Per ogni 10 posizioni aperte su Greenhouse, una delle principali piattaforme di reclutamento a livello globale, si contano 2.539 candidati pronti a contendersele. Il dato, diffuso dal CEO dell’azienda Daniel Chait, fotografa con precisione quanto sia cambiata la competitività nel mercato del lavoro negli ultimi anni, e spiega perché anche candidati qualificati faticano a ottenere risposta.
Summary
Punti chiave
- Su Greenhouse ci sono 2.539 candidati per ogni 10 posizioni aperte.
- La piattaforma conta attualmente 175.000 posizioni attive.
- In media arrivano 254 candidature per ogni singolo annuncio di lavoro.
- Le candidature per recruiter sono aumentate del 412%.
- Le aziende con brand molto noti, come OpenAI, ricevono un volume di richieste sproporzionato rispetto alle altre.
La piattaforma Greenhouse svela la forte competizione nel mercato del lavoro
I numeri raccolti da Greenhouse mostrano un mercato del lavoro sempre più saturo di domande e sempre più selettivo per chi cerca un impiego. Sulla piattaforma sono attualmente disponibili 175.000 posizioni aperte, ma il rapporto tra candidati e opportunità reali resta fortemente sbilanciato a favore delle prime.
Rapporti record tra candidati e offerte
Secondo i dati di Chait, ogni annuncio pubblicato su Greenhouse riceve in media 254 candidature. Moltiplicato su scala, questo si traduce nel rapporto di 2.539 candidati per ogni 10 ruoli disponibili, un livello di pressione che rende evidente quanto sia diventato competitivo il mercato del lavoro anche per profili con esperienza consolidata.
Crescita delle candidature per recruiter
Il carico di lavoro per chi si occupa di selezione è cresciuto di conseguenza. Le candidature per recruiter sono salite del 412%, un incremento che riflette non solo l’aumento della domanda di lavoro, ma anche la facilità con cui oggi è possibile inviare decine di candidature in poco tempo grazie a strumenti digitali e piattaforme automatizzate.
Le aziende più popolari attirano un numero sproporzionato di candidati
Non tutte le aziende ricevono lo stesso volume di richieste: chi ha un brand riconoscibile o finisce spesso sui titoli dei giornali attira una quota di candidature molto più alta rispetto a realtà comparabili ma meno conosciute.
Concentrazione delle candidature sulle aziende note
Chait ha spiegato che le aziende con un profilo mediatico molto alto o molto popolari tra i consumatori ricevono decine di migliaia di candidature per una singola posizione aperta. OpenAI è l’esempio citato direttamente dal CEO di Greenhouse: essendo costantemente presente nelle notizie, l’azienda diventa un polo di attrazione per candidati di ogni tipo, indipendentemente dalla reale corrispondenza con il ruolo cercato.
Il tema della gestione delle assunzioni in OpenAI è tornato d’attualità anche su un altro fronte: l’azienda ha accettato di pagare 3,2 milioni di dollari per chiudere le accuse del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, secondo cui avrebbe favorito lavoratori stranieri rispetto a candidati statunitensi, con riferimento al programma di visti PERM. Un episodio che, seppure distinto dai dati sulle candidature, conferma quanto le dinamiche di assunzione di OpenAI restino sotto osservazione, sia da parte dei candidati che delle autorità.
Effetto sulle aziende meno conosciute
Il rovescio della medaglia riguarda le aziende meno note che offrono ruoli molto simili. Secondo Chait, queste realtà possono ricevere pochissimi candidati per posizioni con requisiti e responsabilità pressoché identiche a quelle delle grandi aziende. Il risultato è un mercato lavoro competitivo distorto, dove non è la qualità del ruolo a determinare le possibilità di successo, ma la notorietà del datore di lavoro.
I consigli del CEO di Greenhouse Daniel Chait per chi cerca lavoro
Di fronte a questi dati, il consiglio di Chait è diretto: guardare oltre i nomi che dominano le notizie e concentrarsi su aziende meno visibili che svolgono un lavoro simile a quello desiderato.
Non limitarsi alle aziende più famose
“Non candidatevi solo a OpenAI perché è sui giornali ogni giorno”, ha detto Chait, sottolineando come la difficoltà nel trovare lavoro non dipenda tanto dai ruoli in sé quanto dalle aziende che attirano l’attenzione del pubblico. Puntare esclusivamente sui nomi più discussi riduce concretamente le probabilità di essere selezionati, semplicemente per il volume di concorrenza che si va ad affrontare.
Valutare aziende meno note nel settore desiderato
La strategia per candidarsi in modo più efficace, secondo il CEO di Greenhouse, parte da un cambio di prospettiva: individuare il tipo di lavoro che si desidera svolgere e cercarlo in aziende meno conosciute ma attive nello stesso settore. Questo approccio, spiega Chait, porta a risultati migliori proprio perché il volume candidature alto si concentra su un numero ristretto di brand, lasciando più spazio a chi guarda oltre le aziende più richieste.
FAQ
Quanto è competitivo il mercato del lavoro sulla piattaforma Greenhouse?
Estremamente competitivo: si contano 2.539 candidati per ogni 10 posizioni aperte, con una media di 254 candidature per ogni annuncio di lavoro pubblicato.
Perché alcune aziende ricevono molte più candidature di altre?
Le aziende con brand molto noti o che compaiono spesso nelle notizie, come OpenAI, ricevono decine di migliaia di candidature per un solo ruolo, mentre posizioni simili in aziende meno conosciute raccolgono molte meno richieste.
Che strategia consiglia il CEO di Greenhouse a chi cerca lavoro?
Daniel Chait suggerisce di candidarsi ad aziende meno note che svolgono un lavoro simile, piuttosto che concentrarsi solo sulle realtà che finiscono spesso sui titoli dei giornali, per aumentare le probabilità di successo.
La difficoltà a essere assunti dipende più dal ruolo o dal brand dell’azienda?
Secondo Chait, dipende più dalla notorietà e dalla popolarità del brand aziendale che dalle caratteristiche specifiche del ruolo offerto.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

