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Revolut vola a 6 miliardi di ricavi e prepara l’emissione stablecoin

Revolut ha ottenuto dalla FCA britannica un posto nella coorte stablecoin della sua sandbox regolamentare, un segnale che l’emissione stablecoin Revolut non è più un’ipotesi ma un progetto concreto legato a una moneta digitale ancorata alla sterlina. La notizia arriva mentre il neobank più valutato d’Europa completa il puzzle di licenze bancarie necessarie per diventare, da semplice distributore di servizi finanziari altrui, un emittente diretto di valuta digitale regolamentata.

Punti chiave

  • A febbraio la FCA ha selezionato Revolut per la coorte stablecoin della sua sandbox, tra quattro società scelte su venti candidature.
  • Revolut punta a lanciare una stablecoin denominata in sterline, ancorata 1:1 alla valuta britannica e garantita da riserve in GBP.
  • Nel marzo 2026 la società ha ottenuto la piena licenza bancaria nel Regno Unito, dopo tre anni di attesa; possiede già una licenza nell’Unione Europea e ha presentato domanda per una licenza bancaria negli Stati Uniti.
  • Nel 2025 Revolut ha registrato 6 miliardi di dollari di ricavi (contro 4 miliardi nel 2024) e un utile netto di 1,7 miliardi di dollari, con una base di 68,3 milioni di clienti retail.
  • La Bank of England ha pubblicato una consultazione sulle stablecoin sistemiche in sterline nel novembre 2025, proponendo requisiti di riserva e limiti di detenzione.

L’ingresso di Revolut nella sandbox FCA per stablecoin

Il progetto prevede una moneta digitale che i clienti potranno acquistare, detenere, vendere e trasferire direttamente dall’app, spostandola anche su reti crypto pubbliche. La sandbox FCA stablecoin non equivale a un lancio commerciale, ma indica dove la società ritiene si sposterà il valore dei pagamenti nel prossimo decennio: verso lo strato di regolamento che oggi Revolut non controlla ancora del tutto.

La stablecoin sarà denominata in sterline, ancorata uno a uno alla valuta britannica e sostenuta da asset di riserva in GBP. È un dettaglio tecnico ma decisivo: significa che Revolut non si limiterebbe a rivendere prodotti di terzi, ma diventerebbe essa stessa l’emittente della moneta digitale che i suoi utenti muovono ogni giorno.

Le licenze bancarie che abilitano l’emissione della stablecoin

Perché conta: senza licenze bancarie solide, nessun emittente può reggere sul piano regolamentare un prodotto di questo tipo. Revolut ha ottenuto la piena licenza bancaria nel Regno Unito nel marzo 2026, dopo un’attesa di tre anni, possiede già una licenza bancaria nell’Unione Europea e ha depositato domanda per una licenza bancaria negli Stati Uniti.

Queste autorizzazioni separano una fintech che rivende prodotti altrui da una società capace di detenere riserve proprie, emettere strumenti regolamentati e gestire un bilancio autonomo. È il passaggio che rende plausibile, per la prima volta, l’emissione stablecoin Revolut come prodotto reale e non solo come esperimento in sandbox: la società ha appena finito di raccogliere i permessi per operare come banca nei suoi tre mercati principali.

Crescita finanziaria e peso crescente del business crypto

I numeri spiegano l’appetito strategico. Revolut ha chiuso il 2025 con 6 miliardi di dollari di ricavi, in aumento dai 4 miliardi del 2024, con un utile netto salito a 1,7 miliardi di dollari e una base clienti retail di 68,3 milioni di persone.

Nel 2024 la linea di business con la crescita più rapida è stata Wealth, che include l’exchange crypto Revolut X: i ricavi sono balzati del 298%, arrivando a 647 milioni di dollari. Una società che fa crescere a tripla cifra i ricavi legati al trading crypto, con una base clienti paragonabile a quella di una banca nazionale di medie dimensioni, ha ogni interesse a smettere di pagare terzi per regolare le proprie transazioni.

PayPal ha già tracciato la strada

Non è un terreno inesplorato. PayPal ha emesso la stablecoin in dollari PYUSD nell’agosto 2023 e nel marzo 2026 ha portato il token a 70 mercati, permettendo ai consumatori di acquistare, detenere e inviare la moneta digitale e ai commercianti di ricevere i proventi in pochi minuti invece che in giorni. Anche l’infrastruttura di settore si sta consolidando attorno alla stessa scommessa, con società come Stripe, Ripple, Visa e Mastercard che investono su piattaforme e reti dedicate alle soluzioni pagamento neobank basate su stablecoin.

Le regole della Bank of England sulle stablecoin in sterline

La finestra regolamentare che rende il 2026 l’anno decisivo è quella aperta dalla Bank of England. La banca centrale ha pubblicato il 10 novembre 2025 la sua consultazione sulle stablecoin sistemiche in sterline, chiusa a febbraio 2026, proponendo che gli emittenti detengano fino al 60% delle riserve in titoli di Stato britannici a breve termine e il resto in conti non remunerati presso la banca centrale, con limiti temporanei di detenzione fissati a 20.000 sterline per i privati e 10 milioni per le imprese.

Successivamente, la Bank of England ha rivisto il quadro regolamentare, sostituendo i tetti individuali con un limite complessivo di emissione per ciascuna stablecoin sistemica. È un segnale che il quadro delle regolamentazione stablecoin sterlina UK resta in evoluzione.

Parallelamente, i regolatori britannici e statunitensi hanno intensificato il dialogo bilaterale sulle stablecoin dopo l’entrata in vigore del GENIUS Act negli Stati Uniti, discutendo convergenza su riserve integrali, segregazione degli asset e riscatto tempestivo dei token. Per Revolut, che ha già presentato domanda di licenza bancaria americana, un allineamento tra le due sponde dell’Atlantico renderebbe più semplice replicare lo stesso modello di emissione anche oltre il Regno Unito.

FAQ

Perché la FCA ha selezionato Revolut per la sandbox sulle stablecoin?

La FCA ha scelto Revolut per testare una stablecoin ancorata alla sterlina e garantita da riserve in GBP, permettendo alla società di innovare all’interno di un quadro regolamentato per il regolamento dei pagamenti digitali.

Quali licenze bancarie possiede Revolut per poter emettere una stablecoin?

Revolut ha una licenza bancaria piena nel Regno Unito ottenuta nel marzo 2026, una licenza bancaria nell’Unione Europea, e ha presentato domanda per una licenza bancaria negli Stati Uniti.

Come cambia il ruolo di Revolut nel regolamento dei pagamenti con la stablecoin in sterline?

Emettere una propria stablecoin permetterebbe a Revolut di passare da app di pagamento che affitta le rotaie di regolamento altrui a soggetto che possiede e controlla direttamente lo strato di regolamento delle transazioni.

Quali requisiti regolamentari ha proposto la Bank of England per le stablecoin in sterline?

La Bank of England ha proposto che le riserve fossero coperte fino al 60% da titoli di Stato britannici a breve termine, con il resto in conti non remunerati presso la banca centrale e limiti di detenzione di 20.000 sterline per i privati e 10 milioni per le imprese, con successivi aggiustamenti al quadro normativo.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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