Il boom dei data center per l’intelligenza artificiale ha un prezzo che sta uscendo dai bilanci aziendali e finendo dritto sui mercati obbligazionari. Il crescente debito tech per progetti AI sta spingendo Oracle e Meta a bussare sempre più spesso alle porte di investitori e agenzie di rating, mentre gli spread creditizi del settore iniziano a muoversi in una direzione che preoccupa gli analisti. Oracle ha già sfondato il proprio tetto di spesa, Meta ha appena piazzato l’emissione di bond più grande della sua storia, e il mercato comincia a chiedersi quanto a lungo i due colossi possano sostenere questo ritmo senza intaccare la solidità finanziaria che li ha sempre distinti.
Summary
Punti chiave
- Il capex fiscale 2026 di Oracle ha raggiunto 55,66 miliardi di dollari, superando il target dichiarato di 50 miliardi.
- Oracle prevede fino a 95 miliardi di dollari di spesa in conto capitale nel 2027, finanziati in gran parte con nuovo debito e capitale.
- S&P Global ha abbassato il rating creditizio di Oracle a BBB- nel luglio 2026, un solo gradino sopra il livello junk.
- Meta ha emesso 30 miliardi di dollari in bond nell’ottobre 2025, la sua raccolta di debito più grande dell’anno.
- Gli spread creditizi di Meta si allargano insieme a quelli di Alphabet e Amazon, segnale di rischio percepito in crescita su tutto il settore.
Oracle, spesa fuori controllo e rating sotto pressione
Oracle ha spinto la spesa per l’infrastruttura AI ben oltre le previsioni iniziali, e ora paga il conto in termini di affidabilità creditizia. Il capex del gruppo continua a crescere più velocemente di quanto l’azienda stessa avesse programmato solo pochi mesi prima.
Il capex sfora il target nel 2026
Nell’esercizio fiscale 2026 la spesa in conto capitale di Oracle ha toccato 55,66 miliardi di dollari, superando il tetto di 50 miliardi che l’azienda si era fissata come obiettivo. Non si tratta di un piccolo aggiustamento contabile: è uno sforamento di oltre 5 miliardi di dollari che segnala quanto la corsa ai data center stia costando più del previsto anche a chi l’aveva già messa in conto.
Fino a 95 miliardi nel 2027, tra debito ed equity
Le previsioni per l’esercizio 2027 sono ancora più ambiziose: Oracle punta a una spesa infrastrutture AI fino a 95 miliardi di dollari, una cifra che include anche rimborsi ai clienti. Rispetto ai 55,66 miliardi del 2026, si tratterebbe di un incremento di circa il 70% in un solo anno, finanziato in misura rilevante non dalla generazione di cassa interna ma da nuovo debito e nuova emissione di capitale. Per sostenere questi piani, Oracle intende raccogliere quasi 40 miliardi di dollari nel 2027 tra debito ed equity, e ha già annunciato un’emissione di azioni da 20 miliardi di dollari.
Il downgrade di S&P Global e i CDS ai massimi pluriennali
Il mercato ha reagito. S&P Global ha declassato il rating di Oracle a BBB- nel luglio 2026, citando esplicitamente i livelli elevati di debito accumulato. È un posizionamento che lascia l’azienda a un solo gradino di distanza dallo status junk, la soglia sotto la quale il costo del credito tende a salire in modo netto. In parallelo, i credit default swap a 5 anni di Oracle hanno toccato massimi pluriennali proprio nello stesso mese, un termometro di mercato che misura quanto gli investitori siano disposti a pagare per proteggersi da un eventuale default. Quando entrambi i segnali si muovono nella stessa direzione, il messaggio che arriva dagli operatori è piuttosto chiaro: la fiducia nella sostenibilità del debito accumulato non è più scontata.
Meta punta tutto sul mercato obbligazionario per l’AI
Anche Meta, pur restando un’azienda con margini di cassa storicamente solidi, ha dovuto attingere ai mercati del debito in misura senza precedenti per finanziare la propria corsa all’intelligenza artificiale.
Il collocamento di bond più grande dell’anno
Nell’ottobre 2025 Meta ha collocato 30 miliardi di dollari in bond, la sua emissione di debito più grande di quell’anno. I proventi sono stati indirizzati verso l’infrastruttura dati necessaria a sostenere i progetti di intelligenza artificiale del gruppo, un chiaro segnale di quanto pesino oggi gli investimenti in infrastruttura dati rispetto alla spesa ordinaria dell’azienda.
Un data center da 12 miliardi in Texas
Meta non si è fermata al collocamento generale: ha attivato anche finanziamenti dedicati a progetti specifici, tra cui 12 miliardi di dollari destinati a un data center in Texas. Il fatto che un’azienda con la liquidità di Meta ricorra a strutture di finanziamento mirate per singoli impianti dice molto sulla scala degli investimenti richiesti dall’AI: anche i bilanci più solidi del settore tecnologico non riescono più a sostenere da soli il ritmo della costruzione.
Gli spread si allargano insieme a quelli di Alphabet e Amazon
Gli spread creditizi sui bond di Meta si sono allargati in parallelo a quelli di Alphabet e Amazon, segno che gli investitori chiedono rendimenti più alti per finanziare l’intero comparto degli hyperscaler, non solo un singolo emittente. È un dettaglio che conta: quando il mercato prezza rischio crescente su più big tech contemporaneamente, non si tratta più di un caso isolato ma di una dinamica settoriale che riguarda l’intero modello di finanziamenti AI tech costruito finora.
Il problema del debito degli hyperscaler
Il nodo centrale è semplice da riassumere: le spese legate all’intelligenza artificiale stanno per superare la capacità di autofinanziamento delle grandi piattaforme tecnologiche. Entro il 2027, secondo le stime, i capex legati all’AI supereranno il flusso di cassa libero per diversi importanti hyperscaler, costringendo queste aziende a dipendere sempre più da debito ed equity piuttosto che dalla generazione organica di cassa.
Il caso Oracle, con il salto da 55,66 miliardi a un possibile 95 miliardi di dollari di capex in un solo anno, è l’esempio più netto di questo passaggio. Ma la scelta di Meta di emettere il suo bond più grande di sempre e di ricorrere a finanziamenti dedicati per singoli progetti racconta la stessa storia da un’altra angolazione: persino le aziende con più liquidità del settore stanno scoprendo che l’investimento in infrastruttura dati richiesto dall’intelligenza artificiale eccede quello che le risorse interne possono comodamente sostenere.
Il contesto più ampio del mercato del credito conferma questa lettura. Analisti di Goldman Sachs hanno stimato che gli impegni di leasing combinati degli hyperscaler per data center, strutture di ricerca, uffici e attrezzature abbiano raggiunto 1.500 miliardi di dollari, contro circa 200 miliardi di cinque anni fa, di cui circa 1.000 miliardi ancora non avviati e quindi non ancora visibili nei bilanci ufficiali. Secondo il commento di PIMCO datato 11 agosto, il ciclo di capex legato all’AI è, in termini reali, sulla strada per diventare il più grande ciclo di investimento dai tempi della costruzione delle ferrovie nel diciannovesimo secolo, con la spesa in conto capitale degli hyperscaler destinata a superare i 1.000 miliardi di dollari all’anno a partire dal 2027, senza segnali chiari di rallentamento.
Questo scenario spiega perché il mercato osservi con crescente attenzione ogni nuova emissione: se il debito tech per progetti AI continuerà a crescere a questo ritmo, la domanda che resta aperta non è se Oracle e Meta troveranno investitori disposti a finanziarli, ma a quale prezzo, e per quanto tempo ancora il mercato del credito sarà disposto a coprire un divario che, per ora, i flussi di cassa da soli non riescono a colmare.
FAQ
Perché il rating creditizio di Oracle è stato abbassato nel 2026?
S&P Global ha declassato il rating di Oracle a BBB- nel luglio 2026, citando i livelli elevati di debito legati alla crescita della spesa in conto capitale dell’azienda.
Come sta finanziando Meta i propri progetti di infrastruttura AI?
Meta ha emesso 30 miliardi di dollari in bond nell’ottobre 2025 e ha ottenuto finanziamenti aggiuntivi, tra cui 12 miliardi di dollari destinati a un data center in Texas.
Cosa sta spingendo l’aumento del debito tra le grandi aziende tecnologiche?
Le spese ingenti necessarie per costruire l’infrastruttura AI, superiori al flusso di cassa libero, stanno spingendo le aziende tecnologiche a ricorrere sempre più a emissioni di debito e capitale.
Come stanno reagendo i mercati del credito all’aumento delle emissioni di debito delle aziende tech?
Gli spread creditizi sui bond di Meta, così come quelli di Alphabet e Amazon, si stanno allargando, segno che gli investitori chiedono rendimenti più alti a fronte di un rischio percepito in crescita.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

