Vitalik Buterin ha messo a confronto due immagini distanti solo tre anni ma quasi irriconoscibili tra loro. Da un lato la roadmap Ethereum 2023, la sequenza di aggiornamenti nota come The Merge, The Surge, The Scourge, The Verge, The Purge e The Splurge. Dall’altro lo strawmap attuale della Ethereum Foundation, il documento che oggi guida lo sviluppo della rete fino al 2029. Il confratello tecnico di Ethereum ha pubblicato lunedì una sovrapposizione dei due schemi, e il risultato racconta più di quanto un semplice aggiornamento tecnico lasci intuire: alcune voci centrali di tre anni fa sono scomparse, altre sono nate dal nulla.
Summary
Punti chiave
- Buterin ha riordinato le priorità della roadmap Ethereum 2023, portando in cima sicurezza quantistica e privacy, temi che nel 2023 non figuravano affatto nel diagramma.
- Le VDF e buona parte del lavoro sull’EVM sono state declassate; Verkle trees e state expiry sono state sostituite da nuove costruzioni tecniche.
- Lo strawmap prevede sette upgrade di rete entro il 2029, a un ritmo di circa uno ogni sei mesi.
- Le commissioni di transazione su Ethereum sono scese significativamente, con 8,3 milioni di dollari incassati nel mese di luglio rispetto ai 39,6 milioni di dollari di agosto 2025.
- ETH viene scambiato a 1.887,51 dollari, con una capitalizzazione di 226 miliardi di dollari.
Vitalik Buterin rivede la roadmap Ethereum 2023 puntando su sicurezza quantistica e privacy
Il punto più sorprendente del confronto, secondo Buterin, non riguarda ciò che è cambiato ma ciò che semplicemente non esisteva. Privacy, difese contro i computer quantistici e un motore di esecuzione capace di andare oltre la Ethereum Virtual Machine non figuravano in alcuna forma nel diagramma del 2023. Lo strawmap, parola che nasce dalla fusione di “strawman” e “roadmap”, è il piano di lavoro pubblico della Ethereum Foundation, aggiornato circa ogni trimestre e curato dal team Architecture composto da Justin Drake, Thomas Thiery, Toni Wahrstätter e Buterin stesso.
Cosa cambia rispetto alla roadmap Ethereum 2023
Buterin ha descritto tre tipi di cambiamento nel suo post. Alcuni elementi sono stati semplicemente riordinati, come la sicurezza quantistica, spinta molto più in alto nella lista delle priorità. Altri sono stati declassati, tra cui le funzioni di ritardo verificabile (VDF), pensate per rendere più difficile manipolare la casualità della rete, e diversi miglioramenti previsti per l’EVM. Un terzo gruppo è stato sostituito da costruzioni ritenute superiori: i Verkle trees, la riprogettazione di come Ethereum archivia saldi e dati dei contratti pensata per rendere più leggere le prove crittografiche, hanno lasciato spazio a un albero binario unificato e poi a una struttura ulteriore che Buterin abbrevia in PBT senza approfondirne i dettagli. Anche lo state expiry, il meccanismo che avrebbe permesso alla rete di “dimenticare” dati inattivi da anni, è stato accantonato in favore di nuovi tipi di stato.
Privacy, scalabilità post-quantum e vita oltre l’EVM
Sette voci dello strawmap, secondo Buterin, non hanno alcun precedente nella roadmap Ethereum 2023. La privacy riceve ora quella che lui definisce “attenzione di prima classe”, con strumenti come i nonce con chiave, le radici recenti, un privacy pool leggero e i cosiddetti wormholes, oltre a parti di FOCIL (fork-choice enforced inclusion lists), la proposta che obbliga i produttori di blocchi a includere transazioni già viste dal resto della rete, depositata come EIP-7805.
La seconda voce è la scalabilità pensata per un mondo post-quantum, con leanSPHINCS, uno schema di firma basato su funzioni hash piuttosto che sulla matematica delle curve elittiche che un computer quantistico potrebbe rompere, e i cosiddetti “zkzk frames” descritti nella EIP-8288, aperta dallo stesso Buterin il 5 giugno. Le firme post-quantum sono molto più pesanti di quelle attuali, e la proposta permette a una transazione di dichiarare firme e prove come dipendenze che un block builder può comprimere in un’unica prova ricorsiva, contenendo il costo del gas.
Le restanti novità includono la semplificazione della specifica del protocollo per renderlo formalmente verificabile, i contratti futures su gas e blob space, i rollup nativi e uno spazio di progettazione più ampio per ciò che verrà dopo l’EVM. Su due di questi punti Buterin è stato esplicito: gli SNARK “non erano affatto maturi” per considerare i rollup nativi nel 2023, mentre i futures su blob e gas “semplicemente non esistevano” a quel tempo.
La visione tecnica di Ethereum fino al 2029
Lo strawmap fissa cinque obiettivi di lungo periodo che Buterin chiama “north star”: transazioni confermate e finalizzate in pochi secondi, una capacità della base chain di 10.000 transazioni al secondo tramite zkEVM, layer 2 in grado di raggiungere 10 milioni di transazioni al secondo, una crittografia resistente per secoli ai computer quantistici e trasferimenti schermati capaci di nascondere i dettagli dei pagamenti. L’obiettivo dichiarato è un Ethereum quantum-safe, orientato alla privacy, sicuro, resistente alla censura, performante e scalabile entro il 2029.
Il calendario Strawmap e le dipendenze da STARKs e AI
Il documento prevede sette aggiornamenti di rete entro il 2029, a un ritmo di circa uno ogni sei mesi. Dietro questa cadenza ci sono due dipendenze tecniche che nel 2023 non pesavano affatto quanto oggi: gli STARKs, una famiglia di prove crittografiche che permettono a un computer di verificare il calcolo di un altro senza ripeterlo, e l’uso dell’intelligenza artificiale per verificare matematicamente il codice del protocollo. Le versioni ricorsive degli STARKs, prove su altre prove, compaiono in tre livelli chiave del protocollo: esecuzione delle transazioni, consenso sui blocchi e archiviazione dei dati.
Per Buterin questa architettura può essere sicura solo con la verifica formale, che a sua volta è realizzabile soltanto grazie agli strumenti moderni di intelligenza artificiale. È lo stesso tema ripreso nella FAQ dello strawmap, dove si legge che il calendario attuale assume uno sviluppo “human-first” e che uno sviluppo accelerato dall’AI potrebbe comprimere significativamente i tempi. Dankrad Feist, ricercatore presso la blockchain Tempo (sostenuta da Stripe) e a lungo ricercatore della Ethereum Foundation, ha spinto ancora oltre in un post del 4 luglio, sostenendo che tre o quattro anni sono “molto lenti” e che con i modelli linguistici di grandi dimensioni sarebbe realisticamente possibile completare il lavoro in circa un anno.
Sul fronte dell’esecuzione, lo strawmap assume già che il protocollo esporrà un insieme di istruzioni diverso dall’EVM, con due candidati principali: leanISA, un progetto della ricerca Ethereum, e RISC-V, uno standard aperto usato nei normali chip dei computer. Buterin ha spinto il ragionamento oltre, chiedendosi perché non esporre queste istruzioni direttamente agli sviluppatori e trasformare l’EVM stesso in una rappresentazione intermedia sopra questo nuovo set di istruzioni, invece che in una funzione incorporata che complica il protocollo di base. È un’ipotesi che, se realizzata, ridefinirebbe il rapporto tra ogni contratto e strumento oggi costruito sull’EVM, anche se lo stesso Buterin ammette che gran parte dell’esplorazione è “troppo prematura anche per lo strawmap”.
Tokenomics e mercato: incertezza su emissioni e commissioni
Nessuno dei cinque obiettivi di lungo periodo affronta quanto nuovo ETH la rete distribuisca ogni anno ai validator, gli operatori che bloccano ETH per contribuire alla sicurezza della rete. Il post di Buterin non tocca il tema, e il primo commento sotto il suo intervento è andato dritto al punto.
La proposta EIP-8363 divide gli sviluppatori
“E la revisione della tokenomics? La EIP-8363 è un primo passo critico”, ha scritto Vanessa Grellet, managing partner di Arche Capital e membro del board della Enterprise Ethereum Alliance. Il riferimento è al tapered issuance burn, una proposta che distruggerebbe una quota crescente delle ricompense dei validator per disincentivare lo staking oltre la metà di tutto l’ETH esistente. Gli sviluppatori core l’hanno messa in discussione il 6 agosto per Hegóta, l’upgrade successivo a Glamsterdam, ma si tratta dello stadio più debole del processo di aggiornamento di Ethereum, quello che non impegna nessuno alla effettiva implementazione. La proposta arriva dopo due giorni di opposizione da parte di Stani Kulechov e del chief executive di ether.fi Mike Silagadze, insieme ad altri fondatori del settore DeFi.
Il diagramma dello strawmap, aggiornato al 4 agosto, riporta comunque una casella dedicata al tapered issuance burn nel layer di consenso, collocata sotto un fork previsto tra il 2027 e il 2028 e collegata alla pull request della EIP-8363. È contrassegnata dal simbolo che la legenda del diagramma definisce come “incertezza sull’effettiva implementazione”. Justin Drake, che co-mantiene lo strawmap, è uno dei sei autori elencati nella proposta, ma Buterin non è mai intervenuto sul tema, né compare tra i 181 messaggi del thread di discussione su Ethereum Magicians.
Commissioni in calo e prezzo ETH sotto pressione
Gli obiettivi di throughput dello strawmap si scontrano con una base di commissioni sempre più sottile. Secondo dati DefiLlama, il livello base di Ethereum ha incassato 8,3 milioni di dollari in commissioni di transazione nel mese di luglio, contro i 39,6 milioni di dollari di agosto 2025. Nei primi dieci giorni di agosto le commissioni si fermano a 2,1 milioni di dollari. Ethereum distrugge la parte base di ogni commissione invece di versarla, secondo il meccanismo adottato nel 2021: una base di commissioni più piccola significa meno ETH rimosso dalla circolazione.
Sul fronte del prezzo, ETH viene scambiato a 1.887,51 dollari, con una capitalizzazione di mercato di 226 miliardi di dollari. Il calo delle commissioni riduce direttamente il burn di ETH, un fattore che pesa sulle dinamiche di offerta proprio mentre la rete discute se e come intervenire sull’emissione ai validator: due leve della tokenomics che, in questa fase, si muovono nella stessa direzione poco favorevole al token.
Buterin ha chiuso il suo post con una sequenza di affermazioni che suonano più come un manifesto che come un comunicato tecnico: Ethereum sarà quantum-safe, metterà al primo posto la privacy degli utenti, sarà sicuro, resistente alla censura, altamente performante e scalabile nel rispetto di tutto questo. E, ha aggiunto, sarà “Lean”.
FAQ
Quali sono le principali modifiche apportate da Vitalik Buterin alla roadmap Ethereum del 2023?
Buterin ha riordinato le priorità puntando su sicurezza quantistica e privacy, ha declassato le VDF e molti miglioramenti previsti per l’EVM, ha sostituito Verkle trees e state expiry con nuove costruzioni e ha introdotto aree del tutto nuove come la scalabilità post-quantum, i rollup nativi e alternative all’EVM.
Quali sono gli obiettivi di lungo periodo di Ethereum secondo la roadmap aggiornata fino al 2029?
Ethereum punta a diventare quantum-safe, orientato alla privacy, sicuro, resistente alla censura, performante e scalabile entro il 2029, attraverso circa sette upgrade di rete distribuiti a un ritmo di uno ogni sei mesi.
Quali dipendenze tecniche sono fondamentali per i futuri aggiornamenti di Ethereum?
Gli aggiornamenti futuri dipendono fortemente dagli STARKs, prove crittografiche che permettono di verificare calcoli senza ripeterli, e dalla verifica formale accelerata dall’intelligenza artificiale, necessaria per garantire la correttezza del codice del protocollo.
Quali incertezze esistono sui meccanismi di emissione e burn delle commissioni di Ethereum?
La proposta di tapered issuance burn (EIP-8363), pensata per ridurre le ricompense ai validator, resta incerta e dibattuta, mentre le commissioni di transazione di Ethereum sono calate in modo marcato, riducendo il burn di ETH e incidendo sulla tokenomics complessiva della rete.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

