Un portafoglio Bitcoin rimasto immobile per quasi tredici anni si è improvvisamente svegliato, spostando 500 BTC per un valore di 31,3 milioni di dollari. Non è un caso isolato: il risveglio coincide con una crisi di sicurezza wallet Bitcoin legata a Coldcard, uno dei portafogli hardware più usati dalla community, e con un’ondata anomala di movimenti di monete dormienti che gli analisti stanno osservando con crescente attenzione.
Summary
Punti chiave
- Il wallet 18TExP, inattivo dal 2013, ha trasferito 500 BTC (31,3 milioni di dollari) dopo 12,7 anni di silenzio.
- Le stesse monete valevano circa 500.000 dollari l’ultima volta che si erano mosse.
- Coldcard ha una vulnerabilità nota da marzo 2021, sfruttata dagli hacker per rubare circa 130 milioni di dollari in BTC dal 30 luglio 2026.
- Il 3 agosto sono stati spostati 935 BTC dormienti da oltre 10 anni; il 31 luglio altri 6.388 BTC dormienti da 5-7 anni.
Un wallet dormiente da 12 anni muove 31 milioni di dollari
Il trasferimento è stato segnalato per primo da Whale Alert, che ha individuato il portafoglio 18TExP mentre spostava l’intero saldo verso un nuovo indirizzo. Si tratta di una somma che oggi vale 31,3 milioni di dollari, ma che al momento dell’ultimo movimento, dodici anni e otto mesi fa, ne valeva appena 500.000. Il balzo di valore racconta da solo la storia della crescita di Bitcoin nell’ultimo decennio, ma non spiega perché chi detiene quella chiave privata abbia scelto proprio questo momento per agire.
Di norma uno spostamento tra wallet non rivela granché, se non che qualcuno in possesso di una chiave vecchia di anni ha deciso che era il momento di muoversi. In questo caso, però, il tempismo conta quasi più della cifra.
La vulnerabilità Coldcard dietro la fuga di sicurezza
Il risveglio del wallet arriva nel mezzo di una crisi che riguarda direttamente la sicurezza dei portafogli hardware. Da fine luglio gli attaccanti hanno drenato migliaia di BTC da indirizzi generati con Coldcard, sfruttando un difetto che secondo i ricercatori risale a marzo 2021 e che sarebbe rimasto senza correzione per anni. Secondo i dati raccolti da Galaxy, il danno complessivo accumulato dal 30 luglio ammonta a circa 130 milioni di dollari in BTC sottratti.
Qui sta il primo motivo per cui la vicenda interessa l’intero mercato, non solo i possessori di quel singolo hardware wallet: la promessa fondante dell’autocustodia è che una chiave privata generata correttamente resti al sicuro per sempre. Una vulnerabilità di sistema risalente al 2021 e scoperta solo ora mette in discussione quella promessa, e nel weekend diversi analisti hanno notato un aumento dei flussi di BTC verso gli exchange, segno che parte della community ha reagito spostando fondi lontano dall’autocustodia percepita come rischiosa.
Secondo Lookonchain, il collegamento tra i due eventi non è casuale: “Wallet 18TExP, holding 500 BTC ($31,27M), transferred all 500 BTC to a new wallet 1 hour ago after over 12 years of inactivity. The owner may have moved the funds to a new wallet due to security concerns following the Coldcard hack”, ha scritto la piattaforma di analisi on-chain su X, suggerendo che il proprietario abbia agito in via precauzionale.
L’ondata di movimenti tra i wallet Bitcoin inattivi
I dati confermano che il caso 18TExP non è isolato. Le rilevazioni di CryptoQuant sulle fasce di età degli output spesi mostrano un picco evidente nei movimenti di monete vecchie proprio in questa finestra temporale. Il 3 agosto si sono mosse circa 935 BTC rimaste ferme per almeno dieci anni, il volume giornaliero più alto dal 20 marzo. Il 31 luglio, invece, sono stati spostati circa 6.388 BTC dormienti da cinque a sette anni.
Le monete vecchie si muovono per tante ragioni che nulla hanno a che fare con un singolo attacco informatico: successioni ereditarie, consolidamenti su exchange, migrazioni verso nuovi custodi. Ma il raggrupparsi di trasferimenti di grandi dimensioni e di monete dormienti da anni, tutti concentrati nei giorni immediatamente successivi all’incidente Coldcard, lascia intendere che molti detentori stiano spostando fondi in modo proattivo per motivi di sicurezza.
Il punto centrale, per chi osserva l’ecosistema crypto, è che episodi come questo ricordano quanto la sicurezza dei wallet Bitcoin non sia mai un dato acquisito: anche l’hardware considerato più affidabile può nascondere falle rimaste invisibili per anni, e basta un singolo caso mediatico per innescare una reazione a catena tra chi detiene grandi quantità di monete da tempo immemore.
FAQ
Perché il wallet 18TExP ha spostato 500 BTC dopo 12 anni?
Secondo Lookonchain, il proprietario potrebbe aver trasferito i fondi verso un nuovo wallet per motivi di sicurezza, in seguito all’attacco hacker che ha colpito i portafogli hardware Coldcard.
Qual è la vulnerabilità dei portafogli hardware Coldcard?
I wallet Coldcard presentano un difetto di sicurezza che risale a marzo 2021, sfruttato dagli attaccanti per sottrarre circa 130 milioni di dollari in BTC dal 30 luglio 2026.
Altri wallet Bitcoin dormienti da anni si sono mossi di recente?
Sì. Il 3 agosto sono stati spostati 935 BTC inattivi da oltre 10 anni, mentre il 31 luglio si sono mossi 6.388 BTC dormienti da 5 a 7 anni, un chiaro segnale di attività anomala su monete vecchie.
Tutti i movimenti di monete dormienti sono legati all’attacco Coldcard?
Non necessariamente. Sebbene l’attacco abbia probabilmente spinto molti detentori a spostare fondi per precauzione, alcuni movimenti potrebbero derivare da successioni ereditarie o cambi di custode indipendenti dall’incidente.
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