HomeAILe azioni supervoting di Anthropic blindano il controllo di Amodei (2%)

Le azioni supervoting di Anthropic blindano il controllo di Amodei (2%)

Anthropic si prepara a diventare una società quotata, ma vuole farlo senza perdere il controllo che oggi appartiene ai suoi fondatori. Secondo quanto riportato, la startup di intelligenza artificiale sta lavorando a un piano per emettere azioni supervoting di Anthropic destinate al CEO Dario Amodei e ai co-fondatori prima della quotazione in borsa, un’operazione che permetterebbe loro di mantenere il timone della società anche dopo l’ingresso di investitori esterni sul mercato pubblico.

Punti chiave

  • Anthropic vuole emettere una classe speciale di azioni con diritti di voto potenziati per Dario Amodei e i co-fondatori prima dell’IPO
  • Amodei possiede oggi solo circa il 2% della società, mentre i fondatori nel complesso restano sotto il 5%
  • L’ultima valutazione privata di Anthropic è stata di 965 miliardi di dollari, ma la quotazione potrebbe portarla fino a 2.000 miliardi di dollari
  • Il CFO Krishna Rao ha già incontrato potenziali investitori in vista della quotazione
  • Anthropic non ha confermato una data, ma alcune indiscrezioni indicano una possibile IPO entro la fine dell’anno

Perché Anthropic vuole le azioni supervoting per i fondatori

La logica dietro l’operazione è semplice: proteggere la leadership dalle pressioni di breve periodo che spesso arrivano dagli investitori istituzionali una volta che una società sbarca in borsa. La struttura azionaria dual-class che Anthropic starebbe progettando garantirebbe ad Amodei e agli altri co-fondatori diritti di voto sproporzionati rispetto alla loro quota effettiva di capitale, che resta comunque inferiore al 5% se calcolata in modo aggregato.

Come funziona il meccanismo dei diritti di voto potenziati

Le classi di azioni con diritti di voto rafforzati non sono una novità nel mondo tech. Servono a permettere ai dirigenti di prendere decisioni strategiche di lungo periodo senza il rischio di essere scavalcati dagli azionisti quando l’orizzonte temporale del management non coincide con quello del mercato. Per Anthropic sarebbe la prima volta che i fondatori ottengono formalmente questo tipo di leva.

Il precedente di Meta e SpaceX

Il modello non è isolato. Mark Zuckerberg controlla circa il 60% del potere di voto in Meta attraverso un meccanismo simile, mentre Elon Musk detiene oltre l’80% dei voti in SpaceX, azienda quotata in borsa lo scorso giugno nonostante la presenza di investitori esterni con quote rilevanti di capitale. Anthropic, stando alle informazioni disponibili, seguirebbe lo stesso schema: mantenere i fondatori al comando anche dopo la quotazione sui mercati pubblici.

Quote di capitale e ruolo dei fiduciari non azionisti

Il divario tra proprietà economica e potere decisionale è il punto centrale di questa storia. Amodei possiede oggi appena il 2% di Anthropic, una percentuale contenuta se paragonata a quella di molti altri fondatori tech, ma le azioni supervoting di Anthropic gli permetterebbero di esercitare un’influenza ben superiore a quella che la sua quota azionaria suggerirebbe.

Accanto a questa impalcatura, Anthropic intende mantenere in vigore anche i suoi fiduciari non azionisti, una figura di governance Anthropic già esistente. Questi trustee detengono una classe speciale di azioni che consente loro di eleggere la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, aggiungendo un ulteriore livello di supervisione che resta fuori dal controllo diretto degli azionisti ordinari.

Perché conta: la combinazione tra diritti di voto potenziati per i fondatori e fiduciari indipendenti con potere sul board disegna una governance a doppio blindaggio, pensata per resistere sia alla pressione degli investitori istituzionali sia a eventuali tentativi di scalata dopo la quotazione. È un assetto che rende Anthropic un caso interessante da monitorare per chi studia il controllo dei fondatori IPO nel settore dell’intelligenza artificiale, dove le somme in gioco sono enormi.

Verso la quotazione: investitori, valutazione e tempistiche

I preparativi per la quotazione Anthropic IPO risultano già in una fase avanzata. Il CFO Krishna Rao ha incontrato potenziali investitori per discutere il futuro sbarco in borsa della società, un dettaglio che segnala quanto il processo sia concreto, anche in assenza di una data ufficiale.

Sul fronte della valutazione, i numeri raccontano una crescita impressionante. Anthropic era stata valutata 965 miliardi di dollari nel suo ultimo round di finanziamento privato. Una quotazione pubblica potrebbe spingere quella cifra fino a 2.000 miliardi di dollari, secondo quanto riportato. Se confermata, si tratterebbe di una delle IPO più grandi mai realizzate nel settore tecnologico, capace potenzialmente di rivaleggiare con quella di SpaceX per dimensioni.

Anthropic non ha ancora confermato una tempistica precisa per l’operazione, ma alcune indiscrezioni indicano che la quotazione potrebbe avvenire più avanti nel corso dell’anno. Nel frattempo, il piano sulle azioni supervoting, se confermato, blinderebbe il controllo di Amodei ben oltre quanto la sua quota del 2% lascerebbe intuire, un dettaglio che agli occhi degli investitori istituzionali potrebbe diventare un elemento da valutare con attenzione al momento di decidere se entrare nel capitale di una società ancora guidata a doppio filo dai suoi fondatori.

FAQ

Perché Anthropic vuole emettere azioni supervoting prima dell’IPO?

Per garantire al CEO Dario Amodei e ai co-fondatori un controllo maggiore sulla società e proteggerli dalle pressioni degli azionisti esterni, nonostante possiedano insieme meno del 5% del capitale.

Quanto possiede oggi Dario Amodei di Anthropic?

Dario Amodei possiede attualmente circa il 2% di Anthropic.

Quale valutazione è prevista per Anthropic alla quotazione?

Anthropic potrebbe essere valutata circa 2.000 miliardi di dollari al momento dell’IPO, rispetto ai 965 miliardi di dollari dell’ultimo round di finanziamento privato.

Anthropic ha annunciato quando avverrà l’IPO?

Anthropic non ha confermato una tempistica per la sua quotazione, ma alcune indiscrezioni suggeriscono che potrebbe avvenire più avanti nel corso dell’anno.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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