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Richiesta fallimento BitMart: fondi bloccati mentre l’exchange chiude

Una nuova accusa di insolvenza scuote BitMart proprio nei giorni più delicati della sua chiusura graduale. Un co-fondatore di OpenGradient ha reso pubblico che il team di market making legato al suo progetto non riesce più a prelevare i fondi depositati sull’exchange, alimentando così la richiesta fallimento BitMart che circola sui social e tra gli utenti della piattaforma. La vicenda si intreccia con lo shutdown già annunciato dall’exchange, trasformando una transizione dichiarata “ordinata” in un caso osservato con crescente diffidenza da tutto il settore.

Punti chiave

  • Un co-fondatore di OpenGradient sostiene che il suo team di market making ha fondi bloccati su BitMart, accusando l’exchange di insolvenza.
  • BitMart ha iniziato una chiusura graduale il 26 luglio, con fine di tutti i servizi di trading fissata alle 01:00 UTC del 26 agosto e cessazione totale il 31 gennaio 2027.
  • Scandic Coin ha segnalato prelievi bloccati per circa 21.898 USDT e 926.635 SNC.
  • Il fondatore Sheldon Xia ha negato qualsiasi uso improprio dei fondi dei clienti, dichiarando che l’exchange “non scapperà”.
  • Non esiste ancora alcuna verifica indipendente che confermi l’effettiva insolvenza di BitMart.

Emergono richieste di fallimento durante il blocco dei prelievi

La richiesta fallimento BitMart nasce da un post pubblico di un utente identificato come @0xDeltaHedged, co-fondatore di OpenGradient, che ha raccontato come il market maker collegato al suo progetto non riesca a ritirare i saldi depositati sulla piattaforma. Secondo quanto riportato, BitMart avrebbe continuato a incentivare gli utenti a bloccare i propri token sull’exchange appena una settimana prima di sospendere i servizi collegati, una mossa che viene definita “sconvolgente” e che, a detta dell’utente, sarebbe stata pensata per attirare liquidità aggiuntiva nelle ultime fasi operative della piattaforma.

BitMart non ha ancora fornito una risposta diretta a queste accuse specifiche. L’utente non ha reso noto il valore o la tipologia esatta degli asset bloccati, lasciando la denuncia priva di riscontri numerici precisi.

Nessuna verifica indipendente conferma l’insolvenza

Al momento non esiste alcuna prova confermata che stabilisca l’effettiva insolvenza di BitMart. La denuncia resta quindi non verificata in modo indipendente, ma si aggiunge a un quadro già teso, fatto di domande crescenti sulla capacità dell’exchange di processare regolarmente i prelievi durante la fase di chiusura. È proprio questa incertezza a rendere la vicenda rilevante per il mercato: quando un market maker segnala pubblicamente problemi di liquidità, il rischio reputazionale per l’exchange si amplifica indipendentemente dalla veridicità finale dei fatti.

Tempistica dello shutdown graduale e condizioni per i prelievi

BitMart ha avviato lo smantellamento graduale del proprio exchange globale il 26 luglio, bloccando immediatamente nuove registrazioni, depositi in crypto e in valuta fiat e nuovi ordini spot, mentre i conti futures sono entrati in modalità reduce-only. Tutti i servizi di trading spot, futures e gli altri servizi collegati sono programmati per terminare alle 01:00 UTC del 26 agosto, mentre la cessazione completa delle operazioni della piattaforma è fissata per il 31 gennaio 2027.

L’exchange ha motivato la decisione con una revisione approfondita delle proprie operazioni e della propria strategia di mercato, citando dinamiche di settore in cambiamento. Dopo l’annuncio, l’attività di prelievo di ETH è salita al livello più alto dal luglio 2025, secondo i dati di CryptoQuant: nelle prime 24 ore successive alla notizia, 58 wallet hanno ritirato circa 805.000 dollari. La piattaforma sta processando circa 300 prelievi ETH all’ora, un ritmo costante ma segnato da blocchi temporanei e ritardi che hanno alimentato frustrazione tra gli utenti.

Prelievi disponibili ma sotto stretta sorveglianza

BitMart afferma che i prelievi restano disponibili, ma le richieste possono essere sottoposte a controlli di identità, verifiche sulla provenienza dei fondi, controllo della titolarità del wallet, screening antisanzioni e altre procedure di sicurezza. L’exchange ha raccomandato agli utenti di inviare le richieste di prelievo prima delle 05:00 UTC del 26 agosto: quelle presentate successivamente entreranno in un processo separato che la società non ha ancora dettagliato completamente.

Ritardi nei prelievi e impatto sugli utenti

Le segnalazioni di ritardi non arrivano solo da singoli utenti anonimi. Anche il progetto Scandic Coin ha denunciato prelievi bloccati, riferendo che richieste per circa 21.898 USDT, 926.635 SNC e ulteriori 256 USDT restavano irrisolte dopo essere state inviate il 26 luglio. Il progetto non ha dichiarato apertamente che BitMart sia insolvente, ma ha chiesto all’exchange di fornire prove verificabili di una liquidità sufficiente a soddisfare i propri obblighi verso gli utenti.

Sul fronte del token nativo dell’exchange, BMX ha subito un tracollo quasi immediato dopo l’annuncio dello shutdown, perdendo tra il 58% e il 63% del proprio valore nel giro di poche ore. Un calo che riflette una dinamica tipica dei token da exchange: la loro utilità dipende dal volume di scambi della piattaforma ospitante, e quando questa annuncia una data di chiusura, quell’utilità si dissolve rapidamente. Chi non è uscito prima dell’annuncio ha assorbito l’intero impatto della ripricizzazione, e la liquidità per chi vuole ancora vendere BMX rischia di assottigliarsi ulteriormente con l’avvicinarsi della scadenza del 26 agosto.

Utenti USA con restrizioni aggiuntive e scadenza

BitMart ha smesso di registrare nuovi clienti statunitensi a maggio 2022, ma l’exchange ha confermato che alcuni account più vecchi potrebbero ancora essere collegati a residenti negli Stati Uniti. Per questi utenti è arrivata un’istruzione precisa: chiudere le posizioni, riscattare gli asset e prelevare le crypto rimanenti entro le 23:59 UTC dell’8 agosto. Superata quella scadenza, gli account potrebbero subire ulteriori restrizioni e richiedere controlli di conformità supplementari, complicando potenzialmente il recupero degli asset per questo segmento di clientela.

La risposta di BitMart e gli sforzi di trasparenza

Di fronte alle preoccupazioni crescenti, il fondatore di BitMart, Sheldon Xia, è intervenuto pubblicamente l’8 agosto, dichiarando che l’exchange “non è scappato” e “non scapperà”. Xia ha spiegato che il team centrale sta conducendo un inventario degli asset, consolidando le risorse e mantenendo operativi i sistemi della piattaforma, promettendo comunicazioni formali nei prossimi passaggi.

Tuttavia, Xia non ha fornito cifre sulle riserve, dati sull’elaborazione dei prelievi né un calendario di rimborso. Restano quindi assenti, al momento, gli elementi concreti che permetterebbero agli utenti di valutare autonomamente la solidità finanziaria dell’exchange.

La prova di riserve resta ancora un miraggio

Già a maggio BitMart aveva annunciato di stare preparando la pubblicazione di una prova di riserve, in risposta a precedenti lamentele sui prelievi. Quel rapporto non è mai stato rilasciato. Le disclosure di questo tipo possono aiutare a verificare che un exchange detenga asset corrispondenti ai saldi dei clienti, ma non bastano a dimostrare la solvibilità se gli utenti non possono valutare anche le passività e gli obblighi off-chain della società. La vicenda ricorda i problemi di liquidità recenti di AscendEX, dove ritardi nei prelievi e saldi apparentemente bassi nei hot wallet hanno preceduto la chiusura dell’exchange. BitMart, va detto, non ha ammesso alcuna carenza di asset.

Per gli utenti ancora bloccati fuori dai propri fondi, la domanda centrale resta se BitMart riuscirà a fornire dati verificabili su asset e passività e un calendario chiaro per i prelievi. Fino a quel momento, la richiesta fallimento BitMart resta un’accusa non dimostrata, ma le segnalazioni di fondi congelati continuano a mettere alla prova la tesi di una chiusura ordinata sostenuta dall’exchange.

FAQ

Quali accuse di insolvenza sono state rivolte a BitMart?

Un co-fondatore di OpenGradient ha sostenuto che i fondi del suo team di market making sono bloccati su BitMart, definendo l’exchange insolvente. Non esiste però alcuna verifica indipendente che confermi questa accusa.

BitMart continua a permettere i prelievi durante la chiusura?

Sì, BitMart consente ancora i prelievi, ma le richieste sono soggette a controlli di identità e sicurezza, verifiche e procedure di conformità, in un contesto segnato da ritardi segnalati da più utenti.

Qual è il calendario della chiusura e della cessazione dei servizi di BitMart?

BitMart ha iniziato la chiusura il 26 luglio 2026, bloccando nuove registrazioni e depositi; tutti i servizi di trading termineranno il 26 agosto 2026; le operazioni della piattaforma cesseranno definitivamente il 31 gennaio 2027.

Ci sono restrizioni specifiche per gli utenti statunitensi su BitMart?

Sì, BitMart ha smesso di registrare nuovi utenti statunitensi da maggio 2022 e ha chiesto agli utenti USA esistenti di prelevare i propri asset entro l’8 agosto 2026, dopo la quale potrebbero applicarsi ulteriori restrizioni e controlli di conformità.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo
Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.
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