BitGo non nasce dal nulla. Il custode istituzionale ha costruito i nuovi strumenti attorno a un problema tecnico preciso: le chiavi pubbliche di Bitcoin diventano visibili onchain dopo ogni spesa, e i wallet che riutilizzano gli indirizzi o effettuano spese parziali lasciano fondi legati a chiavi già esposte. Per i Taproot output il meccanismo è ancora più diretto — la chiave pubblica è visibile fin dalla creazione dell’output, non solo dopo la spesa.

Questo significa che chiunque riuscisse un giorno a ricavare una chiave privata da una chiave pubblica nota — un’operazione oggi computazionalmente impossibile, ma teoricamente accessibile a un computer quantistico avanzato — potrebbe accedere ai fondi corrispondenti. BitGo ha deciso di dare agli istituzionali gli strumenti per misurare e ridurre questa esposizione prima che il rischio diventi attuale.

I quattro controlli si applicano ai wallet Bitcoin multi-firma supportati dalla piattaforma e non sostituiscono eventuali futuri aggiornamenti del protocollo Bitcoin. Sono, nelle parole della stessa società, strumenti di preparazione operativa.

I dettagli tecnici dei quattro controlli

Il Quantum Risk Score e i suoi limiti di trasparenza

Il Quantum Risk Score fornisce ai clienti una misura in-platform dell’esposizione complessiva dei wallet supportati. In sostanza, aggrega le informazioni sulle chiavi pubbliche già visibili onchain e restituisce un punteggio di rischio consultabile direttamente nell’interfaccia BitGo.

C’è però un limite importante: BitGo non ha pubblicato la formula, il sistema di ponderazione né le soglie che determinano il punteggio. Questo lo rende uno strumento proprietario di gestione del rischio, non uno standard di sicurezza indipendente e verificabile dall’esterno. Le istituzioni che lo adottano si affidano alla metodologia interna di BitGo senza poterla auditare autonomamente.

Selezione UTXO e rimedio degli indirizzi esposti

Il nuovo metodo di selezione UTXO affronta il problema alla radice. Quando un wallet seleziona un UTXO da un determinato indirizzo per effettuare una transazione, il sistema tenta automaticamente di includere tutti gli altri UTXO associati allo stesso indirizzo. L’obiettivo è evitare che, dopo aver speso — e quindi rivelato la chiave pubblica — rimangano fondi residui legati a quella stessa chiave.

Il workflow Fix Exposed Addresses completa il quadro: sposta i fondi già esposti verso indirizzi di nuova generazione le cui chiavi pubbliche non sono mai apparse onchain, azzerando di fatto l’esposizione pregressa. I default aggiornati del wallet riducono inoltre la dipendenza da tipi di indirizzo e pattern di transazione che creano esposizione precoce.

Taproot e Pay-to-Public-Key: i limiti del rilascio attuale

Il punto più critico del lancio riguarda proprio i Taproot e i Pay-to-Public-Key output. Questi formati espongono le informazioni sulla chiave pubblica già dalla creazione dell’output — non dopo la spesa — e richiedono quindi una rimediazione separata. BitGo ha riconosciuto che questa rimediazione non è ancora supportata nel rilascio attuale del prodotto.

Si tratta di una lacuna rilevante, considerando che Taproot è oggi uno degli standard di output più diffusi tra i wallet moderni. La copertura completa dipenderà da un aggiornamento futuro non ancora annunciato.

Il contesto: quanto è reale il rischio oggi?

La valutazione attuale della minaccia quantistica

Adam Back, co-fondatore di Blockstream, è citato direttamente da BitGo con una valutazione netta: “nobody has a quantum computer that can touch Bitcoin today.” È una posizione condivisa dalla comunità tecnica: nessun computer quantistico esistente è in grado di attaccare Bitcoin in modo pratico. Gli strumenti annunciati preparano le istituzioni per uno scenario futuro, non rispondono a una minaccia immediata.

Questo non significa che il lavoro preventivo sia prematuro. La finestra temporale tra il momento in cui un computer quantistico diventa abbastanza potente e il momento in cui le istituzioni riescono ad adeguare i propri processi operativi potrebbe essere molto stretta. Agire oggi, quando non c’è pressione, è razionalmente più efficiente che farlo sotto emergenza.

BIP 360 e il dibattito sul protocollo Bitcoin

A livello di protocollo, gli sviluppatori Bitcoin stanno discutendo BIP 360, una proposta di soft-fork in bozza per output Pay-to-Merkle-Root. Il design rimuove il key-path spend di Taproot e punta a ridurre gli attacchi a esposizione prolungata. Gli autori della proposta riconoscono però che gli attacchi più rapidi — contro chiavi rivelate mentre le transazioni attendono conferma — potrebbero richiedere firme post-quantistiche vere e proprie.

BIP 360 non è stato attivato su Bitcoin. Qualsiasi modifica alla rete richiederebbe revisione tecnica, implementazione, testing e adozione diffusa tra wallet, nodi e infrastrutture. I tempi rimangono incerti.

I dati onchain sull’esposizione delle chiavi pubbliche

I numeri di Glassnode aiutano a capire perché il tema interessa in particolare la custodia istituzionale. A maggio, la società di analisi onchain stimava che 6,04 milioni di BTC — il 30,2% dell’offerta emessa — avessero esposizione della chiave pubblica a riposo. Di questi, 1,92 milioni di BTC sono classificati come strutturalmente esposti per design dell’output, mentre 4,12 milioni di BTC risultano operativamente esposti per riutilizzo degli indirizzi, spese parziali o pratiche di custodia. I saldi legati agli exchange rappresentano da soli 1,63 milioni di BTC nella categoria operativa.

Glassnode non afferma che quei fondi possano essere rubati oggi. La ricerca misura dove le chiavi pubbliche sono già visibili e dove una migliore gestione del wallet potrebbe ridurre l’esposizione futura. È esattamente il gap che BitGo ha scelto di colmare con questo rilascio.

Vale la pena notare che a maggio BitGo e Silence Laboratories avevano già testato la firma post-quantistica all’interno di un workflow di custodia istituzionale. E nove aziende del settore hanno impegnato complessivamente 15 milioni di dollari in tre anni a un consorzio per la sicurezza di Bitcoin che ha indicato la ricerca post-quantistica come prima priorità. Il mercato istituzionale si sta muovendo in modo coordinato, anche se i tempi del rischio effettivo rimangono aperti.

La vera sfida per BitGo non è tecnica, ma di adozione. Quanto velocemente le istituzioni integreranno questi controlli nei propri processi operativi quotidiani? E quando — se mai — il protocollo Bitcoin stesso si aggiornerà per ridurre l’esposizione strutturale? Le risposte a queste domande definiranno se gli strumenti lanciati il 22 luglio saranno ricordati come una mossa anticipatrice o come un primo passo in un percorso molto più lungo.

FAQ

Quali nuovi controlli per il rischio quantistico ha introdotto BitGo per i wallet Bitcoin?

BitGo ha introdotto quattro controlli: il Quantum Risk Score per misurare l’esposizione della chiave pubblica, un workflow guidato di rimedio degli indirizzi esposti, un nuovo metodo di selezione UTXO che raggruppa le monete per indirizzo, e aggiornamenti ai default del wallet per ridurre l’esposizione precoce.

Come funziona il Quantum Risk Score di BitGo e può essere verificato in modo indipendente?

Il Quantum Risk Score misura l’esposizione della chiave pubblica sui wallet supportati, ma la formula, il sistema di ponderazione e le soglie non sono stati resi pubblici da BitGo. Si tratta quindi di uno strumento proprietario di gestione del rischio, non di uno standard di sicurezza verificabile in modo indipendente dall’esterno.

Perché l’esposizione della chiave pubblica nei wallet Bitcoin è considerata un problema?

Le chiavi pubbliche di Bitcoin diventano visibili onchain dopo ogni spesa. Se i fondi rimangono legati a quella chiave — per riutilizzo dell’indirizzo o spesa parziale — potrebbero diventare vulnerabili nel caso in cui un computer quantistico avanzato riuscisse in futuro a ricavare la chiave privata corrispondente.

I Taproot output sono coperti dai nuovi controlli quantistici di BitGo?

No. I Taproot e i Pay-to-Public-Key output richiedono una rimediazione separata che non è ancora supportata nel rilascio attuale di BitGo. Questi formati espongono la chiave pubblica già dalla creazione dell’output, non solo dopo la spesa, e rappresentano quindi una lacuna nell’attuale copertura del prodotto.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Satoshi Voice
Satoshi Voice è un'intelligenza artificiale avanzata creata per esplorare, analizzare e raccontare il mondo delle criptovalute e della blockchain. Con una personalità curiosa e un'approfondita conoscenza del settore, Satoshi Voice combina precisione e accessibilità per offrire analisi dettagliate, interviste coinvolgenti e reportage tempestivi. Gli articoli di Satoshi Voice sono realizzati quindi con il supporto dell'intelligenza artificiale ma sono revisionati sempre dal nostro team di giornalisti per garantire accuratezza e qualità. Dotato di un linguaggio sofisticato e di un approccio imparziale, Satoshi Voice si propone come una fonte affidabile per chi cerca di comprendere le dinamiche del mercato crypto, le tecnologie emergenti e le implicazioni culturali e finanziarie del Web3. Guidato dalla missione di rendere l'informazione sulle criptovalute accessibile a tutti, Satoshi Voice si distingue per la capacità di trasformare concetti complessi in contenuti chiari, con uno stile accattivante e futuristico che riflette la natura innovativa del settore.
RELATED ARTICLES

Stay updated on all the news about cryptocurrencies and the entire world of blockchain.

Featured video

LATEST